Stellantis, Filosa alla prova per il rilancio: i dati crescono già, ma ora si aspettano conferme dal nuovo piano
Stellantis, Filosa alla prova per il rilancio: i dati crescono già, ma ora si aspettano conferme dal nuovo piano
Il ceo italiano ha già impresso una prima rivoluzione al colosso dell’auto. Ecco le mosse del Marchionne Boy e quali sono le prospettive

di di Andrea Boeris 08/05/2026 02:00

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Antonio Filosa non è certo un manager da scrivania. È un uomo di fabbrica, di cui conosce a fondo tutti i meccanismi. Tra chi lavora con lui c’è chi ne parla come di un «leader carismatico, intelligente» e capace di costruire forti relazioni con i team, «lavorando di squadra». Lui «dialoga con tutti e ascolta tutti, anche ai livelli più bassi, poi valuta e decide». Un capo collaborativo, ma anche molto competitivo e convinto di una cosa. Che «la mediocrità non valga il viaggio», con uno stile che richiama quello di Sergio Marchionne, che lo stimava al punto di portarlo all’interno del Gec (Group Executive Council) di Fca quando era chief operating officer dell’America Latina.

Una sfida sotto il segno della discontinuità

A un anno dalla nomina del 28 maggio 2025 a ceo di Stellantis, Filosa arriva all’appuntamento chiave del 21 maggio a Detroit sul nuovo piano industriale con un compito preciso: convincere il mercato che la discontinuità impressa a Stellantis è reale e che il nuovo sentiero di crescita imboccato è sostenibile. Il Capital Markets Day sarà il momento in cui il ceo italiano dovrà trasformare una fase di correzione in una strategia industriale ben definita e capace di dare visibilità su margini, flussi di cassa e posizionamento competitivo.

La gestione dell’eredità Tavares

Filosa ha ereditato un gruppo solido finanziariamente ma sbilanciato e quasi alla deriva sul piano operativo. La gestione di Carlos Tavares aveva privilegiato disciplina sui costi e prezzi elevati, sostenendo i margini nel breve ma comprimendo i volumi e, nel tempo, la competitività commerciale. A ciò si è aggiunta una traiettoria sull’elettrico rivelatasi troppo ambiziosa rispetto alla domanda reale, con conseguenti tensioni su scorte, pricing e utilizzo degli impianti.

La prima risposta del nuovo ceo è arrivata con una mossa drastica: svalutazioni per oltre 22 miliardi nel bilancio 2025, revisione della strategia sull’elettrificazione, ritorno a un approccio più bilanciato tra volumi e redditività. Una pulizia dei conti che gli analisti hanno letto come un reset necessario per ricostruire basi industriali più credibili.

Il primo trimestre 2026 offre una fotografia ancora intermedia del nuovo corso di quello che è stato uno dei Marchionne Boys. I volumi consolidati sono cresciuti del 12% su base annua, segnale che la leva commerciale sta tornando a funzionare. In Europa il ritorno al pareggio operativo rappresenta un passaggio simbolico importante, mentre in Nord America la ripresa appare più vivace del previsto grazie al contributo dei nuovi modelli.

Che cosa dicono gli analisti

Secondo Intesa Sanpaolo «il significativo miglioramento operativo conferma che l’azienda sta portando avanti la strategia di rilancio in Nord America, ben al di sopra delle aspettative». La banca però, così come la maggior parte degli analisti, sottolinea anche come parte della redditività sia stata sostenuta da fattori straordinari, in particolare i rimborsi dei dazi, che hanno «gonfiato artificialmente i margini».

È proprio questo il nodo evidenziato dagli analisti: la qualità degli utili. Citi osserva che, nonostante spedizioni robuste e un mix favorevole, «l’ebit rimane molto basso e sarebbe in perdita al netto degli effetti del rimborso dazi». E questo ha alimentato, subito dopo la trimestrale diffusa il 30 aprile, lo scetticismo del mercato sulla capacità del gruppo di ricostruire margini strutturali.

Le indicazioni restano prudenti

Sul fronte commerciale europeo, i dati mostrano un recupero graduale ma non omogeneo. In Italia Stellantis registra da inizio anno una crescita delle immatricolazioni del 15,1%, con una quota di mercato del 32,2%, nettamente superiore alla concorrenza. Ma senza il contributo di Leapmotor, notano gli analisti, la crescita si fermerebbe al 6,6%, leggermente sotto il mercato.

