Rimbalzo di Stellantis a Piazza Affari dopo il calo della vigilia in scia al nuovo piano industriale. Il titolo del gruppo dell’auto guidato da Antonio Filosa sale di oltre il 2% nella seduta di venerdì 22 maggio, recuperando le perdite accusate giovedì, quando aveva chiuso in calo di oltre il 2% dopo essere arrivato a perdere più del 6%.
Il mercato continua a valutare il nuovo piano industriale FastLane 2030 presentato dal gruppo per rilanciare crescita, redditività e generazione di cassa. La strategia punta su una razionalizzazione dei marchi senza tagli drastici al portafoglio, una maggiore disciplina nell’allocazione del capitale e partnership industriali per migliorare l’utilizzo degli impianti, soprattutto in Europa.
Il gruppo prevede investimenti complessivi per 60 miliardi di euro entro il 2030 e stima di portare i ricavi dai 154 miliardi del 2025 a circa 190 miliardi a fine piano. Sul fronte della redditività, Stellantis punta a un margine adjusted operating income (Aoi) del 7% entro il 2030, dopo il dato negativo dello 0,5% registrato nel 2025, anno segnato da pesanti componenti straordinarie. Attesa anche una progressiva ripresa della generazione di cassa: il free cash flow industriale dovrebbe tornare positivo nel 2027 e crescere fino a circa 6 miliardi di euro nel 2030. Parallelamente il gruppo stima risparmi sui costi per 6 miliardi entro il 2028 rispetto ai livelli del 2025.
Nel breve periodo la società ha confermato la guidance per il 2026. Il direttore finanziario Joao Laranjo ha sottolineato che gli obiettivi saranno raggiunti «nonostante l’aumento dei prezzi delle materie prime». L’attenzione è stata rivolta anche al dossier europeo e italiano. Filosa ha escluso chiusure di stabilimenti nel continente, spiegando che Stellantis punta a ridurre la capacità produttiva europea di circa 800 mila unità sfruttando accordi industriali e condivisione degli impianti con partner esterni. Il manager ha inoltre ribadito che il Piano Italia «sta procedendo come previsto», ma senza comunicare quale futuro avrà lo stabilimento di Cassino, sul quale arriveranno novità più avanti.
Secondo gli analisti di Banca Akros, il piano è «solido e plausibile», ma sarà «la capacità di esecuzione l’elemento chiave per consentire una rivalutazione del titolo, data la complessità intrinseca del nuovo piano». Per Intermonte, il Capital Markets Day ha mostrato «un reset strategico coerente e pragmatico», basato su maggiore attenzione al cliente, autonomia regionale e disciplina nell’esecuzione. Gli esperti ritengono i target «credibili» e in linea con le attese di mercato, pur evidenziando che la vera sfida sarà l’implementazione del piano su più fronti. Intermonte mantiene sul titolo la raccomandazione outperform con target price a 8,2 euro.
Anche Citigroup vede positivamente la nuova impostazione strategica. Gli analisti sottolineano il maggiore focus sul ritorno del capitale investito e sulla selettività degli investimenti, con circa il 60% del piano da 60 miliardi destinato alle attività nordamericane a più alta redditività. Per Citi il gruppo ha finalmente delineato un percorso credibile di miglioramento dei margini, anche se servirà tempo per riportare la performance finanziaria ai livelli storici in un mercato automobilistico ancora volatile.
Più prudente invece il giudizio di Barclays, che definisce gli obiettivi del piano «molto ambiziosi» e avverte sui rischi di esecuzione. Gli analisti della banca britannica ritengono che Stellantis abbia presentato un evento convincente dal punto di vista industriale, con «rinnovato entusiasmo» attorno ai marchi e diversi nuovi modelli considerati competitivi, tra cui i futuri suv compatti Chrysler, i pick-up Ram e le nuove city car Fiat e Citroën elettriche. Secondo Barclays, però, il percorso per raggiungere i target finanziari appare particolarmente complesso.
Gli analisti evidenziano come il miglioramento atteso dei margini si basi contemporaneamente su forti aumenti dei volumi in Nord America ed Europa, miglior mix di prodotto e un piano di riduzione costi da 6 miliardi di euro entro il 2028. Una combinazione che, nel contesto attuale di mercato stagnante, forte concorrenza e pressioni sui prezzi delle auto elettriche, viene giudicata «molto difficile da realizzare».
Gli analisti sottolineano inoltre che Stellantis rappresenta probabilmente «la storia di esecuzione più complessa del settore auto europeo». La credibilità del piano dipenderà quindi dalla capacità del management di dimostrare rapidamente risultati concreti, soprattutto sul fronte del recupero dei margini operativi e della generazione di cassa.
Tra gli elementi apprezzati da Barclays figurano comunque la maggiore focalizzazione su quattro marchi strategici - Jeep, Ram, Peugeot e Fiat - che riceveranno circa il 70% degli investimenti destinati a brand e prodotti, oltre alla forte accelerazione sul prodotto. Entro il 2030 Stellantis lancerà infatti oltre 60 nuovi modelli e 50 aggiornamenti significativi, con una gamma che comprenderà elettriche, ibride plug-in, full hybrid e motori tradizionali elettrificati.
«Ribadiamo il nostro rating neutral con un nuovo prezzo obiettivo di 7,1 euro, in aumento rispetto ai precedenti 6,1 euro», è invece la decisione da parte dei Mediobanca Research. «Pur ritenendo che il piano di Stellantis getti le basi per una solida ripresa nelle principali voci del conto economico, osserviamo anche che il free cash flow probabilmente rimarrà piuttosto contenuto nel breve termine», sottolineano gli analisti. E quindi «prima di assumere una posizione più positiva su Stellantis, abbiamo prima bisogno di osservare una solida performance sia in termini di recupero dei margini nel Nord America sia di generazione di flusso di cassa». (riproduzione riservata)