Nonostante un’attività ai massimi storici, il 2025 di Bpifrance si chiude con una redditività in forte calo, appesantita soprattutto dalla flessione del dividendo di Stellantis, di cui la banca pubblica d’investimento francese è il terzo maggiore azionista con un pacchetto del 6,7%. Con quella quota, Bpi rappresenta lo Stato francese nel capitale di uno dei colossi mondiali dell’automotive.
Sul piano operativo l’anno è stato da record: 72 miliardi di euro iniettati nell’economia francese (+20% sul 2024), crediti ai massimi storici per 20,7 miliardi (+6,3%), 2,5 miliardi investiti in 168 aziende nel private equity e oltre 30 miliardi di garanzie nell’Assurance-Export, di cui 29 miliardi in assicurazione credito (+54%). I fondi propri salgono a 30 miliardi (+7%) e la creazione di valore raggiunge 1,3 miliardi, inclusi 876 milioni di plusvalenze da cessioni.
Questi record non si sono però tradotti in un miglioramento dei conti. L’utile netto si è fermato a 501 milioni di euro, in calo del 44% rispetto agli 896 milioni del 2024. Anche il prodotto netto bancario è sceso del 14,3% a 1,795 miliardi. Una redditività in flessione che, come spiegato dal vice direttore generale Arnaud Caudoux, è legata soprattutto ad alcune partecipazioni strategiche.
La principale responsabile del crollo della redditività della banca pubblica francese è Stellantis: il dividendo distribuito nel 2025 è stato più che dimezzato, con un impatto negativo di 168 milioni sui conti di Bpifrance. Per il 2026 è atteso addirittura un dividendo nullo, segnale delle difficoltà che attraversa il settore automotive europeo e quindi l’impatto negativo rischia di essere amplificato ulteriormente quest’anno.
A pesare però sono stati anche i risultati di STMicroelectronics, la società dei chip per metà italiana, e Soitec. Le due società, dopo anni di forte crescita fino al 2023, hanno risentito del rallentamento del ciclo dei semiconduttori. Essendo consolidate con il metodo del patrimonio netto per la «notevole influenza» esercitata da Bpifrance, hanno inciso complessivamente per 353 milioni negativi sul risultato 2025.
STMicroelectronics e Soitec sono due gruppi di semiconduttori che «andavano molto bene fino al 2023, ma poi è iniziata una spirale discendente», ha riassunto l’amministratore delegato di Bpifrance, Nicolas Dufourcq, che fa anche parte del board di Stellantis come non-executive director e Esg committee member proprio in rappresentanza della partecipazione dello Stato francese nel gruppo guidato da Antonio Filosa e presieduto da John Elkann.
«Per comprendere la performance intrinseca di Bpi nel corso del 2025, dobbiamo quindi mettere da parte questi tre gruppi», ha aggiunto Dufourcq, riferendosi anche a Stellantis. (riproduzione riservata)