Stellantis colpita dallo sciopero degli autotrasportatori per il caro gasolio: si ferma la produzione ad Atessa
Stellantis colpita dallo sciopero degli autotrasportatori per il caro gasolio: si ferma la produzione ad Atessa
I blocchi dei trasportatori contro il caro gasolio impediscono l’arrivo dei componenti nello stabilimento abruzzese, uno dei principali poli europei dei veicoli commerciali. Il gruppo sospende altri due turni mercoledì 21

di Andrea Boeris 21/10/2026 07:30

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Lo sciopero degli autotrasportatori contro il caro gasolio arriva a fermare la produzione di Stellantis ad Atessa, in provincia di Chieti, uno degli stabilimenti più importanti del gruppo per i veicoli commerciali in Europa. Dopo il primo stop di lunedì 19 ottobre, la carenza di componenti provocata dai blocchi della logistica ha costretto il gruppo guidato da Antonio Filosa a sospendere altri quattro turni produttivi tra martedì 20 e mercoledì 21 ottobre.

Secondo quanto comunicato dalla direzione aziendale al comitato esecutivo composto dai sindacati Fim-Cisl e Uilm, martedì sono stati cancellati il secondo e il terzo turno, mentre per mercoledì è già stata disposta la sospensione del primo turno e di quello centrale. Restano esclusi dai provvedimenti i reparti Ckd e Finitura (Conversion Center).

La protesta degli autotrasportatori blocca le forniture

All’origine delle fermate non c’è quindi un problema legato alla domanda di veicoli commerciali, ma l’impossibilità di garantire il regolare approvvigionamento dei materiali necessari alle linee produttive. I blocchi e gli scioperi degli autotrasportatori, organizzati a livello nazionale per protestare contro il caro gasolio, stanno interrompendo le consegne di componenti fondamentali destinati allo stabilimento abruzzese.

Le prime conseguenze si sono registrate già lunedì 19, quando Stellantis si era vista costretta a fermare la produzione, sempre con l’eccezione dei reparti Ckd e Finitura. La società aveva comunicato ai sindacati che la giornata lavorativa persa sarebbe stata oggetto di recupero produttivo.

La situazione non si è però risolta nelle ore successive, anzi è peggiorata. Martedì pomeriggio era stata inizialmente annunciata la sospensione del solo secondo turno, ma poi lo stop è stato esteso anche al terzo e a due ulteriori turni della giornata di mercoledì.

Perché lo stop di Atessa è un problema per Stellantis

Lo stabilimento di Atessa, conosciuto anche come Sevel, è uno dei principali centri produttivi europei di Stellantis per i veicoli commerciali leggeri. Dalle sue linee escono modelli come Fiat Ducato, Peugeot Boxer, Citroën Jumper e Opel Movano, destinati ai mercati europei e internazionali. La fabbrica ha quindi un ruolo strategico nelle attività di Stellantis Pro One, la divisione attraverso la quale il gruppo punta a rafforzare la propria presenza nel mercato dei veicoli commerciali, un segmento centrale per volumi e redditività del costruttore.

Le nuove sospensioni dimostrano quanto la produzione automobilistica dipenda dalla continuità delle forniture e dalla regolarità dei trasporti. Anche un’interruzione temporanea dei flussi logistici può costringere a fermare intere linee di assemblaggio, con conseguenze sull’organizzazione del lavoro e sui programmi produttivi. Per Stellantis gli stop ad Atessa sono un nuovo problema sul fronte industriale italiano, in una fase in cui il gruppo è già alle prese con frequenti interruzioni della produzione in altri stabilimenti, tra cui soprattutto Mirafiori e Cassino. (riproduzione riservata)