Giornata nera in borsa per Stellantis, che venerdì 23 ottobre ha chiuso le contrattazioni a Piazza Affari con un calo del 6,3% a 3,56 euro per una capitalizzazione pari a 10,46 miliardi. Il gruppo automobilistico guidato da Antonio Filosa è finito sotto pressione in una seduta iniziata male per tutto il settore auto europeo dopo la trimestrale di Volvo Cars e peggiorata con il taglio del prezzo obiettivo da parte degli analisti di Hsbc. Le vendite hanno colpito non soltanto le azioni, ma anche le obbligazioni del gruppo, con un forte aumento dei rendimenti sui bond perpetui.
A pesare sul titolo è stata soprattutto la decisione degli analisti della banca britannica di abbassare il prezzo obiettivo di Stellantis da 4 a 3,30 euro, confermando la raccomandazione Reduce, che equivale a un’indicazione di ridurre l’esposizione sul titolo. Si tratta di una revisione al ribasso del 17,5%, che riflette una valutazione ancora più prudente sulle prospettive del costruttore.
Il taglio è arrivato in un momento già delicato per Stellantis, impegnata nel rilancio delle attività sotto la guida di Filosa. Il gruppo sta cercando di recuperare competitività soprattutto in Nord America, dove il calo delle consegne continua a pesare sui risultati, mentre in Europa i volumi mostrano segnali di ripresa anche grazie al contributo di Leapmotor.
La seduta era cominciata in un clima negativo per l’intero comparto automobilistico, condizionato dai risultati trimestrali di Volvo Cars. Il peggioramento del sentiment sul settore ha quindi amplificato la reazione del mercato alla revisione di Hsbc, innescando un’accelerazione delle vendite sulle azioni Stellantis.
Il segnale più significativo della giornata non è arrivato però soltanto dalla borsa. La pressione degli investitori si è concentrata anche sul debito del gruppo, in particolare sulle obbligazioni perpetue di Stellantis, strumenti che non prevedono una scadenza ordinaria e che sono particolarmente sensibili alla percezione del rischio dell’emittente. I titoli, che già all’inizio della settimana quotavano intorno a 84,5, venerdì sono scesi sotto quota 79,5, perdendo oltre cinque punti di prezzo in pochi giorni. Parallelamente il rendimento è aumentato di circa 50 punti base rispetto a mercoledì, raggiungendo il 9,36%.
Il movimento segnala un aumento del premio per il rischio richiesto dagli investitori per detenere questi strumenti. Il rendimento dei perpetui non coincide con il costo medio del debito di Stellantis, ma la sua impennata indica che le preoccupazioni del mercato stanno andando oltre le prospettive di andamento del titolo azionario. La discesa contemporanea di azioni e obbligazioni riflette una crescente prudenza sulla capacità del gruppo di recuperare redditività e generazione di cassa nei prossimi trimestri. Un elemento particolarmente importante per Stellantis, che sta attraversando una fase di rilancio industriale e commerciale dopo le difficoltà registrate soprattutto sul mercato americano.
La nuova ondata di vendite arriva a pochi giorni da un appuntamento importante per Stellantis. Mercoledì 28 il gruppo presenterà i risultati del terzo trimestre 2026, che permetteranno agli investitori di valutare lo stato di avanzamento del piano di rilancio di Filosa. Le consegne preliminari, comunicate il 13 ottobre, hanno mostrato un calo dell’1% a livello globale, a circa 1,3 milioni di veicoli. Dietro il dato complessivo ci sono però andamenti molto diversi: l’Europa allargata ha registrato una crescita del 10%, mentre il Nord America ha perso il 12%, anche per effetto delle fermate produttive estive.
L’attenzione del mercato sarà concentrata soprattutto sulla redditività e sulla generazione di cassa, oltre che sulle indicazioni del management per l’ultima parte dell’anno. Stellantis ha confermato per il 2026 l’obiettivo di una crescita dei ricavi netti a una cifra nella fascia intermedia e di un margine operativo rettificato positivo ma ancora nella fascia bassa a una cifra. Il ritorno a un free cash flow industriale positivo è invece previsto nel 2027. (riproduzione riservata)