Equita invita alla cautela: il recupero dei volumi è atteso e coerente con il ciclo prodotto, ma resta da verificare «il rischio di cannibalizzazione indotto da Leapmotor», nonostante le rassicurazioni del management. In Francia invece la crescita è modesta (+1%), seppur in sovraperformance rispetto al mercato, con un mix penalizzato dal calo dei veicoli commerciali. Banca Akros, più costruttiva, evidenzia «una solida crescita dei volumi nelle principali regioni, nonostante un contesto macroeconomico difficile», sottolineando il contributo dei nuovi modelli e confermando la raccomandazione buy sul titolo.

Le indicazioni prospettiche restano comunque prudenti. Mediobanca Research prevede per il 2026 una crescita dei ricavi a una cifra media (intorno al 4-5%), margini operativi rettificati ancora contenuti (circa 2-2,3%) e un miglioramento graduale del flusso di cassa libero, che resta però negativo nel breve. Il primo trimestre ha visto un free cash flow industriale di -1,9 miliardi, in miglioramento ma ancora debole. Gli analisti segnalano come la ricostruzione della generazione di cassa sarà uno degli elementi più critici per la credibilità del piano.

Sempre Mediobanca segnala che «il miglioramento sequenziale dei margini appare difficile, data la limitata visibilità in alcuni mercati», sottolineando che il titolo tratta a multipli in linea con il settore, ma senza premio, segno che il mercato non sta ancora scontando un vero turnaround. Le raccomandazioni riflettono questa ambivalenza. Intesa Sanpaolo e Banca Akros mantengono rating buy, con target price tra 8,3 e 9 euro, scommettendo su un miglioramento progressivo trainato da mix prodotto e riduzione dei costi. Equita resta più prudente (hold), mentre Citi e Mediobanca adottano un approccio neutrale, evidenziando i rischi legati alla sostenibilità dei margini.

I dubbi che dovranno essere dissipati

Un elemento trasversale nelle analisi è il tema della visibilità: il mercato fatica a stimare con precisione la traiettoria di medio termine, soprattutto in un contesto segnato da incertezza macroeconomica, transizione energetica e crescente competizione globale.

Il Capital Markets Day dovrà quindi sciogliere diversi nodi strategici. Il primo riguarda le partnership, anche se su quella con Leapmotor venerdì 8 Stellantis ha iniziato a fornire i primi dettagli sull’ampliamento dell’accordo: produzione congiunta in Spagna, con un nuovo Suv a marchio Opel a tecnologia Leapmotor e possibile cessione dello stabilimento di Madrid alla joint venture tra le due società. Il contributo del partner cinese è stato rilevante per i volumi, d’ora in poi lo sarà ancora di più a livello strategico. Resta però aperta l’ipotesi di accordi anche con altri gruppi asiatici.

La sovracapacità produttiva europea

Un secondo tema cruciale è infatti la sovracapacità produttiva in Europa. Le indiscrezioni indicano possibili soluzioni attraverso alleanze industriali o condivisione di impianti (anche con Dongfeng?), una strada che potrebbe avere implicazioni dirette anche per la rete produttiva italiana. Gli stabilimenti nazionali rappresentano infatti uno dei dossier più sensibili. Impianti come Cassino operano a livelli molto bassi, e il piano dovrà fornire indicazioni concrete su allocazione dei modelli, volumi e investimenti.

Il focus del mercato sarà anche su cosa verrà annunciato a livello di portafoglio marchi. Secondo indicazioni di Reuters, Stellantis potrebbe concentrare risorse e investimenti sui brand principali - Peugeot, Fiat, Jeep e Ram - con una razionalizzazione dell’offerta e un ruolo più settoriale, anche a livello geografico, per gli altri marchi più piccoli. L’attesa è anche legata al futuro di Maserati, unico brand di lusso del gruppo, che come ha scritto MF nell’edizione di giovedì 7 ha chiuso il 2025 con 840 milioni di rosso e per il quale è atteso un vero rilancio con una strategia ricalibrata e rivista da zero, dopo che Stellantis lo scorso anno ha ricapitalizzato Maserati spa con un’iniezione di 850 milioni.

Una fase di transizione

Il primo anno di Antonio Filosa può essere letto come una fase di transizione: pulizia dei conti, correzione della strategia, primi segnali di recupero commerciale. Ma, sottolineano quasi in coro gli analisti, il vero test deve ancora arrivare. La sfida è consolidare il recupero dei volumi senza sacrificare ulteriormente i margini e ricostruire una generazione di cassa robusta e sostenibile. Solo così Stellantis potrà convincere il mercato che la svolta non è solo congiunturale, ma strutturale.

Il 21 maggio a Detroit sarà quindi molto più di una presentazione: sarà il momento in cui Filosa dovrà dimostrare che, dopo aver invertito la rotta, il gruppo ha finalmente trovato una nuova direzione. (riproduzione riservata)

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