Stellantis brucia ancora cassa ma supera le attese sui risultati operativi del terzo trimestre e balza in borsa (+15% alla chiusura) in scia alla trimestrale, beneficiando delle rassicurazioni del management: il ceo Antonio Filosa, in call davanti agli analisti, si è detto convinto del fatto che il gruppo sarà «in grado di superare l’obiettivo iniziale di realizzare 2,4 miliardi di euro di risparmi sui costi entro l’inizio del 2027». Parole che, insieme ai segnali positivi arrivati dall’impatto dei dazi, rivisto a ribasso a 1 miliardo, e dai primi benefici che sembrano arrivare con l’implementazione del piano al 2030, hanno migliorato l’umore degli investitori a Piazza Affari.
Ma tutto questo basta a convincere gli analisti a scommettere sulla svolta? In parte sì, come dimostra la reazione del mercato, ma non ancora del tutto. Dopo i conti del gruppo guidato da Antonio Filosa, gli esperti confermano un orientamento prudente: il ritorno a un risultato operativo positivo in Nord America e la tenuta delle attività sudamericane e mediorientali sono elementi rassicuranti, ma le perdite europee e l’assorbimento di cassa rendono il recupero ancora da dimostrare.
Il trimestre di Stellantis si chiude con ricavi per 37,6 miliardi di euro, in crescita dell’1,1%, e un utile operativo rettificato di 256 milioni, contro i 163 milioni del consensus. Il margine si ferma allo 0,7%, anche in questo caso superiore allo 0,4% atteso, ma il risultato netto resta negativo per 453 milioni e il free cash flow industriale registra un rosso di circa 4 miliardi.
Secondo Equita, che mantiene la raccomandazione hold e il target price di 5,5 euro, i risultati sono «deboli ma nel complesso meno negativi di quanto temuto». Fatturato e utile operativo rettificato risultano vicini alle stime della sim e leggermente migliori del consensus. Anche il consumo di cassa, pur elevato, è inferiore ai 4,5 miliardi ipotizzati dagli analisti.
L’Europa resta però l’area sotto osservazione. La regione registra una perdita operativa rettificata di 311 milioni, contro l’utile di 157 milioni di un anno prima, nonostante il lancio dei nuovi modelli. La pressione sui prezzi continua a ostacolare il recupero, mentre il rapporto tra liquidità e fatturato, al 26%, si colloca nella parte bassa dell’intervallo indicato dal management. Per il quarto trimestre Equita segnala volumi attesi in crescita rispetto al terzo, prezzi sostanzialmente stabili e un’accelerazione dei risparmi.
Citi conferma il rating neutral e un prezzo obiettivo di 5 euro, riconoscendo che Stellantis sembra ben posizionata per rispettare gli obiettivi 2026, anche se sarà decisiva la capacità di migliorare la redditività in Nord America e in Europa. Il contributo dei nuovi prodotti, secondo gli analisti, non sarà però sufficiente da solo. A sostenere il recupero dovrà essere soprattutto il Value Creation Program, il piano di efficienze che punta a 6 miliardi di risparmi annualizzati.
Citi vuole vedere questi benefici tradursi nei risultati operativi e, finché la ripresa degli utili non acquisterà slancio, ritiene che il titolo rimarrà sotto pressione. La conferma delle prospettive annuali richiede anche un forte recupero della cassa nel quarto trimestre, che dovrebbe però essere favorito dalla normale stagionalità del capitale circolante.
Banca Akros mantiene neutral e un target di 4,5 euro. La trimestrale debole era ampiamente attesa e la conferma della guidance sostiene il giudizio. Il margine nordamericano dello 0,4% supera il consensus, che indicava un risultato negativo, mentre quello europeo del -2,2% delude le aspettative.
Secondo Kepler Cheuvreux invece l’assenza di sorprese negative è già un elemento favorevole. Gli esperti confermano hold e un obiettivo di 4 euro, evidenziando, accanto ai circa 4 miliardi di consumo di cassa, una liquidità industriale netta di circa 42 miliardi e un contributo delle attività fuori da Europa e Nord America più resistente del previsto.
Barclays mantiene equal weight e un target price molto elevato, a quota 10 euro, pur considerando Stellantis il caso di rilancio più difficile da realizzare tra i costruttori europei. Secondo la banca, le attese di consenso sulla cassa dell’intero esercizio rimangono raggiungibili: servirebbe un contributo positivo del capitale circolante di circa 2 miliardi nel quarto trimestre, e questo è un’ipotesi che viene considerata plausibile.
Barclays stima anche che i risparmi del programma di efficienza possano raggiungere circa 500 milioni negli ultimi tre mesi dell’anno, all’incirca il doppio rispetto al terzo trimestre.
Gabriel Debach, market analyst di eToro, spiega il balzo di Stellantis in scia alla trimestrale con il fatto che il mercato premia risultati operativi migliori delle attese e la conferma delle prospettive, dopo un trimestre alla cui debolezza il management aveva già preparato gli investitori. Resta però da verificare quanto del recupero atteso dipenderà dalla ripresa produttiva e dalla stagionalità del capitale circolante e quanto da progressi duraturi nella redditività.
Il quarto trimestre beneficerà anche dell’accelerazione delle efficienze industriali, ma la prova per il piano Filosa sarà conservare i miglioramenti una volta esauriti i sostegni stagionali. In Europa, osserva Debach, il contributo di Leapmotor aiuta a difendere volumi e quote di mercato, senza tradursi automaticamente in margini migliori.
Stellantis ha confermato per il 2026 una crescita dei ricavi nell’ordine di una percentuale media a una cifra, un margine operativo rettificato nella fascia bassa delle percentuali a una cifra e un miglioramento del free cash flow industriale rispetto al 2025. Il ritorno a una cassa industriale positiva resta previsto nel 2027. Ma per parlare di svolta, Stellantis dovrà dimostrare di saper trasformare la crescita delle vendite in maggiori profitti e quindi, per gli analisti, sarà fondamentale verificare la capacità di trasformare maggiori volumi e tagli dei costi in un recupero duraturo dei margini. (riproduzione riservata)