È stata probabilmente, in mezzo ai tanti errori, la mossa più azzeccata da parte dell’ex ceo Carlos Tavares. Al punto che il successore Antonio Filosa, che l’ha ereditata, ha deciso non solo di ampliarla, ma di fare di partnership e alleanze simili un pilastro della nuova strategia di Stellantis e del piano FaSTLAne 2030 appena presentato. La joint venture Leapmotor International è un successo e MF-Milano Finanza può svelare in esclusiva i numeri che lo dimostrano.
La vera cabina operativa della jv tra Stellantis e la cinese Leapmotor non è l’olandese Leapmotor International bv, che è soltanto una holding, ma una sua controllata italiana. Si tratta di Leapmotor International Business, una spa con sede in Italia (in via Plava 86 a Torino, all’interno del polo Stellantis di Mirafiori) che gestisce concretamente tutte le attività industriali, commerciali e distributive del marchio asiatico fuori dalla Cina.
È la stessa relazione del collegio sindacale del bilancio 2024 a chiarire il ruolo centrale della spa italiana: dopo essere stata costituita Leapmotor International bv partecipata al 51% da Stellantis, questa holding olandese acquistò da Stellantis Europe il 100% della ex New Business 37 spa, trasformandola in Leapmotor International Business e affidandole «il compito di realizzare le attività oggetto dell’accordo della joint venture». La società italiana è dunque il motore operativo della prima alleanza cinese di Stellantis sull’auto elettrica.
E i numeri del bilancio, appena depositato e visionato da questo giornale, del primo vero anno pieno di attività raccontano il boom della joint venture cinese di Stellantis. Nel 2025 Leapmotor International Business ha già sfondato la barriera del miliardo di euro di fatturato: in totale il valore della produzione generato è stato di 1.044.099 milioni con ricavi per 809,2 milioni, in fortissimo aumento (462%) rispetto ai 143,8 milioni del 2024, quando l’attività era partita solo a fine settembre.
Dietro il balzo della prima riga del conto economico c’è ovviamente il successo della joint venture a livello commerciale, con oltre 50 mila (52.178) auto a marchio Leapmotor vendute, di cui 42.942 vetture in Europa, rispetto alle 7.291 del 2024, mentre la rete di concessionari è cresciuto a più di 850 punti vendite nel mondo. Nel 2025, oltre ai modelli T03 e C10, la gamma si è arricchita di un nuovo modello, la B10. La T03, vettura compatta elettrica del segmento A, ha raggiunto volumi pari a 23.189 unità. La C10, Suv elettrico con dimensioni da segmento D e dotazione premium, ha toccato quota 20.178 unità e la B10, Suv elettrico compatto di segmento C, è arrivata a 8.811 unità.
Ma a sorprendere ancora di più è il fatto che, pur essendo appena nata a fine 2024, la joint venture Stellantis-Leapmotor sia già ampiamente profittevole. Il 2025 si è chiuso con un utile netto di 44 milioni di euro dai 3,97 milioni dell’anno precedente, mentre il risultato prima delle imposte ha raggiunto quota 56 milioni, con 12 milioni di imposte sul reddito dell’esercizio. La capacità di riuscire già a fare profitti per milioni di euro assume ancora maggior valore considerando che la jv è ancora nella fase iniziale di espansione internazionale e sta sostenendo costi elevati per rete commerciale, garanzie e sviluppo.
Il bilancio mostra anche la rapidissima crescita dimensionale della struttura. L’attivo totale è passato da 205 milioni a 778,5 milioni di euro in appena dodici mesi. Le disponibilità liquide sono esplose da 47,4 a 293,6 milioni di euro, segnale della forte generazione di cassa dell’operazione. Colpisce anche il magazzino: le rimanenze di prodotti finiti e merci sono salite a 293,3 milioni dai 37,1 milioni del 2024. Il dato racconta l’enorme accelerazione della distribuzione internazionale delle vetture Leapmotor attraverso la rete Stellantis.
Dal documento emerge anche la trasformazione geografica della società. Nel 2024 erano state avviate branch in Portogallo, Francia, Regno Unito e Paesi Bassi. Nel 2025 la struttura si è ulteriormente evoluta con la costituzione della controllata spagnola LPMIB Automotive Spain, sulla quale si baserà l’annunciato ampliamento della partnership che prevede l’avvio della produzione di modelli Leapmotor nello stabilimento spagnolo di Saragozza e anche in quello di Madrid, che potrebbe addirittura essere ceduto al partner cinese.
Il fatto che il centro operativo dell’intera operazione sia una spa italiana con sede a Mirafiori dimostra come Torino stia comunque conservando un ruolo strategico nella nuova stagione di alleanze del gruppo. La joint venture con Leapmotor è infatti il laboratorio attraverso cui Stellantis sta sperimentando un nuovo modello industriale: i partner cinesi portano tecnologie elettriche competitive e costi più bassi, mentre il gruppo mette a disposizione rete distributiva globale, capacità industriale e presenza nei mercati occidentali.
Questa logica nel piano FaSTLAne 2030 diventa un pilastro strategico e potrebbe presto estendersi anche ad altri partner asiatici, a partire da Dongfeng Motor. Questi numeri dimostrano che il modello funziona, ma anche che le alleanze con i gruppi cinesi possono ridisegnare lo scenario dell’industria automobilistica europea nei prossimi anni. (riproduzione riservata)