Stellantis, Mirafiori si ferma ancora: nuovo stop per la Fiat 500 ibrida. Fiom: responsabilità di Elkann e Filosa
Stellantis, Mirafiori si ferma ancora: nuovo stop per la Fiat 500 ibrida. Fiom: responsabilità di Elkann e Filosa
Lunedì 13 si ferma ancora la produzione a Torino: è la quarta volta in poche settimane. Il sindacato attacca i vertici: il presidente Elkann e il ceo Filosa hanno la responsabilità di questo declino a cui hanno destinato il nostro territorio

di Andrea Boeris 10/07/2026 13:00

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Nuovo stop alla produzione per Mirafiori, con i blocchi annunciati da Stellantis che stanno ormai arrivando con una cadenza settimanale. La carrozzeria dello stabilimento torinese interromperà nuovamente la produzione della Fiat 500 ibrida nella giornata di lunedì 13 luglio. Si tratta del quarto fermo che colpisce lo stabilimento torinese nel giro di poche settimane, meno di un mese, alimentando i dubbi sull’andamento del programma industriale del modello destinato a rilanciare il sito piemontese.

Ad annunciarlo è la Fiom-Cgil di Torino, che parla ormai di una situazione diventata strutturale. «Anche la prossima settimana la Carrozzeria di Stellantis fermerà la produzione della 500, ovvero lunedì 13 luglio», scrive il sindacato in una nota, ricordando come le interruzioni si stiano ripetendo con cadenza settimanale. Solo nell’ultima settimana Mirafiori si è fermata lunedì 6 e martedì 7 luglio, lavorando tre giorni su cinque.

Fiom: campanelli d’allarme sempre più gravi, responsabilità di Elkann e Filosa

Per il sindacato il problema va ben oltre i singoli fermi produttivi. «Ormai queste fermate produttive si ripetono strutturalmente tutte le settimane e ogni volta ripetiamo che questi sono campanelli di allarme gravi», afferma la Fiom, che torna ad accusare Stellantis di non aver garantito un futuro industriale allo stabilimento, promesso con l’avvio della produzione della nuova versione ibrida della 500, partita a fine 2025.

Secondo il sindacato, le vere cause della situazione risiedono «nella mancata attribuzione di un nuovo modello oltre la 500 e nella mancanza di investimenti per una nuova linea di produzione». Da qui l’attacco ai vertici del gruppo: il presidente John «Elkann e» il ceo Antonio «Filosa hanno la responsabilità di questo continuo declino a cui hanno destinato il nostro territorio e con loro tutte le istituzioni che nulla stanno facendo o dicendo per invertire questa rotta».

Dopo i problemi ai componenti aumentano gli interrogativi

Solo una settimana fa Mirafiori aveva già annunciato il terzo stop in pochi giorni, ufficialmente attribuito dal gruppo alla mancanza di componenti del motore provenienti dalla Teksid di Carmagnola, controllata da Stellantis. Una spiegazione che però convince sempre meno sindacati e addetti ai lavori, soprattutto alla luce della frequenza con cui gli stop si stanno ripetendo.

Tra gli stakeholder resta infatti il timore che, oltre alle difficoltà di approvvigionamento, possano incidere anche ordini inferiori alle aspettative per la nuova Fiat 500 ibrida, il modello sul quale Stellantis punta per rilanciare la produzione di Mirafiori dopo anni di forte crisi.

Il paradosso della Teksid: assunzioni ma anche sciopero

Le nuove fermate arrivano in un momento particolarmente delicato anche per la Teksid di Carmagnola, la fonderia che realizza teste cilindro, basamenti motore e scatole cambio destinati agli impianti italiani ed europei di Stellantis. Proprio giovedì 9 luglio l’azienda ha comunicato ai sindacati che entro la fine del mese stabilizzerà altri 40 lavoratori interinali, portando a 110 le assunzioni a tempo indeterminato effettuate tra giugno e luglio. La direzione collega il rafforzamento dell’organico all'aumento della produzione dei veicoli negli stabilimenti italiani ed europei del gruppo.

Nello stesso giorno, però, la Fiom ha proclamato uno sciopero di due ore nello stabilimento Teksid di Carmagnola al termine delle assemblee con i lavoratori. Il sindacato denuncia problemi nell’organizzazione del lavoro, nella sicurezza e nella qualità delle produzioni, attribuendoli ad «anni di mancati investimenti» su macchinari e impianti. «Le parole sono finite, servono i fatti rappresentati dagli investimenti per garantire le produzioni», ha dichiarato la Fiom.

Obiettivi produttivi della 500 ibrida sempre più lontani

Gli stop delle ultime settimane stanno complicando sempre di più il raggiungimento degli obiettivi produttivi della Fiat 500 ibrida. Secondo l’ultimo rapporto della Fim-Cisl, nel primo semestre Mirafiori ha assemblato oltre 36 mila unità della vettura, con una crescita del 135% rispetto al 2025, grazie soprattutto all'avvio della versione ibrida.

Tuttavia, anche per stessa ammissione di Stellantis, gli obiettivi iniziali di circa 100 mila vetture nel 2026 sembrano ormai fuori portata e anche la stima più prudente di circa 80 mila unità indicata dalla stessa Fim-Cisl rischia di diventare difficile da raggiungere se i fermi produttivi dovessero proseguire, e la cosa non è affatto esclusa, anche nella seconda metà dell’anno. (riproduzione riservata)