Nuovo massimo storico a Piazza Affari per il produttore di chip franco-italiano STMicroelectronics in scia al miglioramento della guidance sui ricavi da data center. L’azione il 2 giugno si è spinta fino a quota 66,11 euro, record assoluto. Alle 13:50 schizza del 10,69% a 65,64 euro.
Alla luce della domanda trainata dall'infrastruttura per l'intelligenza artificiale, Stm ha spostato verso l’alto la propria «ambizione» nel campo dei ricavi per i data center. Secondo quanto annunciato dal gruppo, i ricavi relativi ai data center sono ora attesi intorno a 1 miliardo di dollari nel 2026 (700 milioni la stima di Equita) rispetto alla precedente stima di «agevolmente sopra» i 500 milioni di dollari.
Inoltre, assumendo che la dinamica attuale continui e considerando gli impegni presi, «nel 2027 i ricavi potrebbero raddoppiare (1,3 miliardi la stima di Equita, ndr) rispetto alla stima precedente di nettamente sopra a 1 miliardo di dollari», si legge nel comunicato. L’esposizione della società ai data center è meno concentrata sui processori grafici utilizzati per l’addestramento dei modelli di AI e più orientata all’infrastruttura necessaria per alimentarli e gestirli.
Grazie all’aumento della domanda di fotonica su silicio, una tecnologia utilizzata nelle connessioni ottiche all'interno e tra i data center dedicati all'AI, Stm dovrebbe decidere in merito a un ampliamento del suo sito di produzione di chip di Crolles, in Francia, entro la fine di quest’anno, come ha indicato il 2 giugno il ceo, Jean-Marc Chery, durante la conferenza a Ginevra organizzata da Bnp Paribas.
L’ad ha sottolineato che il previsto passaggio all’ottica «near-package», in cui i moduli ottici sono posizionati più vicino ai processori, richiederà una decisione sulla capacità produttiva. «Dobbiamo decidere da qui alla fine dell'anno se procedere a un'ulteriore espansione a Crolles», ha detto Chery. «Probabilmente è quello che faremo».
Il gruppo ha annunciato quest’anno un accordo per fornire semiconduttori ad Amazon per il servizio Aws, inclusi chip per connettività e gestione energetica. Nell’occasione Chery ha dichiarato che l’intesa spingerà la crescita dei ricavi nei prossimi 3-5 anni.
Il top manager ha orientato l’azienda, che fornisce anche Tesla ed Apple, verso un’espansione oltre l’elettronica di consumo e l’automotive in settori a più alta crescita, come i data center. Nell’ultima trimestrale di aprile l’ad aveva definito il 2026 come un anno di «svolta» nei ricavi legati ai centri di calcolo per l’AI. Mentre il settore dei semiconduttori usciva da una fase di crisi legata all’eccesso di scorte, nel 2025 la società ha registrato ricavi in calo dell’11% anno su anno a 11,8 miliardi di dollari.
Ora per gli analisti l’upgrade della guidance riflette la fiducia dell’azienda nel potenziamento della capacità produttiva. «La revisione al rialzo delle stime conferma che la domanda dei data center è forte e che le soluzioni di Stm sono molto richieste e dimostra la fiducia dell’azienda nell’aumentare la capacità produttiva», commenta Oddo Bhp (rating outperform e target price a 70 euro confermati sull’azione).
«L’aumento delle guidance segnala una buona esecuzione sui nuovi prodotti legati all’AI. La maggior parte dei ricavi legati all’AI di Stm proviene da applicazioni ottiche, inclusi circuiti fotonici integrati e amplificatori; altri flussi minori includono microcontrollori e chip analogici usati nella gestione dell’energia. Le stime del consenso per il 2026 e il 2027 probabilmente saliranno, con un incremento maggiore per il 2027», prevede JP Morgan (rating neutral e target price a 48 euro).
Come in parte atteso, il segmento AI datacenter si sta rivelando un’importante area di upside, aggiunge Equita (buy e target price a 50 euro). Anche per Intermonte (rating neutral e target price a 43,30 euro) la revisione delle guidance conferma il momento molto positivo per i datacenter «e non è attualmente pienamente incorporata nelle nostre stime. Una prima stima dell'impatto potrebbe portare a una revisione al rialzo dell’utile per azione nell’ordine di un mid-to-high single digit».
La società, ricorda Jefferies (buy e target price a 74 euro), aveva già assicurato ordini legati ai data center per oltre 1 miliardo di dollari, con circa due terzi provenienti da componenti ottici all’inizio di quest’anno e stava rapidamente aumentando la capacità produttiva per soddisfare questa domanda inaspettatamente elevata. Jefferies stima che i data center contribuiranno da soli al 7% della crescita attesa (+20,5%) dei ricavi nel 2027.
Considerando che prima di questo annuncio i ricavi del primo semestre del 2026 erano attesi a 6,55 miliardi di dollari e quelli del secondo semestre a 7,5 miliardi, «l’upgrade implicito sul secondo semestre potrebbe essere di circa 400 milioni, ovvero +5%», calcola Banca Akros (accumulate e target price a 68 euro), stimando che la nuova guidance sui data center possa tradursi in un aumento delle stime del consenso sui ricavi di una percentuale a bassa singola cifra per il 2026 e «mid single digit» per il 2027, con un impatto potenzialmente maggiore sugli utili grazie alla leva operativa.
Attualmente il consenso Bloomberg vede 15 rating buy, 7 hold e 2 sell sul titolo con un target price medio a 51,78 euro, sotto la quotazione attuale. In sei mesi il titolo ha segnato un progresso record di circa il 220%. (riproduzione riservata)