Antonio Filosa è in Brasile per i 50 anni dello storico stabilimento di Betim, ma anche per una delle più importanti tappe istituzionali da quando ha iniziato il suo mandato da amministratore delegato di Stellantis. Il manager italiano ha incontrato il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, il vicepresidente Geraldo Alckmin e diversi ministri del governo al Palácio do Planalto, in un vertice che è stato dedicato agli investimenti del gruppo nel Paese, alla crescita dell’industria automobilistica e, secondo quanto risulta a questo giornale, anche alle conseguenze dei dazi imposti dall’amministrazione del presidente Usa Donald Trump sulle relazioni commerciali internazionali.
Durante l’incontro Filosa ha ribadito il ruolo strategico del Brasile per Stellantis, definendolo «il secondo mercato più importante del gruppo a livello mondiale». Il ceo ha ricordato che nel 2025 l’azienda ha raggiunto «una quota del 23% del mercato sudamericano, con una penetrazione del 30% sia in Brasile sia in Argentina» e «circa un milione di veicoli venduti nella regione».
Filosa ha confermato il piano già annunciato, ovvero di investire 30 miliardi di reais (quasi 5,2 miliardi di euro) tra il 2025 e il 2030. Le risorse saranno destinate allo sviluppo di nuovi modelli, tecnologie e capacità produttiva, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la filiera locale. L’ad ha sottolineato come Stellantis acquisti ogni anno componenti per circa 60 miliardi di reais da fornitori brasiliani e abbia raggiunto un livello di localizzazione produttiva pari al 95%, con acciaio, plastiche, componenti chimici, motori e trasmissioni realizzati direttamente nel Paese.
Uno dei principali annunci riguarda l’occupazione. Filosa ha comunicato che Stellantis assumerà 2 mila nuovi dipendenti nel corso del 2026, con un effetto stimato di circa 20 mila nuovi posti di lavoro lungo la catena dei fornitori.
Le nuove assunzioni saranno concentrate soprattutto nello stabilimento di Betim, nello Stato di Minas Gerais, dove arriveranno 1.500 lavoratori, mentre altre 500 persone saranno impiegate nello stabilimento di Porto Real, nello Stato di Rio de Janeiro, anche in vista dell’avvio della produzione della Jeep Avenger.
Durante la presentazione Filosa ha ricordato anche il cinquantesimo anniversario della presenza Fiat in Brasile, sottolineando come lo stabilimento di Betim abbia prodotto 18 milioni di veicoli e quattro milioni di auto destinate all’esportazione.
Dei 30 miliardi di reais previsti dal piano industriale, ben 14 miliardi saranno investiti proprio nel sito di Betim, che rappresenta uno dei principali poli manifatturieri del gruppo e può contare su un ecosistema di circa 400 fornitori concentrati nel raggio di 150 chilometri.
Nel suo intervento il presidente Lula ha attribuito la ripresa del settore automobilistico alle politiche industriali del governo, citando in particolare il programma Nova Indústria Brasil e gli incentivi destinati al comparto.
Secondo il presidente brasiliano, nel 2026 il mercato tornerà a superare i tre milioni di immatricolazioni, dopo essere sceso a circa 1,6 milioni nel 2023. Lula ha inoltre evidenziato il ruolo degli investimenti privati, ricordando che Stellantis rappresenta circa il 20% dei 150 miliardi di reais complessivamente annunciati dall’industria automobilistica nel Paese.
Al termine della parte pubblica dell'incontro, Lula ha chiesto ai giornalisti di lasciare la sala spiegando che sarebbe iniziata una discussione riservata con i vertici di Stellantis. Secondo quanto riferito da fonti, tra i temi affrontati nel colloquio a porte chiuse ci sono anche gli effetti della politica commerciale degli Stati Uniti e dei dazi annunciati dall’amministrazione Trump sull’industria automobilistica internazionale.
Il confronto Filosa-Lula conferma comunque come il Brasile abbia un ruolo sempre più centrale nella strategia globale di Stellantis, sia come polo produttivo ma anche come possibile piattaforma per rafforzare le esportazioni verso l’America Latina e altri mercati emergenti, tema sul quale lo stesso Lula ha invitato il gruppo a collaborare con il governo brasiliano. (riproduzione riservata)