Stellantis torna in utile: 377 milioni da un rosso di 387. Ma il titolo crolla in borsa
Stellantis torna in utile: 377 milioni da un rosso di 387. Ma il titolo crolla in borsa
Il primo trimestre è sopra le attese: ricavi a 38,1 miliardi (+6%) e margini in miglioramento. Il ceo Filosa: strada giusta, crescita sostenibile e profittevole. Ma il mercato punisce i conti, ecco perché

di Andrea Boeris 30/04/2026 08:05

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Stellantis torna in utile nel primo trimestre 2026 e supera le attese del mercato, mostrando i primi segnali concreti di recupero dopo le difficoltà dello scorso anno. Il gruppo guidato da Antonio Filosa ha archiviato i primi tre mesi con ricavi pari a 38,1 miliardi di euro, in crescita del 6% su base annua e leggermente sopra il consenso che li indicava nell’area dei 37,8 miliardi. L’aumento del fatturato è sostenuto da una crescita del 12% delle consegne, già comunicata nelle scorse settimane.

Il titolo però, nonostante risultati sostanzialmente più alti delle attese, in scia alla trimestrale giovedì 30 ha aperto gli scambi a Piazza Affari cedendo il 7% a quota 6,16 euro ed è stato subito sospeso dalle contrattazioni per poi essere riammesso e cedere anche oltre il 10% sotto quota 6 euro. L’azione ha poi ridotto le perdite chiudendo con un -6,4% a 6,2 euro. Il mercato non ha apprezzato il calo della marginalità registrata in Europa, nonostante un aumento di vendite e ricavi, e soprattutto i margini inferiori alle previsioni in Nord America. C’è il ritorno all’utile ma «ci sono molte voci straordinarie, come un rimborso tariffario, quindi il risultato è meno convincente», ha affermato un analista di Air Capital, citato da Bloomberg.

Stellantis torna in utile: 377 milioni da un rosso di 387

I numeri della trimestrale dicono che la redditività operativa è migliorata: l’utile operativo rettificato (Aoi) ha raggiunto 960 milioni di euro, con un margine del 2,5%, quasi il doppio rispetto allo 0,9% di un anno fa e ben al di sopra delle attese degli analisti, che si fermavano intorno ai 400 milioni. Un segnale chiaro di recupero della profittabilità, sostenuto soprattutto dal Nord America, dove però c’è stato un forte effetto one-off, come il rimborso di dazi per 400 milioni di euro, che quindi distorce un po’ il risultato. Ed è questo l’elemento che impensierisce di più gli analisti perché, come sottolinea Citi, «senza il rimborso sui dazi l’utile operativo rettificato in Nord America sarebbe rimasto negativo».

In ogni caso però anche l’utile netto torna positivo per 377 milioni di euro, rispetto alla perdita di 387 milioni registrata nel primo trimestre 2025 e sopra le stime di consenso. Il miglioramento riflette l’aumento dei volumi e una performance operativa più solida.

Il ceo Filosa: i dieci veicoli attesi nel 2026 consolideranno lo slancio

Sul fronte della cassa, resta negativo il flusso di cassa industriale, pari a -1,9 miliardi di euro, ma con un miglioramento del 37% rispetto all’anno precedente e comunque migliore delle attese del mercato. Il dato incorpora circa 0,7 miliardi di esborsi legati alle misure straordinarie annunciate nel 2025, confermando come la dinamica resti sotto controllo pur in una fase di transizione.

«I primi tre mesi del 2026 riflettono i risultati delle azioni intraprese per riportare Stellantis su un percorso di crescita sostenibile e profittevole. I prodotti lanciati nel 2025 sono stati accolti con favore e siamo fiduciosi che i 10 nuovi veicoli previsti per il 2026 consentiranno di consolidare questo slancio», è il primo commento dell’amministratore delegato Filosa. «La nostra priorità è chiara: mettere i clienti al centro di tutto ciò che facciamo e non vediamo l'ora di condividere ulteriori dettagli in occasione del nostro Investor Day il 21 maggio ad Auburn Hills».

Nord America positivo, in Europa ancora pressione sui margini

Dal punto di vista operativo, il trimestre evidenzia una forte divergenza geografica. Il Nord America, con vendite cresciute del 6% e ricavi dell’11%, torna in territorio positivo, con un Aoi di 263 milioni rispetto alla perdita di un anno fa, trainato da volumi, mix e pricing, ma come detto anche dal rimborso sui dazi che distorce la performance. E infatti l’Europa, dove le vendite sono aumentate del 5% (+8% includendo Leapmotor) e i ricavi dell’1% ma non c’è l’effetto del rimborso sui dazi, mostra ancora una forte pressione sui margini: l’Aoi scende a 8 milioni con un margine dello 0,1%, penalizzato da mix sfavorevole, prezzi e maggiori costi commerciali. Segnali più misti arrivano dalle altre regioni: il Sud America resta profittevole ma in lieve calo, mentre Medio Oriente e Africa e Asia-Pacifico risentono rispettivamente di effetti valutari e di un contesto di mercato più debole.

«Ci aspettiamo di migliorare i margini in Usa trimestre dopo trimestre, a partire dal prossimo», ha voluto rassicurare il ceo Filosa durante la call con gli analisti. E anche in Europa, ha aggiunto, «l’obiettivo è un aumento sequenziale dei margini». Ma a questo punto la domanda che ad esempio si fanno gli analisti di Citi è: «Dato che le vendite Usa sono già migliorate così tanto e hanno visto una ripresa dell'Aoi così limitata, come può Stellantis recuperare ulteriormente margini e flusso di cassa?». La società «probabilmente lo spiegherà al suo Capital Market Day tra 3 settimane», si augurano gli analisti.

In ogni caso la posizione finanziaria resta comunque solida, con una liquidità industriale disponibile di oltre 44 miliardi di euro, pari al 28% dei ricavi degli ultimi dodici mesi, all’interno del range target del gruppo. A rafforzare ulteriormente la struttura finanziaria ha contribuito anche l’emissione da 5 miliardi di euro di obbligazioni ibride completata a marzo.

Guidance 2026 confermata e stima impatto dazi ridotta da 1,6 a 1,3 miliardi

Il gruppo ha confermato integralmente la guidance per il 2026, che prevede una crescita dei ricavi a metà singola cifra, un margine operativo rettificato a bassa cifra singola e un miglioramento dei flussi di cassa, con ritorno a un free cash flow positivo nel 2027. Stellantis ha ridotto da 1,6 a 1,3 miliardi di euro la stima dell'impatto dei dazi Usa per il 2026, dopo un effetto positivo di circa 400 milioni legato ai rimborsi attesi in seguito alla bocciatura delle misure da parte della Corte Suprema. 

Parlando con i giornalisti, Filosa ha però spiegato che «la guerra in Medio Oriente è un fattore esterno che ha già impatti sull'industria e, se dovesse proseguire, potrebbe avere effetti su inflazione e materie prime, e sarà un problema per l'intera industria». L’aumento dei prezzi dei carburanti dovuto al conflitto «sta avendo conseguenze diverse»: in Europa, dove i prezzi sono aumentati di più, «c’è un aumento della domanda per le auto elettriche, negli Usa invece per i prodotti ibridi». Ma in entrambi i casi per Stellantis «è un’opportunità, perché abbiamo i prodotti giusti». (riproduzione riservata)