Stellantis e Wayve puntano a portare sul mercato americano nel 2028 i sistemi di guida autonoma sviluppati nell’ambito della loro partnership. L’obiettivo lo ha indicato Alex Kendall, ceo e fondatore di Wayve, intervenuto insieme all’amministratore delegato del gruppo auto Antonio Filosa a Wave by Vento alle Ogr di Torino.
Per Stellantis la collaborazione dovrà servire ad ampliare la base clienti, ridurre i costi della tecnologia e generare nuove fonti di ricavo. Filosa ha delineato le priorità economiche e commerciali dell’intesa. Il primo obiettivo «è soddisfare i clienti e conquistarne di nuovi». Il secondo riguarda il costo dei sistemi, che «dovrà diminuire grazie alle economie di scala e a una maggiore diffusione della tecnologia». Il terzo è trasformare il miglioramento dell’esperienza a bordo in opportunità di ricavo.
«Se soddisfiamo i clienti possiamo generare ricavi da questa esperienza», ha spiegato il ceo. La sfida diventa quindi quella di rendere le nuove funzionalità attrattive per gli automobilisti e sostenibili sul piano industriale, accompagnandone l’introduzione con una progressiva riduzione dei costi.
Il numero uno di Stellantis ha evidenziato la velocità con cui sta avanzando il lavoro con Wayve. Le basi della collaborazione, ha raccontato, sono state definite durante un incontro a San Francisco, dove in mezz’ora sono stati concordati alcuni parametri dell’intesa. Successivamente Wayve ha aperto un ufficio a Detroit, accanto al centro tecnico del gruppo automobilistico.
Filosa ha descritto una collaborazione concreta, fondata su competenze complementari e su un confronto continuo sui tempi di sviluppo. «Ci sfidano costantemente sulle tempistiche», ha osservato, sottolineando i risultati raggiunti in appena cinque mesi.
Secondo Filosa la guida autonoma è la tendenza tecnologica con il ritmo di crescita più rapido nel settore automobilistico. Ma accanto a questa Stellantis segue da vicino l’evoluzione delle architetture informatiche dei veicoli, necessarie per abilitare nuove funzioni.
L’intelligenza artificiale offre, secondo il capo di Stellantis, l’opportunità di sviluppare soluzioni più aderenti alle esigenze degli automobilisti. Dopo vent’anni di investimenti massicci in tecnologia, che talvolta hanno lasciato i clienti sopraffatti da un eccesso di specifiche, l’attenzione deve concentrarsi sui benefici nell’utilizzo quotidiano: semplicità, sicurezza e qualità dell’esperienza.
La trasformazione tecnologica continuerà comunque ad accompagnarsi al valore dei marchi. Filosa ha citato Fiat e Maserati come «esempi di identità diverse, capaci di costruire rapporti differenti con i propri clienti». Stellantis può contare su numerosi brand iconici, ha ricordato il ceo, ma il criterio decisivo resterà la capacità di rispondere alle aspettative di chi acquista e utilizza un’automobile. (riproduzione riservata)