Le vendite auto in Europa tornano a crescere a febbraio, ma a fare la differenza è soprattutto Stellantis, che accelera ben oltre il mercato e conferma i primi segnali concreti di rilancio promesso dal ceo Antonio Filosa.
Secondo quanto riportato da Automotive News su dati Dataforce, le immatricolazioni nel continente sono salite dell’1,9% rispetto allo stesso mese del 2025. Ma il gruppo nato dalla fusione tra Fca e Psa ha fatto molto meglio: +11%, ovvero quasi sei volte la crescita del mercato. Si tratta del terzo mese consecutivo di crescita in Europa.
Il risultato di febbraio rappresenta una nuova conferma della strategia illustrata da Filosa agli analisti: rilanciare i volumi partendo dai modelli accessibili e da una maggiore disciplina commerciale. In questo senso, un ruolo chiave lo stanno giocando i nuovi modelli sulla piattaforma Smart Car, che stanno rapidamente aumentando la produzione e le consegne.
A trainare sono stati in particolare i marchi popolari. Fiat ha registrato un balzo del 51%, contribuendo per circa 12 mila unità alla crescita complessiva grazie alle vendite della Grande Panda. Buone performance anche per Opel e Citroën, sostenute dai nuovi Suv compatti come Frontera e C3 Aircross. Nel complesso Stellantis è stato il gruppo con l’aumento più elevato in valore assoluto, con oltre 16 mila immatricolazioni aggiuntive nel mese.
Il quadro europeo resta comunque eterogeneo. Volkswagen si è mossa in linea con il mercato (+2,1%), mentre arretrano Bmw (-6,1%) e Mercedes-Benz (-0,7%). In calo anche Renault, con il gruppo francese penalizzato dal crollo di Dacia legato a problemi logistici e di transizione produttiva.
Segnali di ripresa arrivano invece da Tesla (+9,9%), grazie soprattutto alla nuova versione della Model Y, mentre continuano a crescere con forza i costruttori cinesi (+94%). Tra questi spicca Leapmotor, partecipata da Stellantis, che registra un balzo dell’849% e consolida la propria presenza nel mercato europeo.
Dal punto di vista delle alimentazioni, prosegue la transizione: le vendite di auto elettriche sono aumentate del 16%, le ibride plug-in del 32% e le full hybrid dell’8,4%. Ora però c’è un nuovo elemento di incertezza sullo sfondo: l’impatto geopolitico della guerra di Usa e Israele contro l’Iran. I dati su base annuale mostrano ancora una flessione dell’1% e analisti e osservatori attendono le immatricolazioni di marzo per valutare gli effetti del conflitto in Medio Oriente, anche in relazione all’aumento dei prezzi di benzina e diesel, che potrebbe spingere ulteriormente la domanda verso elettrico e ibrido.
In questo contesto che sembra complicare ulteriormente le dinamiche di mercato, la performance di Stellantis dimostra che il gruppo di Filosa sta cercando di invertire la rotta: non solo per il ritmo di crescita, ma perché i numeri ben superiori rispetto a quelli del mercato indicano che la multinazionale italo francese in questa fase dispone del mix di offerta e dei prodotti giusti per tradurre in risultati concreti le promesse di rilancio fatte al mercato nei mesi scorsi. (riproduzione riservata)