Interconnessioni ottiche, satelliti e automotive: un potente punto di svolta per gli utili di Stmicroelectronics. Così Bank of America intitola un report sul gruppo italo francese produttore di chip visionato da milanofinanza.it nel quale ha promosso l’azione da neutral e buy e alzato il target price da 71 a 86 euro (100 dollari), il 40,22% in più rispetto alla quotazione in chiusura in borsa del 10 giugno a 61,33 euro.
Il cambiamento del rating è motivato da quattro fattori. Primo, l'interconnessione ottica rappresenta un'opportunità di crescita pluriennale «Riteniamo che Stm beneficerà dell'attuale ciclo di investimenti nelle infrastrutture AI attraverso la propria attività di interconnessione ottica. La società fornisce diversi prodotti, tra cui microcontrollori, circuiti integrati fotonici, circuiti integrati elettronici realizzati con processo BicMos e tecnologie di packaging avanzate», fa presente BofA, stimando che il business delle interconnessioni ottiche di Stm crescerà dai 670 milioni di dollari del 2026 a 2,3 miliardi nel 2028, grazie al suo modello produttivo integrato (front-end e back-end), alla diversificazione geopolitica (gli impianti produttivi sono in Europa), ai processi specializzati come BicMos e fotonica e alla produzione su wafer da 300 milioni.
Di conseguenza, questo dovrebbe consentire all'azienda di aumentare la propria quota di mercato dal 5% a oltre il 30% nei prossimi 2-3 anni e di diversificare la base clienti oltre Amazon Web Services. Nel medio termine (2028), «prevediamo che l'introduzione delle near-packaged optics rappresenterà un ulteriore fattore di crescita per Stm, con un aumento del content per gigawatt del 50%, dagli attuali 230 milioni di dollari per gigawatt».
Nel lungo termine (2030), la banca americana vede ulteriori opportunità di crescita per il valore dei componenti Stm presenti in un sistema grazie all'introduzione delle co-packaged optics e al lancio di data center nello spazio, dove il content fornito dal gruppo potrebbe essere ancora più elevato poiché nello spazio non vengono utilizzati cavi in rame.
Secondo, il ciclo di investimenti nei satelliti Leo è appena iniziato. Sebbene Stm abbia una relazione consolidata con i principali operatori di satelliti in orbita terrestre bassa (Leo), «riteniamo che la guidance del management di oltre 3 miliardi di dollari di ricavi cumulati tra il 2026 e il 2028 sia troppo prudente. Tale previsione implicherebbe una quota di mercato di poco superiore al 50% nel 2028, ipotesi che riteniamo improbabile considerando l'acquisizione di nuovi clienti; l'aumento della frequenza dei lanci di satelliti man mano che i costi diminuiscono; l'aumento del content per satellite nel tempo: da poche migliaia di dollari per satellite a diverse decine di migliaia di dollari entro la fine del decennio; la crescita del numero di utenti dei servizi broadband satellitari, potenzialmente dai 10 milioni dello scorso anno a 100 milioni nel 2028».
Nel modello di BofA, i ricavi derivanti dai satelliti Leo passano dai 600 milioni dello scorso anno a 950 milioni quest'anno e a 1,4 miliardi nel 2028, per un totale cumulato di 3,6 miliardi di dollari.
Terzo, la ripresa ciclica nei settori automotive e industriale. Nel business tradizionale di Stm BofA osserva segnali incoraggianti. La fase di smaltimento delle scorte nel settore automotive sta giungendo al termine e i fornitori Tier-1 stanno iniziando ad aumentare le proprie previsioni a livello di volumi. Inoltre, BofA si attende che il business del carburo di silicio (SiC) di Stm torni a crescere grazie alla conquista di nuovi clienti, oltre a Tesla, in Europa e, in misura minore, in Cina.
Nel complesso, la divisione Automotive di Stm dovrebbe crescere a doppia cifra quest'anno, nonostante un calo del 2% del tasso annualizzato globale (vendite annualizzate del mercato automobilistico). Nel settore industriale, la ripresa è più avanzata e favorisce Stm in due modi: le scorte presso i distributori si sono ormai normalizzate dopo oltre due anni di contrazione; la forte domanda di microcontrollori nei data center sta creando alcune carenze di offerta. Questi fattori, uniti all'aumento dei costi degli input produttivi, stanno spingendo la società ad aumentare in modo selettivo i prezzi dei microcontrollori e in alcuni mercati analogici.
Quarto, le stime del consenso degli analisti sugli utili sono troppo basse per BofA. Infatti, «ci aspettiamo che Stm realizzi una leva operativa significativa nei prossimi 2-3 anni. Il gruppo ha indicato un margine lordo del 40% con 16 miliardi di dollari di ricavi; del 43,5-44,5% con 18 miliardi di ricavi e un cambio euro/dollaro a 1,17; del 50% con 20 miliardi di ricavi. Le nostre stime riviste sono più prudenti rispetto alle indicazioni della società, a causa di precedenti problemi di esecuzione: 37,3% di margine lordo quest'anno e 46% nel 2028 su ricavi pari a 19,3 miliardi», precisa BofA che ha comunque stime superiori a quelle del consenso (35,9%-43,3%)
Considerando l'ampia capacità produttiva inutilizzata (Crolles 2 e Agrate per i wafer da 300 mm, Catania per il SiC su 200 mm), le efficienze manifatturiere derivanti dalla chiusura degli impianti più vecchi, un mix di prodotto migliore (riteniamo che le interconnessioni ottiche abbiano margini lordi intorno al 50% e che i ricavi Mcu aumentino), prezzi più elevati, minori costi di ristrutturazione, l'assenza di effetti negativi dalle capacity reservation fees (trascurabili dal 2027), maggiori volumi di vendita, che riducono significativamente i costi associati alla capacità inutilizzata, la banca di investimento ritiene che il consenso del mercato sui margini lordi sia eccessivamente pessimista. E prevede un utile per azione di 1,57 dollari nel 2026 (+43% rispetto al consenso), di 3,53 dollari nel 2027 (+43%) e di 4,63 dollari nel 2028 (+30%).
A 86 euro BofA valuta Stm a 13x l’ev/ebitda 2028 con uno sconto del 12% rispetto ai competitor diversificati (14,8x), pur collocandosi nella fascia alta del proprio range storico di 5x-13x. «Riteniamo che tale valutazione sia appropriata considerando l'accelerazione della ripresa ciclica; i driver di crescita unici rappresentati da Silicon Photonics e satelliti Leo.
Attualmente Stm quota con uno sconto del 32% rispetto ai peer diversificati sull'ev/ebitda 2028 sulla base delle stime del consenso. Non riteniamo che uno sconto così ampio sia giustificato alla luce delle opportunità imminenti nel networking ottico e nei satelliti Leo, che dovrebbero sostenere un’espansione significativa sia dei ricavi sia dei margini», conclude BofA avvertendo, però, che un rafforzamento del cambio euro/dollaro oltre 1,2 penalizzerebbe gli utili e i costi operativi dell'azienda a causa dell'indebolimento del biglietto verde così come operazioni di m&a non accrescitive a livello di valore. (riproduzione riservata)