Stm, ecco cosa spinge l’azione sui massimi di ottobre in borsa
Stm, ecco cosa spinge l’azione sui massimi di ottobre in borsa
Non è solo la promozione di Banca Akros a sostenere i corsi del titolo Stm a Piazza Affari insieme a tutto il settore dei semiconduttori

di Francesca Gerosa 04/12/2025 11:57

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Settore europeo dei semiconduttori su di giri (+1%) in scia alla notizia che Cambricon punta a triplicare la produzione di chip per l’intelligenza artificiale nel 2026 per colmare il vuoto lasciato dall’uscita forzata di Nvidia in Cina.

L’azienda tecnologica cinese si prepara a consegnare mezzo milione di acceleratori di intelligenza artificiale nel 2026, secondo alcune fonti citate da Bloomberg. Tra questi figurano fino a 300.000 unità dei chip più avanzati Siyuan 590 e 690. 

Effetto Cambricon

L’accelerazione della produzione evidenzia l’ascesa rapida dei produttori di chip cinesi, dopo che Pechino ha iniziato a scoraggiare l’uso dei prodotti Nvidia quest’anno per ridurre la dipendenza dalla tecnologia statunitense. Anche Huawei si prepara a raddoppiare la produzione dei suoi chip per l’intelligenza artificiale più avanzati nel prossimo anno.

A novembre il ceo di Nvidia, Jensen Huang, ha ammesso che la sua azienda è bloccata in Cina, il che stimolerà la crescita della concorrenza domestica. E mentre l’amministrazione Trump sta considerando un piano per consentire la vendita delle sue schede H200, non vi è alcuna garanzia che Pechino non ne ostacoli l’adozione.

Poche aziende hanno beneficiato in maniera così evidente di questa situazione quanto Cambricon che ha registrato un aumento dei ricavi di 14 volte nel trimestre chiuso a settembre. Un trend destinato a continuare visto che nei prossimi anni la società otterrà nuovi ordini da alcuni dei maggiori investitori cinesi in AI, tra cui Alibaba, hanno aggiunto le fonti. Il designer di chip conta già ByteDance come cliente principale che rappresenta oltre il 50% di tutti i suoi ordini.

Le sfide in Cina

Nonostante l’aumento della produzione di Huawei, Baidu e Cambricon abbia portato a un incremento significativo dell’offerta di acceleratori AI domestici in Cina, la disponibilità di chip resta insufficiente per soddisfare la crescente domanda, secondo gli analisti di Bloomberg Intelligence. Questo squilibrio è aggravato dalle basse rese produttive dei chip avanzati a 7 nanometri di Semiconductor Manufacturing International Corporation, la più grande fonderia di semiconduttori della Cina continentale, che probabilmente continueranno a rappresentare un collo di bottiglia nel prossimo futuro.

«Nonostante queste sfide, la direzione è chiara: le tensioni geopolitiche, combinate con l’incertezza sulla disponibilità dei chip Nvidia, continueranno a spingere le aziende cinesi di AI verso fornitori domestici. Le strategie divergenti di Cina e Stati Uniti porteranno a un ecosistema globale AI diviso in due blocchi», prevedono gtli analisti di Bloomberg Intelligence.

Tuttavia, l’importanza di Cambricon nel settore suggerisce che l’azienda ha margini di trattativa con partner come Smic. Fondata nel 2016 dal ricercatore informatico Chen Tianshi, Cambricon è considerata tra i principali beneficiari della spinta di Pechino all’autosufficienza nell’AI e nella produzione di chip, uno sforzo che potrebbe portare quest’anno a 98 miliardi di dollari di investimenti combinati tra governo e aziende.

Messaggi costruttivi dai player dei semiconduttori analogici

A sostenere il comparto dei semiconduttori sono anche i toni più costruttivi emersi da una conferenza di alcuni player chiave. In particolare, Microchip ha ristretto la guidance del trimestre che chiude a dicembre verso la parte alta del range grazie agli ordini di novembre migliori del previsto e ha segnalato che il trimestre che chiude a marzo 2026 sarà decisamente sopra la stagionalità tipica e che anche giugno del prossimo anno dovrebbe mostrare uno slancio robusto grazie al rafforzamento degli ordini.

Sul fronte automotive la società ha parlato di un recupero ormai visibile in tutta la catena, con la normalizzazione delle scorte lungo la distribuzione quasi completata, mentre nell’industrial ha rilevato segnali ripresa più diffusa dopo mesi di digestion.

Al contempo, NXP ha indicato un quadro più costruttivo per il 2026 grazie a una normalizzazione delle scorte dei clienti diretti nel segmento auto. L’azienda vede un miglioramento progressivo nel corso dell’anno, supportato da driver specifici come la crescita di contenuto in veicoli connessi e soluzioni per l’industrial.

