Una nuova alleanza sino-europea potrebbe ridisegnare il futuro di Maserati, rilanciando finalmente il brand italiano, e rafforzare ulteriormente la presenza cinese nell’industria automobilistica premium globale. Secondo indiscrezioni riportate dai media cinesi, Stellantis sarebbe in trattative avanzate con Huawei e Jac Motors per sviluppare insieme nuovi modelli elettrici destinati al marchio del Tridente.
Il progetto ricalcherebbe il modello già utilizzato da Huawei nella piattaforma Hima (Harmony Intelligent Mobility Alliance), attraverso cui il colosso tecnologico cinese collabora con diversi costruttori locali per la realizzazione di veicoli intelligenti ad alto contenuto software. Il primo modello nato dalla partnership potrebbe entrare in produzione di massa nella seconda metà del 2027.
Secondo quanto emerso, Huawei guiderebbe la definizione del prodotto e fornirebbe le tecnologie chiave, inclusi software, cockpit digitali e sistemi avanzati di guida assistita. Jac si occuperebbe invece dello sviluppo industriale e della produzione, mentre Maserati contribuirebbe con design, stile e posizionamento del brand.
Il piano prevederebbe due versioni dello stesso veicolo: una destinata al mercato cinese con il marchio Maextro, il brand premium nato dalla collaborazione tra Huawei e Jac, e una versione per i mercati internazionali con il badge Maserati. Le trattative tra le parti, secondo la stampa cinese, sarebbero iniziate già nel 2025. Anche se un accordo commerciale definitivo non sarebbe ancora stato firmato, i lavori di ricerca e sviluppo sarebbero già in corso.
Per Stellantis l’operazione rappresenterebbe un tentativo di accelerare il rilancio di Maserati, marchio che negli ultimi anni ha vissuto una forte crisi commerciale e nel 2025 ha chiuso il bilancio con 840 milioni di rosso. Le consegne globali del brand sarebbero crollate da quasi 27 mila unità nel 2023 a circa 7.900 vetture nel 2025. Particolarmente pesante il calo in Cina, che un tempo era il primo mercato mondiale del marchio: nel 2017 Maserati aveva venduto nel Paese 14.498 auto, pari a quasi il 30% delle vendite globali, mentre lo scorso anno le immatricolazioni sarebbero scese a poco più di mille unità.
Alla base delle difficoltà di Maserati c’è soprattutto il ritardo accumulato e gli errori compiuti nella transizione elettrica e soprattutto digitale, con sistemi infotainment e funzionalità smart considerate meno avanzate rispetto a quelle offerte dai concorrenti cinesi. Proprio qui entrerebbe in gioco Huawei, che nel mercato premium domestico ha già ottenuto risultati rilevanti con la berlina di lusso Maextro S800 sviluppata insieme a Jac. Il modello, venduto a partire da oltre 700 mila yuan, avrebbe superato le 16 mila unità cumulative dal lancio e integra alcune delle tecnologie più avanzate disponibili oggi sul mercato cinese, inclusi sistemi LiDAR ad altissima definizione.
Per Stellantis non sarebbe la prima apertura verso l’industria cinese delle auto elettriche. Il gruppo guidato da Antonio Filosa aveva già acquisito circa il 20% di Leapmotor per rafforzarsi nel segmento delle vetture elettriche di massae ha appena annunciato un ampliamento dell’accordo con produzione e congiunta in Spagna e sviluppo di vetture a marchio Opel con l’alleata cinese. E lo stesso ceo pochi giorni fa a un evento del Financial Times, in vista del piano industriale del 21 maggio, ha annunciato che le partnership con altri gruppi cinesi e non faranno sempre più parte della strategia di Stellantis. Un accordo con Huawei e Jac per Maserati lo confermerebbe. (riproduzione riservata)