Stellantis licenzia in Polonia e il sindacato punta il dito su Exor: lettera alla holding di John Elkann. Scontro sulle buonuscite
Stellantis licenzia in Polonia e il sindacato punta il dito su Exor: lettera alla holding di John Elkann. Scontro sulle buonuscite
Dopo il taglio del terzo turno a Tychy e gli esuberi annunciati, Stellantis affronta la dura protesta di Solidarnosc: il sindacato polacco vuole una dichiarazione pubblica su quali sono i piani per lo stabilimento

di Andrea Boeris 20/01/2026 07:30

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Stellantis licenzia nel suo stabilimento di Tychy in Polonia, uno dei poli produttivi chiave del gruppo in Europa, e il sindacato polacco Solidarnosc della Slesia-Dabrowa si rivolge con una lettera direttamente a Exor, la holding di John Elkann che è il primo socio della società, per chiedere una presa di posizione chiara sul futuro della fabbrica dopo l’annuncio dei tagli e della cancellazione della terzo turno produttivo a partire da marzo.

Secondo il sindacato sono a rischio migliaia di lavoratori

La decisione di licenziare, comunicata ai sindacati il 12 gennaio e già raccontata da questo giornale, comporterà l’uscita di circa 740 lavoratori, pari a quasi un terzo dell’organico dell’impianto di Stellantis. Ma, secondo Solidarnosc, l’impatto reale potrebbe essere molto più ampio: lo stabilimento collabora con 58 aziende dell’indotto e la riduzione dei volumi rischia di tradursi in «migliaia di posti di lavoro a rischio nell’intera regione della Slesia».

Nella lettera inviata, che MF-Milano Finanza ha visionato, il sindacato denuncia un dialogo definito «di facciata» con il management locale del gruppo e sostiene che le decisioni strategiche vengano prese senza un reale coinvolgimento della rappresentanza dei lavoratori.

Il sindacato chiede una dichiarazione pubblica sui piani

«Siamo estremamente delusi dal fatto che le proposte del datore di lavoro in merito alle condizioni per la copertura dei dipendenti con il programma di licenziamenti volontari siano significativamente peggiori rispetto alle soluzioni utilizzate in programmi simili implementati in altri stabilimenti Stellantis in passato, sia in Polonia che in altri paesi europei», scrive il sindacato nella lettera.

Da qui la richiesta di una dichiarazione pubblica e vincolante sui piani industriali di medio periodo per Tychy, anche alla luce della recente chiusura della fabbrica di motori di Bielsko-Biala, altro sito del gruppo in Polonia. Oltre che a Exor, l’appello è indirizzato anche agli altri grandi azionisti di Stellantis: Établissements Peugeot Frères, ovvero la famiglia Peugeot, Bpifrance Participations (lo stato francese) e il fondo BlackRock.

Il nodo delle buonuscite: 36 mensilità chieste, 24 concesse

La lettera è stata inviata mentre è aperto il confronto sulle condizioni economiche del programma di uscite volontarie (Pdo). Ed è proprio su quello che lo scontro tra azienda e sindacati si è acceso. Solidarnosc ha chiesto indennità di buonuscita fino a un massimo di 36 mensilità, rivendicando un trattamento in linea con quanto riconosciuto in passato in altri stabilimenti del gruppo in Europa.

La risposta di Stellantis è stata, però, decisamente meno favorevole per i lavoratori. La proposta messa sul tavolo dalla direzione prevede un tetto massimo di 24 mensilità, riservato ai dipendenti con oltre 30 anni di anzianità nelle società oggi appartenenti a Stellantis. Una distanza che, secondo i rappresentanti degli operai, rende il negoziato particolarmente complesso.

Il presidente del sindacato: ecco le nostre richieste

A preoccupare i sindacati non è solo l’importo delle indennità, ma anche le modalità di attuazione del Pdo. Secondo Solidarnosc, il meccanismo rischia di perdere il carattere di «volontarietà», con pressioni sui lavoratori chiamati individualmente a valutare l’adesione al programma, pena il rischio di condizioni molto meno favorevoli in caso di licenziamento ordinario.

«La questione dell'indennità di buonuscita per i dipendenti con maggiore anzianità di servizio è molto importante per noi», spiega Grzegorz Maslanka, presidente dell’organizzazione Nszz Solidarnosc presso Fca Poland a Tychy. «Ma le nostre richieste principali includono la garanzia della partecipazione volontaria al programma, una particolare attenzione per i genitori single e i dipendenti che sono gli unici a sostenere economicamente la propria famiglia, nonché per i genitori che hanno più figli da mantenere». Maslanka annuncia una conferenza stampa che si terrà mercoledì 21 gennaio alle 11 di fronte al cancello 1 dello stabilimento di Tychy e informa che i prossimi due incontri per discutere con Stellantis dei licenziamenti volontari sono in programma per mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio.

Il futuro di Tychy con Alfa, Jeep e Fiat non è certo

Lo stabilimento di Tychy resta uno dei più importanti per il gruppo in Europa, con produzioni strategiche come Alfa Romeo Junior, Jeep Avenger e una quota della Fiat 600. Proprio per questo, sottolineano i sindacati, le riduzioni di capacità e di personale annunciate in questi termini e proporzioni risultano difficili da comprendere e alimentano il timore che la soppressione del terzo turno possa essere solo il primo passo verso un ridimensionamento più profondo.

Il calendario è stretto: le parti dovrebbero avere ancora una quindicina giorni per raggiungere un accordo. Senza un’intesa, avvertono i sindacati, l’azienda potrà procedere con risoluzioni individuali dei contratti sulla base di un regolamento unilaterale. Uno scenario che rischia di inasprire ulteriormente il clima in uno dei siti simbolo della presenza industriale di Stellantis in Europa centrale. (riproduzione riservata)