Stellantis, Filosa fissa i target: risparmi per 6 miliardi e cassa positiva nel 2027. «La Cina pesa sui prezzi»
Stellantis, Filosa fissa i target: risparmi per 6 miliardi e cassa positiva nel 2027. «La Cina pesa sui prezzi»
Il ceo conferma l’impegno sulla cassa nel 2027 e punta a superare i target di risparmio. In Europa prezzi sotto pressione, mentre accelera la collaborazione con i partner cinesi

di Andrea Boeris 28/10/2026 13:30

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La concorrenza cinese mette sotto pressione i prezzi in Europa, dove la crescita delle consegne non basta a riportare Stellantis in utile operativo. L’ad Antonio Filosa riconosce le difficoltà del mercato, ma difende il contributo del partner cinese Leapmotor e indica nei risparmi, nei nuovi prodotti e nella disciplina commerciale le leve del rilancio. Con un impegno che il ceo vuole sottrarre alle interpretazioni: il ritorno a un free cash flow industriale positivo nel 2027 «non è un auspicio, non è qualcosa che sarebbe bello avere: è un risultato che dobbiamo ottenere».

Nel confronto con la stampa internazionale sui risultati del terzo trimestre, il manager italiano conferma la guidance e si dice fiducioso di superare entrambi i traguardi del Value Creation Program: 2,4 miliardi di euro di risparmi sui costi di prodotto dall’inizio del 2027 e 6 miliardi di risparmi a regime entro il 2028.

Europa, più consegne ma redditività negativa

I conti trimestrali hanno dimostrato che l’area più delicata rimane l’Europa allargata, unica regione del gruppo con un risultato operativo rettificato negativo. Nel trimestre le consegne aumentano del 10%, a 588 mila veicoli, e i ricavi crescono del 3%, a 14,06 miliardi. Il risultato operativo passa però da un utile di 157 milioni a una perdita di 311 milioni, con un margine del -2,2%. La pressione sui prezzi e un mix meno favorevole assorbono i benefici dei maggiori volumi e dei risparmi industriali.

A una domanda di MF-Milano Finanza sul rischio che una crescita europea trainata dalle auto elettriche e da Leapmotor avvenga a scapito della redditività, Filosa risponde mettendo al centro il contesto competitivo. «L’ambiente è molto difficile, soprattutto sui prezzi, per effetto della concorrenza cinese», spiega. Il ceo rivendica «la crescita a doppia cifra dei modelli della piattaforma Smart Car e i volumi quadruplicati di Leapmotor», un risultato che considera «una conferma della strategia di partnership prevista da FaSTLAne 2030». Non quantifica però il contributo di queste vendite ai margini. La priorità indicata per il team europeo di Stellantis «è stabilizzare i prezzi netti e costruire da questa base un contributo positivo nei prossimi trimestri».

Materie prime e chip spingono a intervenire sui prezzi, nuova chimica per le batterie

La questione dei listini potrebbe riguardare presto l’intero settore. Filosa segnala l’arrivo di «un’inflazione significativa delle materie prime e dei chip di memoria», che renderà necessario lavorare sui prezzi, in Europa e negli altri mercati. Il manager non annuncia aumenti specifici, ma indica chiaramente la direzione di Stellantis: difendere i prezzi netti per recuperare redditività. In Nord America il gruppo ha già ottenuto nel trimestre un contributo positivo di circa 425 milioni di euro e intende mantenere la stessa disciplina.

Sul fronte delle elettriche europee, Filosa prevede che la crescita della domanda prosegua nel 2027. Per Stellantis, le leve per migliorare la competitività saranno l’introduzione della piattaforma Stla One e il passaggio dalle batterie Nmc (nichel-manganese-cobalto) alle Lfp (litio-ferro-fosfato) su diversi modelli, entrambi previsti il prossimo anno. «Questo è molto rilevante», sottolinea Filosa, perché sia la piattaforma sia la nuova chimica ci daranno una competitività molto maggiore sui costi di prodotto».

Risparmi netti verso 6 miliardi

L’altra leva centrale è il Value Creation Program, che ha coinvolto oltre 3 mila persone. «Sono risparmi netti», precisa Filosa, spiegando che i benefici dichiarati tengono conto anche delle spese necessarie per realizzarli. Gli interventi vanno dall’ottimizzazione dei cablaggi, per ridurre lunghezza, peso e impiego di materiali costosi come il rame, all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella manutenzione degli impianti.

Nella logistica, il sistema Optima analizza i percorsi dei componenti dai fornitori agli stabilimenti e li riorganizza per ridurre i costi. In Nord America il gruppo sta inoltre lavorando all’internalizzazione dello stampaggio a caldo. Filosa si dice fiducioso di superare sia il primo traguardo da 2,4 miliardi sia quello dei 6 miliardi a regime entro il 2028.

Cassa positiva nel 2027: «È un impegno»

Dopo un assorbimento di cassa industriale di circa 4 miliardi nel terzo trimestre, il ceo promette però un’accelerazione nel quarto, sostenuta dai volumi, dal capitale circolante e dai risparmi, ricordando che il deflusso del terzo trimestre è legato anche alla stagionalità e alle fermate estive degli stabilimenti.

Il ritorno alla cassa positiva nel 2027 resta parte della guidance. «Siamo sulla strada giusta e lo conseguiremo», afferma. A sostenere il recupero dovranno essere anche i nuovi prodotti. Se il 2026 è stato «l’anno di Ram», nel 2027 Filosa punta sull’offensiva Jeep in Nord America. Intanto, le scorte dei concessionari «sono diminuite del 6% rispetto al trimestre precedente e l’obiettivo è portarle a circa 320-350 mila veicoli entro fine anno».

Dongfeng, produzione cinese anche per l’export

Nella strategia di rilancio continua intanto a crescere anche il ruolo dei partner cinesi. Filosa parla delle collaborazioni con Leapmotor e Dongfeng come di «strumenti per ampliare l’offerta, condividere capacità produttiva, cofinanziare progetti e migliorare l’assorbimento dei costi fissi». I due nuovi modelli Jeep e i due Peugeot sviluppati con Dongfeng e prodotti in Cina saranno destinati anche all’esportazione. «Non è soltanto un’attività China for China», sottolinea il ceo, indicando tra le destinazioni Sud America, Medio Oriente, Africa, mercati asiatici e alcuni Paesi europei.

Quanto alla futura Citroën 2CV elettrica, una delle auto regine del recentissimo Salone di Parigi, Filosa conferma che il gruppo è già al lavoro sulla piattaforma E-Car e ha l’obiettivo di arrivare all’inizio del 2028. Sullo stabilimento non si sbilancia: «Sarà costruita in Europa, perché sarà un’auto made in Europe». Ma è un segreto di Pulcinella che tra le fabbriche che produrranno la nuova Citroën 2CV ci sarà anche Pomigliano. (riproduzione riservata)