Stellantis rassicura l’Italia mentre in Europa si prepara a tagliare capacità produttiva per 800 mila veicoli. Emanuele Cappellano, chief operating officer Enlarged Europe del gruppo, parlando con la stampa a Mirafiori, ha chiarito che la riduzione annunciata nel piano strategico, che comunque sarà basata su conversioni e partnership e non su chiusure di stabilimenti, «non riguarda l’Italia» e che sui siti italiani «non ci sono azioni in questo senso».
Il manager ha rivendicato che il Piano Italia da 2 miliardi «non solo è confermato, ma sarà rafforzato», con nuovi modelli, piattaforme e investimenti distribuiti su tutti gli stabilimenti italiani. «L’Italia è uno dei Paesi principali in Europa, con una radice storica molto forte», ha spiegato Cappellano, aggiungendo che la produzione 2026 dovrebbe risultare superiore a quella del 2025 se il trend dei primi mesi dell’anno sarà confermato.
Cappellano ha riconosciuto implicitamente le difficoltà del passato, parlando della necessità di «rafforzare ancora di più i rapporti dopo un periodo in cui, come azienda, non siamo stati molto aperti al dialogo». In quest’ottica, il gruppo incontrerà le organizzazioni sindacali il 15 giugno, pochi giorni prima dell’audizione parlamentare del ceo Antonio Filosa prevista il 17 giugno. All’incontro dovrebbe partecipare di persona proprio l’ad.
Sul fronte industriale, il manager ha annunciato un rafforzamento del ruolo di Melfi, che nel 2028 avrà la produzione di un’ulteriore Alfa Romeo rispetto a quanto previsto inizialmente dal Piano Italia. «Non abbiamo intenzione di ridurre la lineup di Alfa Romeo», ha detto Cappellano. Per il Biscione sono già previsti un nuovo C-Suv su piattaforma Stla Medium e una hatchback di segmento C su Stla One, mentre sul segmento D, ovvero i modelli Giulia e Stelvio attualmente prodotti a Melfi, «se ne parlerà entro dicembre». Il manager ha inoltre citato un progetto speciale «sulla linea della 33 Stradale».
Confermate le novità anche per Pomigliano, dove nel 2028 partirà la produzione delle cosiddette e-car, vetture elettriche di piccole dimensioni per cui Stellantis sta valutando una partnership industriale. Cappellano ha precisato che al momento il gruppo non prevede collaborazioni in Italia analoghe a quelle avviate in Spagna o Francia, mentre le joint venture con Jaguar e Tata sono pensate soprattutto per Stati Uniti e India. Ad Atessa, invece, Stellantis ha già annunciato un investimento per una nuova generazione di veicoli commerciali, mentre Mirafiori continua la sua trasformazione in hub tecnologico e industriale multifunzionale.
Proprio sul sito torinese Cappellano ha però ammesso che potrebbe essere difficile raggiungere il target di 100 mila Fiat 500 ibride prodotte, possibilità che era stata anticipata da MF-Milano Finanza già lo scorso febbraio e che ora trova conferma. «Le 15 mila unità prodotte nel primo trimestre del 2026 corrispondono agli ordini ricevuti e il target finale dipenderà dal mercato, ma voglio ricordare che Mirafiori è passato da linea produttiva ad hub complessivo», ha spiegato, ricordando la presenza del Battery Technology Center e delle attività legate all’economia circolare.
Il manager italiano ha poi però anche ridimensionato le aspettative sul ritorno alla produzione di un milione di veicoli l’anno in Italia. «Non abbiamo mai ufficializzato questo obiettivo», ha precisato, pur sottolineando che il gruppo punta a migliorare l’utilizzo degli impianti italiani all’interno della strategia europea che mira ad aumentare il tasso di saturazione delle fabbriche dal 60% all’80% senza chiusure di stabilimenti.
«Per la complessità del contesto in cui ci muoviamo è fondamentale che Stellantis agisca all'unisono con tutti gli stakeholder, sindacati, fornitori, concessioni e istituzioni», ha aggiunto Cappellano, ricordando che «è sempre necessario un equilibrio positivo, costante. Stiamo ancora cercando di rafforzare i rapporti dopo un periodo in cui non siamo stati molto aperti al dialogo». (riproduzione riservata)