Stellantis valuta di vendere Cassino ai cinesi di Dongfeng. Trattative anche per le fabbriche di Rennes e Madrid
Stellantis valuta di vendere Cassino ai cinesi di Dongfeng. Trattative anche per le fabbriche di Rennes e Madrid
Il gruppo guidato da Filosa studia la cessione o condivisione di quattro impianti in Europa per ridurre la sovraccapacità. I contatti con Dongfeng riguardano anche lo stabilimento italiano di Cassino e il governo italiano apre alla possibilità

di Andrea Boeris  23/04/2026 12:00

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Stellantis valuta la cessione o la condivisione di alcuni dei suoi impianti europei per affrontare il nodo della sovraccapacità produttiva. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il gruppo guidato da Antonio Filosa starebbe esaminando diverse opzioni che coinvolgono quattro stabilimenti nel continente, tra cui quelli di Rennes in Francia, Madrid in Spagna e anche Cassino in Italia.

Colloqui in corso con Dongfeng

Il dossier è ancora in fase preliminare, ma sono già partiti i contatti con potenziali partner industriali. Tra questi figura Dongfeng Motor Corporation, con cui Stellantis intrattiene rapporti storici. Delegazioni del gruppo cinese avrebbero effettuato sopralluoghi negli impianti di Rennes e Madrid, nell’ambito di un tour che ha toccato anche siti in Italia e Germania. Sul tavolo c’è anche la possibilità di rilanciare una partnership più ampia tra i due gruppi, con produzione congiunta sia in Europa sia in Cina.

Le discussioni in corso riguardano soprattutto la condivisione degli stabilimenti per saturare la capacità produttiva in eccesso, in cambio di accesso a tecnologie, ma non si esclude anche la vendita di uno o più siti. Al momento non è stata presa alcuna decisione definitiva e, secondo Bloomberg, altri costruttori cinesi avrebbero manifestato interesse e Stellantis potrebbe valutare accordi separati con più partner.

Il nodo non è solo industriale ma anche politico

Il gruppo avrebbe indicato a governi francese e italiano che l’eccesso di capacità in Europa equivale a circa quattro impianti. Stellantis conta una ventina di siti di assemblaggio nel continente ed è il secondo costruttore per volumi dopo Volkswagen. Il gruppo ha già avviato anche una razionalizzazione interna: lo stabilimento di Poissy, vicino Parigi, dovrebbe cessare la produzione di auto entro il 2028, con ricadute occupazionali e sulla filiera dei fornitori, tra cui Lear Corporation, Forvia e OPmobility. Alcuni sindacati hanno già annunciato proteste.

Il tema resta politicamente sensibile. In Francia, eventuali accordi con gruppi cinesi potrebbero essere oggetto di scrutinio anche in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno. In Italia, invece, il governo ha mostrato apertura: il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha dichiarato che il Paese è pronto ad accogliere investitori esteri disposti a scommettere sul sistema industriale nazionale, anche in riferimento a siti come Cassino.

Filosa ed Elkann al lavoro in vista del nuovo piano industriale

La revisione industriale è seguita direttamente dal presidente John Elkann e dall’ad Filosa, impegnati a trovare soluzioni a una sovraccapacità che grava su tutto il settore europeo, in un contesto di domanda ancora inferiore ai livelli pre-pandemia e di transizione verso l’elettrico. La nuova strategia del gruppo dovrebbe essere delineata nel dettaglio in occasione del Capital Markets Day previsto il 21 maggio con la presentazione del piano industriale. (riproduzione riservata)