Stellantis, Volkswagen e Renault si uniscono a sostegno del Made in Europe: ecco la proposta 70:70 all’Ue
Stellantis, Volkswagen e Renault si uniscono a sostegno del Made in Europe: ecco la proposta 70:70 all’Ue
Lettera inviata al Parlamento Europeo. L’industria automobilistica è divisa su come Bruxelles possa proteggere il settore manifatturiero dall’assalto dei veicoli elettrici cinesi

di Andrea Boeris 12/06/2026 07:59

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Stellantis, Volkswagen e Renault, che insieme rappresentano il 60% della produzione automobilistica europea, hanno sottoscritto un impegno comune sul «Made in Europe» inviato ai membri del Parlamento Europeo. Il testo del messaggio è stato anticipato dal Financial Times.

Nel documento congiunto, le tre case automobilistiche chiedono regole semplici e chiare, oltre a incentivi concreti per potenziare la produzione nell’Unione Europea. Il giorno prima Toyota e Jaguar Land Rover si erano invece espresse contro il progetto delle nuove regole europee, dimostrando che l’industria dell’auto è divisa.

Competitività e quadro realistico

Le aziende guidate da Antonio Filosa (Stellantis), Oliver Blume (Volkswagen) e Francois Provost (Renault) sottolineano che l’industria automobilistica europea è pronta a investire nella produzione sul territorio continentale, ma servono condizioni di contesto realistiche. Il «Made in Europe» dovrebbe sostenere la competitività, attrarre investimenti e tenere conto del divario di costi rispetto ai concorrenti internazionali. Solo così, sostengono le tre case, l’Europa potrà mantenere il proprio ruolo di potenza automobilistica globale.

La proposta «70:70 in EU27»

Il punto centrale dell’impegno riguarda la definizione stessa di «Made in Europe»: secondo le tre aziende, l’etichetta deve essere semplice, raggiungibile e uniforme in tutta l’Ue. La proposta è fissare una soglia del 70% di contenuto di valore regionale, parametro che coprirebbe l’intera catena del valore, dalla progettazione alla produzione avanzata.

Stellantis, Volkswagen e Renault chiedono quindi alle istituzioni europee di costruire un quadro normativo che garantisca che il 70% dei veicoli venduti in Europa dalle case automobilistiche provenga per almeno il 70% dai 27 paesi dell’Ue: la formula «70:70 in EU27».

Incentivi per batterie e auto di piccole dimensioni

Il terzo messaggio riguarda gli incentivi alla localizzazione e al reshoring produttivo. Secondo le tre case, il «Made in Europe» non dovrebbe limitarsi a compensare i costi più alti della produzione europea, ma incentivare attivamente la rilocalizzazione delle filiere. Tra le richieste: un sostegno forte e mirato alla produzione europea di batterie, una flessibilità pragmatica nelle regole soprattutto per le vetture di piccole dimensioni e politiche capaci di rendere i veicoli elettrici più accessibili, contribuendo così a costruire una catena di approvvigionamento europea più forte. (riproduzione riservata)