Il marchio Peugeot fa mea culpa sulla gestione dello scandalo dei motori 1.2 PureTech. Il ceo del brand che fa parte del gruppo Stellantis, Alain Favey, ha riconosciuto che la risposta dell’azienda ai gravi problemi tecnici e la comunicazione con i clienti non sono state adeguate, alimentando polemiche che durano da mesi.
In un’intervista al quotidiano francese Le Parisien, Favey ha ammesso che molti automobilisti hanno avuto la sensazione di essere stati lasciati soli quando sono emersi i difetti dei propulsori. «I nostri clienti ci rimproverano l’atteggiamento avuto quando sono comparsi i problemi. Abbiamo dato l’impressione di giocare sul tempo o addirittura di negare le difficoltà invece di affrontarle direttamente», ha dichiarato il manager.
I motori PureTech 1.2, sviluppati originariamente dal gruppo Psa prima della fusione con Fca e della nascita di Stellantis, sono stati al centro di numerose segnalazioni per consumo eccessivo di olio e degrado prematuro della cinghia di distribuzione. Le criticità hanno coinvolto diversi modelli dei marchi francesi del gruppo e hanno generato un forte malcontento tra i clienti.
Per rispondere alle contestazioni, all’inizio del 2025 Stellantis ha lanciato una piattaforma di indennizzo retroattivo per i proprietari che hanno avuto problemi tra il 2022 e il 2024. A metà febbraio dello stesso anno è stata inoltre depositata presso il tribunale di Versailles una class action contro i motori 1.2 PureTech.
Secondo Favey, la situazione oggi sarebbe sotto controllo. «Il problema PureTech è ormai perfettamente gestito e non riguarda più i modelli venduti attualmente», ha assicurato, precisando però che la piattaforma di compensazione ha già ricevuto «diverse migliaia» di richieste di rimborso, senza fornire dettagli sull’ammontare complessivo degli indennizzi.
Il numero uno di Peugeot ha anche promesso un cambio di approccio in caso di problemi industriali simili in futuro. L’azienda, ha spiegato, intende intervenire più rapidamente «alla fonte», anche attraverso campagne di richiamo se necessario, per evitare il deterioramento del rapporto di fiducia con i clienti.
Nel frattempo, il gruppo guidato dal ceo Antonio Filosa e di cui John Elkann è presidente sta progressivamente rivedendo la propria strategia sui motori termici di piccola cilindrata. Entro il 2026 Stellantis prevededi sostituire gradualmente i propulsori francese PureTech nei modelli di grande diffusione con i più recenti motori della famiglia FireFly (Gse), sviluppati in Italia e destinati a essere aggiornati con sistemi mild hybrid a 48 volt per rispettare la futura normativa europea Euro 7.
Le unità FireFly, prodotte nello stabilimento di Termoli, includono versioni tre cilindri da 1 litro e quattro cilindri da 1,5 litri con potenze tra circa 70 e oltre 160 cavalli e sono già utilizzate su diversi modelli dei marchi Fiat e Jeep, dove vengono considerate più affidabili rispetto ai precedenti motori francesi. (riproduzione riservata)