Stellantis produce singhiozzo non soltanto in Italia ma anche in Francia. Il gruppo guidato da Antonio Filosa mette temporaneamente in pausa tre stabilimenti francesi e dietro agli stop si nascondono due problemi quasi opposti. A Mulhouse pesa la debolezza della domanda per alcuni modelli, mentre a Sochaux e Rennes è il successo delle versioni elettriche a lunga autonomia a mettere sotto pressione la catena di fornitura delle batterie.
Secondo quanto riportato da Les Echos, la società ha comunicato martedì 29 settembre ai sindacati che gli impianti di Mulhouse, Sochaux e Rennes ricorreranno per diversi giorni alla disoccupazione parziale.
La situazione più delicata sul fronte commerciale riguarda Mulhouse, dove Stellantis produce modelli come Peugeot 308 e 408 e DS 7. La fabbrica fermerà la produzione dal 15 al 30 ottobre e da novembre l'organizzazione dovrebbe essere ridotta da due turni a un turno e mezzo.
A pesare è soprattutto l’andamento dei modelli arrivati verso la parte finale del proprio ciclo commerciale. Secondo Jean-Paul Guy, rappresentante sindacale della Cftc citato dal quotidiano francese, però anche la nuova Peugeot 308 starebbe registrando vendite inferiori alle attese. Una battuta d’arresto che arriva mentre Stellantis si prepara comunque a investire sul futuro dello stabilimento alsaziano, destinato a ricevere nuovi modelli nei prossimi anni.
La fotografia cambia completamente a Sochaux e Rennes. Nel primo stabilimento vengono prodotti i Peugeot 3008 e 5008, mentre il secondo assembla il Citroën C5 Aircross. Anche Rennes dovrebbe affrontare sette giorni di disoccupazione parziale verso la fine di ottobre. In questo caso, però, non mancano gli ordini. È la catena di fornitura a non riuscire a tenere il passo con la domanda delle versioni elettriche, in particolare quelle dotate delle batterie che consentono autonomie maggiori.
«La domanda per queste versioni è forte, soprattutto presso i clienti professionali», ha spiegato Stellantis a Les Echos, sottolineando come il fenomeno riguardi in particolare il nuovo Citroën C5 Aircross High Range, attualmente in fase di lancio commerciale su diversi mercati. La crescita della domanda di auto elettriche in Francia, favorita anche dall'aumento dei prezzi dei carburanti, sta quindi producendo un effetto paradossale: gli stabilimenti hanno vetture da costruire, ma alcuni fornitori non riescono a garantire abbastanza componenti per sostenere il ritmo produttivo.
Al centro delle difficoltà c'è soprattutto Acc, Automotive Cells Company, il produttore europeo di batterie partecipato da Stellantis insieme a Mercedes-Benz e TotalEnergies. Le celle realizzate dalla società vengono utilizzate proprio per alcune delle versioni a maggiore autonomia di Peugeot 3008 e 5008 e Citroën C5 Aircross. Il nodo resta la situazione della gigafactory di Douvrin, nel nord della Francia. L'impianto, inaugurato nel 2023 come uno dei simboli della strategia europea per ridurre la dipendenza dalle batterie asiatiche, continua a incontrare difficoltà nel raggiungere i volumi previsti e nel contenere gli scarti industriali.
Acc ha anche fatto ricorso al supporto della cinese Eve Energy, che ha inviato in Francia più di cento specialisti, mentre a maggio la guida della società è passata da Yann Vincent ad Allan Swan, ex presidente delle attività nordamericane di Panasonic Energy. Nonostante i progressi, la produzione non sarebbe ancora sufficiente a soddisfare completamente le esigenze di Stellantis. «Per adattare la produzione alla disponibilità dei componenti necessari e restare in linea con le aspettative dei clienti, stiamo temporaneamente adeguando il nostro programma industriale», ha spiegato il gruppo automobilistico al quotidiano francese.
Acc, dal canto suo, sostiene di rispettare gli impegni presi con il costruttore e sottolinea la forte accelerazione dei volumi: secondo una fonte interna citata da Les Echos, la produzione del solo mese di settembre dovrebbe avvicinarsi a quella realizzata nell'intero 2025. (riproduzione riservata)