Stellantis, Trump congela i dazi contro il Canada: attesa una riduzione dal 25% al 15% sulle auto. Il titolo rimbalza
Stellantis, Trump congela i dazi contro il Canada: attesa una riduzione dal 25% al 15% sulle auto. Il titolo rimbalza
ll nodo resta il meccanismo con cui calcolare il valore dell’auto soggetto alla tariffa. Gli Stati Uniti vogliono dedurre soltanto la quota di componenti prodotta negli Usa, mentre Ottawa chiede di sottrarre tutto il contenuto nordamericano, compresi i componenti canadesi e messicani

di Andrea Boeris   19/08/2026 09:30

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Stati Uniti e Canada guadagnano altri tre giorni per provare a chiudere la partita commerciale. Il presidente americano Donald Trump ha sospeso per 72 ore l’entrata in vigore dei nuovi dazi del 50% che da mercoledì 19 avrebbero dovuto colpire circa 20 miliardi di dollari di merci canadesi, sostenendo che Washington e Ottawa abbiano raggiunto un’intesa. Il premier canadese Mark Carney ha confermato i progressi nei negoziati, precisando però che restano ancora questioni da risolvere.

Negoziati per una riduzione dal 25% al 15% dei dazi americani

Per l’industria automobilistica, e soprattutto per Stellantis, il punto decisivo è proprio uno di quelli che rimangono aperti. Washington e Ottawa stanno infatti negoziando separatamente una possibile riduzione dal 25% al 15% dei dazi americani sulle auto prodotte in Canada, uno scenario anticipato nei giorni scorsi da Reuters.

La sospensione decisa da Trump evita quindi per ora una nuova escalation commerciale, ma non equivale ancora allo sconto sulle vetture. Il nodo resta il meccanismo con cui calcolare il valore dell’auto soggetto alla tariffa. Gli Stati Uniti vogliono dedurre soltanto la quota di componenti prodotta negli Usa, mentre Ottawa chiede di sottrarre tutto il contenuto nordamericano, compresi i componenti canadesi e messicani. La seconda soluzione potrebbe portare il dazio effettivo su alcuni veicoli ben al di sotto del 15%.

Perché la partita è molto importante per Stellantis

Il gruppo guidato da Antonio Filosa è tra i costruttori maggiormente esposti alle tensioni commerciali tra i due Paesi. Stellantis, che mercoledì 19 alle ore 11 guadagna oltre il 3% a Piazza Affari, dispone in Canada degli impianti di Windsor e Brampton e la struttura produttiva del gruppo attraversa ripetutamente il confine con gli Stati Uniti.

La situazione di Brampton mostra quanto i dazi abbiano già modificato le decisioni industriali. Secondo il sindacato Unifor, Stellantis sta valutando la possibile vendita dello stabilimento dell’Ontario, che prima della fermata per riconversione occupava circa 2.200 persone. La produzione della futura Jeep Compass, inizialmente prevista in Canada, è stata trasferita in Illinois dopo l’introduzione delle tariffe americane. Stellantis ha dichiarato più volte di continuare a cercare una soluzione produttiva sostenibile per il sito.

Un accordo sui dazi non garantirebbe quindi automaticamente il rilancio di Brampton, ma eliminerebbe una delle principali penalizzazioni economiche che oggi gravano sulla produzione canadese.

Resta aperto anche il nodo dell’accordo Usmca

La trattativa arriva inoltre mentre l’industria automotive si prepara alla revisione dell’Usmca, l’accordo commerciale tra Stati Uniti, Canada e Messico. Le proposte dell’amministrazione Trump per irrigidire le regole di origine potrebbero costare almeno 2 miliardi di dollari all’anno a ciascuno dei tre grandi costruttori americani (Ford e General Motors oltre a Stellantis), secondo stime interne raccolte da Reuters.

Washington vorrebbe aumentare al 50% la quota minima di contenuto specificamente statunitense nei veicoli e alzare ulteriormente l’attuale requisito del 75% di contenuto nordamericano necessario per accedere alle condizioni tariffarie più favorevoli. (riproduzione riservata)