Si alza ancora la tensione tra Stellantis e i sindacati in Canada, aumentando la pressione sul gruppo guidato da Antonio Filosa che sta cercando di rilanciare le proprie attività in Nord America. Il 97,3% dei lavoratori che hanno partecipato alla votazione organizzata il 17 e 18 ottobre dal sindacato Unifor ha approvato il mandato di sciopero, dando ai rappresentanti la possibilità di ricorrere all’astensione dal lavoro se le trattative per il rinnovo contrattuale non dovessero sbloccarsi.
Il voto riguarda una vertenza che coinvolge oltre 9.000 dipendenti canadesi di Stellantis e segue settimane di negoziati difficili. Il risultato del voto non significa che lo sciopero sia già stato proclamato, ma è chiaramente un segnale di forte pressione nei confronti del costruttore automobilistico.
Uno dei principali nodi del confronto riguarda il futuro dello stabilimento di Brampton, in Ontario, fermo da tempo e al centro di un progetto di riconversione industriale. Stellantis punta a cedere il sito a Roshel, società canadese specializzata nella produzione di veicoli blindati, una prospettiva che alimenta le preoccupazioni sindacali sul futuro dell’occupazione e sulla presenza industriale del gruppo nel Paese.
La vertenza si inserisce in un contesto già complicato per Stellantis in Canada, dove le scelte produttive del gruppo sono diventate oggetto di un confronto sempre più acceso con i rappresentanti dei lavoratori. Unifor chiede garanzie concrete sui posti di lavoro e sul futuro degli stabilimenti.
L’eventuale avvio di uno sciopero potrebbe avere conseguenze sullo stabilimento di Windsor, uno dei principali poli produttivi di Stellantis in Nord America. Un’interruzione dell’attività arriverebbe in una fase particolarmente delicata, con il gruppo impegnato a recuperare quote di mercato, migliorare la redditività e sostenere il lancio dei nuovi modelli.
Il Nord America resta uno dei mercati decisivi per il piano di rilancio di Filosa, che punta a recuperare i volumi persi negli ultimi anni e a riportare la regione su livelli di redditività più elevati. Un prolungato conflitto sindacale rischierebbe di complicare ulteriormente questo percorso.
Il confronto coinvolge anche il governo canadese, chiamato a valutare le conseguenze della possibile cessione di Brampton dopo il trasferimento negli Stati Uniti della produzione della Jeep Compass. Una decisione che ha già alimentato tensioni politiche e sindacali, anche alla luce degli impegni industriali assunti in precedenza da Stellantis in Canada. (riproduzione riservata)