Nuovo stop produttivo per Mirafiori. Secondo quanto comunicato dalla Fiom venerdì 19, l’area Carrozzeria dello stabilimento torinese resterà ferma anche nelle giornate di lunedì 22 e martedì 23 giugno a causa della mancanza di materiale. Con questa decisione, la fermata complessiva si estenderà per sei giorni consecutivi, dal 22 al 29 giugno, il più lungo stop dall’esaurimento della cassa integrazione alla fine di gennaio.
Il sindacato giudica il segnale «molto preoccupante», soprattutto perché arriva in una fase che avrebbe dovuto coincidere con il picco produttivo della nuova Fiat 500 ibrida, considerata uno dei progetti chiave per il rilancio del sito piemontese. L’azienda parla di stop per mancanza di componenti, ma probabilmente anche l’andamento degli ordini è tale per cui è preferibile un rallentamento della produzione, che è stata già ridotta di 40 vetture al giorno nelle scorse settimane.
La Fiom collega inoltre le difficoltà attuali alle recenti dichiarazioni in Parlamento dell’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, secondo cui eventuali nuovi modelli della famiglia 500 destinati a Mirafiori non arriveranno prima del 2030. Un orizzonte temporale che, secondo il sindacato, «rischia di lasciare scoperto lo stabilimento nei prossimi anni».
Per questo la Fiom chiede un intervento immediato delle istituzioni nazionali e regionali, sostenendo che senza nuove misure di sostegno e una chiara prospettiva industriale si potrebbe tornare già nel 2026 al ricorso agli ammortizzatori sociali. Uno scenario che, avverte il sindacato, rischierebbe di innescare «un tunnel di declino industriale» con pesanti conseguenze per l’occupazione e per l’intero territorio torinese. (riproduzione riservata)