Stellantis chiuderà i conti del 2025 con un pesante conto legato all’elettrico. Secondo un report di Banca Akros, il gruppo dell’auto guidato dallo scorso anno da Antonio Filosa potrebbe registrare oneri straordinari per circa 8,6 miliardi di euro legati alla cancellazione o revisione di programmi sui veicoli elettrici (Ev), in un contesto segnato dal rallentamento della domanda e dai cambiamenti normativi negli Stati Uniti sotto l’amministrazione Trump.
Stellantis presenterà i risultati il 26 febbraio e, in vista dell’appuntamento, gli analisti di Akros stimano che 2,6 miliardi degli oneri previsti avranno un impatto sulla cassa, mentre la quota prevalente - circa 6 miliardi - sarà di natura non cash, coerentemente con quanto già indicato dal management nel corso della presentazione dei conti del terzo trimestre 2025.
Le stime di Akros si basano su un confronto con le svalutazioni annunciate nei giorni scorsi dai principali concorrenti statunitensi. General Motors ha comunicato oneri legati all’elettrico per 7,6 miliardi di dollari, pari a circa il 4,1% dei ricavi, mentre Ford ha stimato svalutazioni per 12,5 miliardi di dollari nel solo 2025 (che salgono a 19,5 miliardi nel periodo 2025-27), equivalenti a circa il 7,1% del fatturato.
Applicando a Stellantis una percentuale media del 5,6% dei ricavi attesi 2025, Akros arriva appunto a una stima di 8,6 miliardi di euro di impairment e write-down legati ai veicoli elettrici.
Nel primo semestre 2025 il gruppo presieduto da John Elkann ha già contabilizzato circa 2,1 miliardi di euro di svalutazioni. Questo implica che nella seconda metà dell’anno potrebbero emergere ulteriori 6,5 miliardi di oneri legati agli Ev, di cui 1,3 miliardi cash, con effetti diretti sulla generazione di cassa.
Alla luce di questo impatto, Akros ha rivisto al ribasso la stima di free cash flow operativo 2025, ora visto a -5,5 miliardi di euro, rispetto ai -4,2 miliardi precedenti.
Le stime Akros indicano per il 2025 ricavi pari a 153,8 miliardi di euro (-2%), un ebit adjusted di 2,9 miliardi e un margine operativo dell’1,9%, livelli sostanzialmente in linea con il consenso di mercato. L’utile per azione adjusted è atteso a 0,74 euro, in netto calo rispetto ai 2,49 euro del 2024. Nonostante l’impatto negativo nel breve periodo, Akros sottolinea come la pulizia dei programmi Ev possa risultare positiva nel medio termine, favorendo un portafoglio prodotti più sano e sostenibile.
In particolare la banca vede un miglioramento del mix e dei volumi già dal primo trimestre 2026, grazie al ritorno e alla salita a regime di modelli a combustione interna come Dodge Charger con motore termico, Jeep Compass e Ram con motore Hemi V8.
Alla luce di queste valutazioni, Banca Akros conferma la raccomandazione buy su Stellantis, con target price invariato a 12 euro. Ai prezzi attuali di 8,67 euro (chiusura del 13 gennaio), il titolo presenta un potenziale di rialzo di circa il 38%, nonostante una chiusura di 2025 che si preannuncia complessa sul fronte dell’elettrico. (riproduzione riservata)