Stellantis valuta la produzione di auto elettriche cinesi Leapmotor in Canada: ipotesi Brampton, sito fermo da anni
Stellantis valuta la produzione di auto elettriche cinesi Leapmotor in Canada: ipotesi Brampton, sito fermo da anni
Il gruppo guidato da Filosa discute con il partner cinese la possibile produzione in Canada per il mercato Usa. Ma ci sono diversi nodi come i dazi e il rischio ritorsioni

di Andrea Boeris 02/04/2026 09:00

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Stellantis accelera il confronto con Leapmotor per ampliare la partnership sulle auto elettriche e studia una mossa che potrebbe ridefinire gli equilibri dell’auto nordamericana. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il gruppo guidato da Antonio Filosa è in trattative preliminari con il partner cinese per produrre veicoli elettrici in Canada, sfruttando un impianto attualmente fermo a Brampton, nell’Ontario, e oggetto di tensioni con il governo canadese che minaccia di chiedere indietro incentivi concessi negli anni precedenti.

La possibile svolta a Brampton dopo l’accordo Carney-Xi

L’eventuale operazione segnerebbe il primo grande investimento industriale cinese nel settore automotive canadese dopo l’accordo politico siglato a gennaio tra il premier Mark Carney e il presidente cinese Xi Jinping, che ha aperto a una riduzione dei dazi sulle auto elettriche prodotte in Cina. Una svolta che Ottawa intende sfruttare per attrarre joint venture con partner «affidabili» entro tre anni.

Le discussioni sarebbero però ancora in fase iniziale e alcuna decisione definitiva sarebbe stata presa. Al centro del dossier c’è appunto lo stabilimento Stellantis di Brampton, fermo da anni e con circa 3 mila lavoratori sindacalizzati. In origine destinato alla produzione di un nuovo Suv Jeep, il sito ha visto sfumare il progetto dopo l’introduzione dei dazi annunciati dall’amministrazione di Donald Trump, che hanno spinto il gruppo a spostare la produzione negli Stati Uniti, scatenando la reazione del governo canadese.

Ma che succede se il Canada fa da porta di ingresso per i cinesi?

Proprio le tensioni commerciali tra Washington e Pechino, insieme alle politiche protezionistiche americane, stanno ridisegnando le catene globali dell’auto. L’ipotesi di produrre veicoli elettrici cinesi in Canada evidenzia i nuovi equilibri, ma espone anche Ottawa al rischio di ritorsioni. Gli Stati Uniti hanno già avvertito che non tollereranno un utilizzo del Canada come «porta di ingresso» per veicoli cinesi nel mercato americano, minacciando tariffe fino al 100% su beni canadesi in caso di accordi troppo favorevoli a Pechino.

Nel progetto canadese potrebbe rientrare la joint venture Leapmotor International, nata dopo l’ingresso di Stellantis con una quota del 20% nel gruppo cinese nel 2023. La partnership punta a espandere la presenza globale degli EV Leapmotor e prevede già produzioni in Europa, a partire dalla Spagna, oltre a iniziative in Brasile e Malesia, inizialmente basate su kit di assemblaggio provenienti dalla Cina.

Stellantis: per Brampton tutte le opzioni sono sul tavolo

Resta da chiarire quali condizioni potrebbero essere imposte a un eventuale investimento in Canada. Il governo di Ottawa, rappresentato dal ministro dell’Industria Melanie Joly, ha indicato la necessità di garantire standard su lavoro, sicurezza del software e integrazione della filiera locale. Allo stesso tempo, sindacati e fornitori guardano con cautela all’ingresso dei player cinesi.

In una nota Stellantis ha ribadito che tutte le opzioni restano sul tavolo per Brampton, sottolineando l’obiettivo di assicurare investimenti sostenibili e di lungo periodo a supporto di occupazione e indotto. Il gruppo ha inoltre confermato un dialogo attivo con le autorità canadesi.

Il problema? L’eventuale accesso al mercato Usa

L’incognita principale resta però l’accesso al mercato statunitense. Washington sta introducendo regole più stringenti sui veicoli connessi che utilizzano tecnologie cinesi o russe, e non è chiaro se auto prodotte in Canada ma con componenti o software cinesi possano attraversare il confine. Secondo dichiarazioni recenti dell’ambasciatore Usa in Canada, veicoli di questo tipo difficilmente otterranno il via libera. (riproduzione riservata)