Mirafiori prova a cambiare passo dopo un mese di fermo estivo e una precedente fase segnata dai continui stop produttivi. Lo stabilimento torinese di Stellantis tornerà operativo lunedì 24 agosto, a 31 giorni esatti dall’ultima giornata di lavoro del 24 luglio. E la ripartenza potrebbe avvenire a ritmi più sostenuti rispetto a quelli registrati prima delle ferie: oltre ai consueti due turni giornalieri, il gruppo dovrebbe produrre auto anche nelle giornate di sabato a settembre e ottobre.
La novità, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza da una fonte a conoscenza dei piani produttivi di Mirafiori, sarebbe un cambio di scenario significativo per la fabbrica della Fiat 500, che normalmente assembla vetture dal lunedì al venerdì.
La ripartenza è confermata anche dai sindacati. «Si dovrebbe riprendere lunedì 24 con almeno 180 vetture a turno, ma come sempre alla ripartenza saranno un po’ meno fino a quando non si riprende il giro normale», spiega a Milano Finanza Gianni Mannori della Fiom-Cgil di Torino. A regime, però, il ritmo previsto sarebbe superiore e Mirafiori punta a una capacità di circa 200 vetture per turno, quindi potenzialmente circa 400 unità al giorno sui due turni.
Nei giorni scorsi sia lo stabilimento torinese sia alcuni fornitori hanno già effettuato le prove delle linee in vista della ripartenza. Ma la vera novità dovrebbe riguarda i weekend: secondo la fonte, il nuovo programma prevede attività produttiva anche per tutte le giornate di sabato dei mesi di settembre e ottobre, anche se con un solo turno. Contattata da MF-Milano Finanza, Stellantis non ha commentato.
L’accelerazione potrebbe servire soprattutto a recuperare almeno parte della produzione persa prima della pausa estiva, quando Mirafiori era stato costretto a fermarsi ripetutamente per problemi nelle forniture di componenti e, in particolare, dei motori destinati alla nuova Fiat 500 Hybrid. O almeno questa è una delle ipotesi.
Prima delle ferie le interruzioni avevano assunto una frequenza quasi settimanale. La Carrozzeria si era fermata più volte tra giugno e luglio, alimentando le preoccupazioni dei sindacati sulla capacità della sola 500 Hybrid, affiancata alla versione elettrica, di garantire volumi sufficienti per riportare lo storico stabilimento torinese a livelli produttivi sostenibili.
La Fiom era arrivata a parlare di un «continuo stillicidio», chiedendo all’amministratore delegato Antonio Filosa di assegnare a Torino un nuovo modello. Anche il ministro delle Imprese Adolfo Urso aveva riconosciuto a luglio che la produzione della 500 elettrica e della nuova versione ibrida «potrebbe non essere sufficiente», confermando di voler monitorare con attenzione i volumi produttivi della vettura nella seconda parte dell’anno e aprendo comunque alla possibilità di un terzo modello per Mirafiori.
La ripartenza di fine agosto diventa quindi il vero banco di prova per capire se la situazione possa davvero cambiare nella seconda parte dell’anno. La scelta di lavorare anche il sabato per due mesi consecutivi indica comunque la necessità di spingere la produzione dopo le difficoltà della prima parte dell’estate.
Resta da verificare quanto a lungo Mirafiori riuscirà a mantenere il ritmo di circa 200 vetture per turno e soprattutto quale sarà l’effettivo contributo della 500 ibrida, il modello sul quale Stellantis ha costruito il piano di rilancio immediato dello stabilimento torinese.
Se Mirafiori riparte lunedì, lo stabilimento di Melfi ha invece già ripreso la produzione nella settimana dopo Ferragosto ma con alcuni stop & go. Dopo la fermata di mercoledì 19, l’attività sarà di nuovo sospesa «dalle 6 alle 22 di lunedì 24 agosto per mancanza di componenti». Lo rende noto l’Ugl Metalmeccanici Basilicata, esprimendo «grande preoccupazione» per le conseguenze sul sito lucano e sull’indotto. «Si tratta di un’ulteriore battuta d’arresto che si inserisce in un quadro già difficile e che non può essere considerata come un episodio isolato», spiega in una nota il sindacato.
L’Ugl chiede di chiarire «quali siano le reali prospettive industriali dello stabilimento e quali iniziative Stellantis intenda mettere in campo per garantire continuità produttiva e occupazionale» allo stabilimento che produce la nuova Jeep Compass sulla piattaforma Stla Medium, oltre alla DS 7, e si prepara ad assemblare la nuova Lancia Gamma. (riproduzione riservata)