Stellantis, ecco le nuove Grizzly e Grizzly Fastback: altri due modelli Fiat prodotti fuori dall’Italia
Stellantis, ecco le nuove Grizzly e Grizzly Fastback: altri due modelli Fiat prodotti fuori dall’Italia
Assemblate nello stabilimento di Kenitra, in Marocco, le due nuove auto a marchio Fiat sono appena state svelate: saranno vendute non solo nei mercati emergenti, come sembrava inizialmente, ma anche in Europa nella seconda metà del 2026

di Andrea Boeris  03/06/2026 12:00

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Dopo Grande Panda prodotta in Serbia, Fiat si prepara a lanciare altri due modelli strategici per la sua offensiva globale che non saranno costruiti in Italia. Il marchio italiano che fa parte del gruppo Stellantis ha diffuso la prima immagine ufficiale delle nuove Grizzly e Grizzly Fastback, due suv del segmento C che saranno destinati non soltanto ai mercati emergenti ma anche all'Europa.

I due modelli rappresentano un nuovo tassello della strategia avviata dal ceo di Fiat, Olivier François, per riportare il marchio nel cuore del mercato delle auto familiari a prezzi accessibili. Ma confermano anche una tendenza ormai consolidata: i nuovi prodotti del brand vengono sviluppati su piattaforme e in stabilimenti esteri per contenere i costi industriali.

Fiat Grizzly e Grizzly Fastback prodotte a Kenitra in Marocco

Secondo le indicazioni emerse nei mesi scorsi, Grizzly e Grizzly Fastback saranno realizzate nello stabilimento Stellantis di Kenitra, in Marocco, utilizzando la piattaforma Smart Car, l’architettura low cost già impiegata per Grande Panda. Una piattaforma che oggi non è presente negli stabilimenti italiani e che continuerà a rappresenta uno degli elementi chiave della strategia di riduzione dei costi del gruppo anche nel nuovo piano industriale del ceo Antonio Filosa.

La scelta del Marocco consente infatti a Stellantis di beneficiare di costi produttivi significativamente inferiori rispetto all’Europa occidentale, oltre che di una posizione geografica favorevole per servire contemporaneamente diversi mercati internazionali.

Non solo Nord Africa e Medio Oriente, i modelli anche in Europa

Se inizialmente il progetto era stato associato soprattutto ai mercati del Nord Africa e del Medio Oriente, il comunicato diffuso da Fiat toglie ogni dubbio e chiarisce che i due modelli avranno una portata ben più ampia. La famiglia Grizzly sarà infatti lanciata in Europa oltre che nell’area Middle East & Africa nella seconda metà del 2026. Il gruppo parla di un progetto industriale globale che prevede la distribuzione dei veicoli in diverse aree del mondo per garantire competitività, flessibilità e vicinanza ai principali mercati, citando esplicitamente Europa, Medio Oriente e America Latina. 

«Con Grizzly e Grizzly Fastback completiamo questa gamma con due vetture progettate attorno a esigenze e stili di vita diversi, ma accomunati dalle stesse idee: una mobilità intelligente, accessibile e radicata nel Dna del design Fiat. Insieme riportano il brand al centro del mercato della mobilità familiare con una gamma completa e coerente», commenta Olivier Francois, ceo di Fiat e Stellantis global cmo.

Due suv con caratteristiche diverse

Entrambi i modelli condividono la stessa base tecnica ma si rivolgono a clienti differenti. La Grizzly punta su praticità e spazio interno, con una carrozzeria più verticale e orientata alle esigenze delle famiglie. La Grizzly Fastback adotta invece una linea più dinamica e sportiva, con un design filante e una maggiore capacità di carico longitudinale per i viaggi più lunghi. Fiat promette motorizzazioni complete, dai tradizionali propulsori a benzina fino alle versioni completamente elettriche, oltre a un abitacolo più curato e ricco di tecnologie dedicate alla vita quotidiana.

Entrambi i modelli resteranno sotto i 4,5 metri di lunghezza ma, secondo la casa torinese, offriranno livelli di abitabilità e capacità di carico ai vertici della categoria, diventando insieme alla Grande Panda i pilastri della nuova gamma globale del marchio. Per l’industria automobilistica italiana il debutto di Grizzly e Grizzly Fastback è però anche l’ennesima conferma dello spostamento all’estero della produzione dei nuovi modelli Fiat destinati ai grandi volumi, mentre rimane acceso il confronto sul futuro produttivo del gruppo nel Paese. (riproduzione riservata)