Stellantis ha chiuso in calo del 3,2% a 3,86 euro dopo essere arrivata a cedere oltre il 5% a Piazza Affari attorno a quota 3,7 euro nella giornata di lunedì 19 ottobre, in scia alla convinzione sempre più diffusa tra gli analisti riguardo alle attese di un forte assorbimento di cassa da parte della società nel terzo trimestre. Dopo Barclays, anche Equita stima un free cash flow negativo per circa 4,5 miliardi di euro, in vista dei risultati che il gruppo guidato da Antonio Filosa pubblicherà il 28 ottobre. Alle ore 16:50 il titolo perdeva il 4,5% a 3,681 euro.
La sim riduce di conseguenza le previsioni per il 2026 e il 2027 e taglia dell’8% il prezzo obiettivo, portandolo a 5,5 euro, con raccomandazione hold confermata. La revisione si basa anche sui dati delle consegne pubblicati il 13 ottobre: il calo dell’1% nel terzo trimestre è risultato leggermente peggiore delle attese. Nonostante il taglio, le stime di Equita restano superiori comunque al consensus.
Secondo gli analisti di Equita, il free cash flow sarà il principale elemento da osservare nella trimestrale. Il periodo estivo comporta normalmente un assorbimento di cassa, ma il confronto storico è limitato: Stellantis ha iniziato a pubblicare dati trimestrali completi soltanto quest’anno. Il riferimento disponibile è il terzo trimestre del 2025, chiuso con un flusso di cassa negativo per 4,3 miliardi, senza rilevanti fattori non ricorrenti. Di questi, 2,3 miliardi erano stati assorbiti dal capitale circolante, nonostante consegne in crescita del 13%. Un aumento dei volumi, ricorda Equita, tende invece a favorire la cassa delle società che operano con capitale circolante negativo.
Questa volta le consegne sono diminuite dell’1%, con conseguenze sfavorevoli sia sul risultato operativo adjusted sia sul circolante. A pesare saranno anche gli investimenti più elevati rispetto al primo semestre, quando erano stati particolarmente contenuti, e gli esborsi legati agli accantonamenti registrati nella seconda metà del 2025. Per questi ultimi, la nota indica uscite per 1,1 miliardi nel secondo semestre del 2026, su circa 2 miliardi nell’intero anno. Completano il quadro i maggiori costi logistici e delle materie prime, che aumentano il fabbisogno di capitale circolante.
La previsione di Equita è sostanzialmente in linea con quella di Barclays, che in una nota datata 16 ottobre aveva indicato un assorbimento di cassa compreso tra 4 e 5 miliardi e un margine operativo adjusted vicino allo zero. Anche Equita vede un risultato peggiore delle attese raccolte sul mercato: la media Visible Alpha citata dalla sim indica un free cash flow negativo per circa 2,5 miliardi.
Il rischio è che la pubblicazione dei conti riporti l’attenzione degli investitori sulla struttura finanziaria del gruppo, in attesa di capire quanto rapidamente il rilancio industriale avviato da Filosa con il piano FaSTLAne 2030 possa tradursi in un miglioramento della cassa.
Equita non vede però rischi di stress finanziario nel breve termine. Il rapporto tra liquidità e fatturato è stimato al 27% nel terzo trimestre, all’interno dell’intervallo obiettivo del 25-30%, considerando linee di credito inutilizzate e factoring stabili. A sostegno della posizione finanziaria, gli analisti ricordano anche l’emissione di 5 miliardi di euro di obbligazioni perpetue effettuata a marzo.
Nel quarto trimestre è poi atteso un recupero, grazie alla stagionalità favorevole, alla crescita dei volumi sostenuta dai nuovi modelli e al contributo crescente dei tagli ai costi. Ma la scarsa visibilità sul quadro macroeconomico e geopolitico impone comunque cautela.
Il passaggio decisivo diventa ora verificare la ripresa negli ultimi tre mesi dell’anno, spiegano ancora gli analisti. Secondo Equita, una conferma arriverà soltanto con i risultati annuali, attesi a fine gennaio, a meno che il management non fornisca indicazioni quantitative più precise sulla guidance già durante la conference call del terzo trimestre.
Il nuovo prezzo obiettivo di 5,5 euro vale circa 5,4 volte gli utili attesi per il 2027 ed equivale a un rapporto enterprise value/ebitda, escludendo il factoring, di circa 2,5 volte. La raccomandazione resta hold: gli analisti di Equita attendono maggiore visibilità sulla capacità di Stellantis di tornare a generare cassa, e solo allora cambieranno il loro giudizio. (riproduzione riservata)