Stellantis è tra i principali beneficiari dell’allentamento delle norme americane sui consumi deciso dall’amministrazione Trump. Secondo le stime pubblicate dal Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti, il gruppo guidato da Antonio Filosa potrebbe ottenere 6,6 miliardi di dollari di minori costi tecnologici entro il 2031 grazie alla revisione degli standard Cafe, le regole federali che fissano gli obiettivi medi di efficienza per le flotte dei costruttori.
Si tratta del secondo beneficio più elevato dell’intera industria automobilistica americana, alle spalle soltanto di General Motors, per la quale il risparmio stimato raggiunge 20,4 miliardi di dollari. Seguono Ford con 5,8 miliardi, Toyota con 4,5 miliardi e Honda con 4,1 miliardi.
La nuova normativa finalizzata dall’amministrazione Trump riduce sensibilmente la severità degli standard rispetto al quadro precedente e, secondo il Dipartimento dei Trasporti, consentirà complessivamente alle case automobilistiche di risparmiare 60,6 miliardi di dollari in costi tecnologici fino al 2031, pari a circa 1.289 dollari per veicolo.
Il principio è semplice: con target meno stringenti, i costruttori avranno meno bisogno di aumentare rapidamente il peso delle motorizzazioni elettriche e di introdurre costose tecnologie aggiuntive per ridurre consumi ed emissioni medie delle proprie gamme.
Per Stellantis il vantaggio è particolarmente rilevante perché il business nordamericano resta fortemente esposto a Suv, pick-up e veicoli di grandi dimensioni, soprattutto attraverso i marchi Jeep e Ram.
Il cambio regolatorio arriva in un momento cruciale per il turnaround americano impostato da Filosa. Il ceo ha più volte indicato il Nord America come una priorità e ha riportato al centro della strategia una logica multi-energia, ridimensionando l’approccio più aggressivo sull’elettrico seguito negli anni precedenti.
La revisione delle norme Cafe permette a Stellantis di avere maggiore libertà nel decidere il mix tra motori a combustione interna, ibridi, plug-in ed elettrici puri, soprattutto nei segmenti ad alta marginalità su cui agiscono marchi chiave per il gruppo come Jeep e Ram.
Il beneficio potenziale di 6,6 miliardi non può comunque essere tradotto automaticamente in un incremento degli utili della stessa entità, ma è una stima della spesa tecnologica che il gruppo dovrebbe riuscire a evitare rispetto al precedente quadro normativo.
Il dato sugli oltre 6 miliardi di dollari di risparmi arriva mentre Stellantis sta cercando di ridurre il proprio gap di costo rispetto ai concorrenti e il principale obiettivo è quello di recuperare redditività negli Stati Uniti prima possibile. Filosa ha recentemente indicato un obiettivo di almeno 2,4 miliardi di euro di risparmi nel 2027 e un run-rate di 6 miliardi dal 2028 nell’ambito del Value Creation Program.
L’allentamento della regolamentazione americana si muove quindi nella stessa direzione: riduce la pressione sugli investimenti necessari per la compliance e lascia più risorse potenzialmente disponibili per nuovi modelli, sostenendo almeno sulla carta un aumento capacità produttiva e il rilancio commerciale. (riproduzione riservata)