Stellantis consolida la propria scommessa sulle batterie allo stato solido, una delle tecnologie considerate più promettenti per la prossima generazione di veicoli elettrici. Dai documenti depositati alla Sec emerge che il gruppo guidato da Antonio Filosa detiene una partecipazione del 9,5% in Factorial Energy, la società americana con cui sta sviluppando le nuove celle ad alta densità energetica e con cui la scorsa settimana ha annunciato l’avvio dei primi test su strada in Nord America.
Secondo il filing presentato alla Securities and Exchange Commission, Stellantis controlla complessivamente 8,67 milioni di azioni di Factorial Energy attraverso Stellantis Europe e Stellantis Ventures. La quota deriva dagli investimenti effettuati negli anni precedenti e convertiti in azioni nell’ambito della recente business combination che ha portato Factorial sui mercati finanziari statunitensi.
Il documento rivela, inoltre, che Jon Nelson, chief executive di Stellantis Financial Services, è entrato nel consiglio di amministrazione di Factorial, rafforzando ulteriormente il legame tra i due gruppi.
La pubblicazione del documento arriva pochi giorni dopo un importante aggiornamento industriale annunciato dalle due società. L’11 giugno Stellantis aveva comunicato di aver integrato per la prima volta le celle allo stato solido Fest sviluppate da Factorial all’interno di una Dodge Charger Daytona sperimentale, dando il via alla fase di test su strada in condizioni reali.
L’obiettivo è verificare prestazioni, affidabilità, gestione termica e sicurezza della tecnologia prima di un eventuale impiego commerciale su larga scala. Le celle sviluppate da Factorial hanno già mostrato risultati promettenti nei test di laboratorio, con una densità energetica di 375 Wh/kg e tempi di ricarica dal 15% all'80% in circa 18 minuti.
L'emersione della quota detenuta da Stellantis aggiunge un tassello importante alla strategia del gruppo. Non si tratta soltanto di una collaborazione tecnologica per sviluppare batterie più performanti, ma di un investimento diretto in una società considerata tra le più avanzate nella corsa globale allo stato solido, settore nel quale si stanno muovendo anche diversi concorrenti asiatici e occidentali.
Nel filing, Stellantis definisce la partecipazione un «investimento attrattivo e strategico» e precisa di poter «valutare in futuro ulteriori acquisti» di titoli a seconda dell’evoluzione del business, delle condizioni di mercato e della strategia della società. Per il costruttore automobilistico il successo delle batterie allo stato solido potrebbe rappresentare un vantaggio competitivo rilevante: la tecnologia promette maggiore autonomia, ricariche più rapide, migliori standard di sicurezza e una riduzione dei costi nel medio periodo rispetto alle batterie agli ioni di litio oggi utilizzate nella maggior parte dei veicoli elettrici. (riproduzione riservata)