Infine, Texas Instruments ha parlato di una ripresa graduale ma progressiva, con tutti i mercati in miglioramento trimestre dopo trimestre. La società resta prudente a causa dell’incertezza macro, ma segnala comunque trend positivi diffusi, mentre nel data center continua a vedere una crescita molto sostenuta.

«Nel complesso, si tratta di messaggi che rispetto alle ultime call di ottobre/novembre, in cui le società avevano mantenuto un tono più cauto sottolineando la gradualità del recupero ciclico, appaiono al margine più costruttivi sullo stato della domanda/normalizzazione delle scorte, offrendo un po’ più di supporto sulle crescite attese per il 2026», commenta Equita.

Per Stm Equita si aspetta un fatturato in aumento del 13% nel 2026, con automotive a +12%, industrial a +19% e personal electronics/communications a +6%. Il titolo tratta a 20-13 volte il multipli prezzo/utile adjusted 2026-2027, riflettendo una conferma della ripresa ciclica 2026 ma ancora poca confidenza sul
proseguimento nel 2027.

L’upgrade di Banca Akros

Insieme alle olandesi Asm International (+2,3%) e BE Semiconductor (+1,14%), a Milano è salita il 4 dicembre anche Stm (+3,49% a 22,065 euro in chiusura di seduta dopo un massimo intraday a 22,26 euro, livello dello scorso 23 ottobre, ancora lontano dal top dell’anno a 28,41 euro segnato il 21 luglio), complice Banca Akros che ha alzato il rating sull’azione da neutral ad accumulate e il target price da 24,5 a 25 euro.

«Per la prima volta da un po’ di tempo vediamo la possibilità che l’azienda possa superare le aspettative del consenso nel quarto trimestre del 2025 e nel 2026, grazie al recente aggiornamento del mercato globale dei semiconduttori e supportata da dati positivi provenienti da clienti e concorrenti selezionati, con un potenziale rialzo nel medio termine da nuove aree come la fotonica al silicio e i robot umanoidi», si legge nel report di Banca Akros.

Lo scorso 23 ottobre Stm ha fornito una guidance per il quarto trimestre del 2025 con ricavi attesi a 3,28 miliardi di dollari (+/- 3,5%) e un margine lordo al 35% (+/- 2%). La guidance implica un calo a una cifra elevata trimestre su trimestre per l’elettronica di consumo e una modesta crescita per i settori industriale e automotive.

Perché Stm può battere il consenso

Da quando Stm ha pubblicato i dati del terzo trimestre di quest’anno, prosegue Banca Akros, «abbiamo visto diversi report che prevedono una domanda forte per l’iPhone 17 con una crescita a doppia cifra sia negli Usa sia in Asia, e un upgrade della guidance da Analog Devices e Microchip (indicatore principale per il mercato dei microcontrollori industriali, ndr). Di conseguenza, siamo più ottimisti sul quarto trimestre e ora prevediamo ricavi nella parte alta del range della guidance a 3,35 miliardi di dollari contro una stima del consenso a 3,28 miliardi», precisa la banca d’affari.

Non solo. Ora le aspettative per il 2026 sembrano realistiche: assumendo una stagionalità normale, «stimiamo che l’azienda possa avvicinarsi a 13 miliardi di dollari nel 2026, +10% anno su anno, supportata da un confronto facile e dalla fine del destocking nei settori auto e industriale. Tra i principali clienti Apple, Mobileye, SpaceX contribuiranno di più con la possibile aggiunta di Amazon Blue Origin, mentre su Tesla ci sono dei rischi».

Quanto alla fotonica al silicio dovrebbe iniziare a dare i primi contributi e il mercato dei robot umanoidi potrebbe raggiungere 5 miliardi di dollari per le applicazioni automotive entro il 2035 e fino a 30-50 miliardi negli anni ’40. La piattaforma Optimus di Tesla guida il settore, puntando alla produzione di massa entro il 2030. Complessivamente, stimiamo che queste opportunità potrebbero rappresentare un mercato totale della fotonica al silicio di 3-5 miliardi di dollari, di cui Stm potrebbe catturare una buona quota».

Dal punto di vista della valutazione «al nostro prezzo obiettivo il titolo Stm sarebbe scambiato a un multiplo prezzo/utile 2027 di circa 14 volte rispetto al p/e medio storico del consenso a 12 mesi degli ultimi 7 anni a 15 (range 8-30, ndr)», conclude la banca d’affari che a fine 2025 si aspetta ricavi in calo a 11,820 miliardi dai 13,269 miliardi del 2024 e un utile netto adjusted di 608 milioni dagli 1,557 miliardi del 2024, numeri destinati a migliorare nel 2026: a 12,955 miliardi e a 1,137 miliardi, rispettivamente. (riproduzione riservata)