Il governo è pronto a sostenere l’arrivo di un secondo modello Stellantis nella fabbrica di Mirafiori a Torino, ma senza mettere sul tavolo nuovi contributi specifici per il gruppo dell’auto guidato da Antonio Filosa e presieduto da John Elkann. A chiarirlo è stato il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, che lunedì 19 ottobre, a margine dell’assemblea per i 120 anni dell’Unione Industriali di Torino, ha risposto con un eloquente «Ho già dato» a chi gli chiedeva della possibilità di nuovi aiuti pubblici a Stellantis.
La presa di posizione che arriva dopo l’apertura dell’amministratore delegato Antonio Filosa sul possibile arrivo di un secondo modello nello stabilimento torinese, prima nell’intervista rilasciata in esclusiva a MF-Milano Finanza e successivamente con la necessità, richiamata dal ceo, di creare prima le condizioni per rendere competitivo un nuovo investimento industriale in Italia, a partire soprattutto da un costo dell’energia più basso.
La risposta del ministro non chiude la porta al progetto industriale, ma mette dei paletti sul ruolo dello Stato. Urso è favorevole ad aiutare Stellantis per un secondo modello a Mirafiori, come dichiarato anche a MF-Milano Finanza nell’intervista pubblicata sabato 17. «Noi siamo disponibili a supportare eventuali investimenti con la strumentazione che forniamo alle imprese, come i contratti di sviluppo», ha spiegato Urso, ricordando che per la componentistica il governo ha già stanziato oltre 1,3 miliardi di euro, anche attraverso i mini contratti di sviluppo, per consentire alle piccole e medie imprese della filiera automobilistica di beneficiare delle risorse.
Resta invece sul tavolo la questione delle condizioni competitive richiamate da Filosa, a partire dall’energia. Su questo punto Urso ha ribadito la necessità di un intervento europeo. «Noi siamo disponibili a supportare gli investimenti ma chiediamo all’Europa di cambiare per rendere sostenibili le imprese europee e l’industria auto che è il cuore industriale dell’Europa», ha dichiarato.
Il confronto tra governo e Stellantis si inserisce nel dibattito sul futuro di Mirafiori, dove la produzione della Fiat 500 ibrida non è considerata sufficiente, da sola, a garantire un pieno rilancio industriale dello stabilimento. Nell’intervista a Milano Finanza, Filosa aveva aperto alla possibilità di assegnare una seconda vettura alla fabbrica torinese, un’ipotesi sulla quale il gruppo non ha però ancora assunto un impegno definitivo. Successivamente, il manager aveva precisato che per concretizzare nuovi investimenti sarebbe stato necessario un contesto industriale competitivo, chiamando in causa anche il governo italiano e indicando nel costo dell’energia uno dei principali ostacoli da superare.
Urso conferma di considerare necessario un secondo modello. «Ho detto da tempo che serve un nuovo modello per aumentare la produzione anche a Mirafiori e su questo lavoreremo insieme», ha dichiarato il ministro. La distanza tra le posizioni non riguarda quindi l’obiettivo industriale, sul quale sembra esserci una convergenza, quanto le condizioni economiche necessarie per realizzarlo. Stellantis chiede un contesto più competitivo per giustificare l’investimento, mentre il governo ritiene di avere già messo a disposizione risorse e strumenti di sostegno e sposta l’attenzione soprattutto sulle politiche europee.
Il prossimo passaggio del confronto sarà un nuovo tavolo automotive al ministero delle Imprese, che Urso intende convocare prima della conclusione della sessione parlamentare di bilancio, quindi entro la fine dell’anno. L’incontro servirà a verificare lo stato di avanzamento degli impegni assunti da Stellantis nell’ambito del Piano Italia, non soltanto per quanto riguarda gli stabilimenti e i nuovi modelli, ma anche per le ricadute sulla filiera della componentistica.
«Monitoreremo gli impegni di Stellantis anche nei confronti della componentistica, sia per i modelli che sono in produzione sia per quelli che sono stati annunciati. Monitoreremo anche gli investimenti annunciati nel campo dell’innovazione», ha spiegato Urso. Il ministro ha poi rivendicato i primi risultati del piano industriale concordato con il gruppo. Secondo i dati citati da Urso, la produzione italiana di Stellantis sarebbe cresciuta di quasi il 30% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre il ricorso alla cassa integrazione sarebbe diminuito del 30%. (riproduzione riservata)