Stellantis supera le attese sui ricavi, ma consuma più cassa di quanto previsto dal consenso e chiude il terzo trimestre con l’Europa in perdita operativa e una perdita netta a livello globale. Il gruppo guidato da Antonio Filosa ha registrato un fatturato di 37,6 miliardi di euro, in crescita dell’1% rispetto a un anno prima e superiore ai 36,37 miliardi attesi dal consenso Bloomberg. Il free cash flow industriale è invece negativo per 4 miliardi, contro un assorbimento previsto di 3,4 miliardi.
Il risultato operativo rettificato si ferma a 256 milioni, con un margine dello 0,7%, mentre il risultato netto è negativo per 453 milioni. Stellantis conferma comunque gli obiettivi per il 2026 e il ritorno a un free cash flow industriale positivo nel 2027. Il titolo ha reagito alla trimestrale aprendo la seduta di mercoledì 28 a Piazza Affari con un balzo del 4% a 3,85 euro, anche se ora, per capire le reali prospettive di rilancio, diventa un passaggio decisivo il quarto trimestre, nel quale il gruppo si aspetta maggiori consegne, un contributo positivo del capitale circolante e un’accelerazione dei risparmi.
L’assorbimento di cassa era il principale punto di attenzione alla vigilia dei risultati. I 4,009 miliardi di deflusso industriale sono peggiori del consenso, ma inferiori ai 5 miliardi ipotizzati da Ubs. Rispetto al terzo trimestre 2025, quando il gruppo aveva consumato 4,304 miliardi, il miglioramento è comunque di circa 300 milioni.
Nei primi nove mesi il free cash flow industriale è negativo per 4,93 miliardi, contro i 7,31 miliardi dello stesso periodo del 2025. A fine settembre la liquidità industriale disponibile ammonta a 42,7 miliardi, pari al 26% dei ricavi degli ultimi dodici mesi e quindi all’interno dell’intervallo del 25-30% indicato dal gruppo. La posizione finanziaria netta industriale resta positiva per 5,4 miliardi, rispetto ai 6,69 miliardi di fine 2025.
Per l’ultimo trimestre Stellantis prevede un contributo positivo del capitale circolante, sostenuto dalla normale stagionalità di fine anno. In Nord America l’obiettivo è portare le scorte di dicembre verso un livello simile a quello registrato alla fine del 2025.
Il trimestre si chiude come detto con una perdita netta di 453 milioni, in forte riduzione (del 90%) rispetto ai 4,53 miliardi di un anno prima. Il confronto beneficia però del venir meno di gran parte degli oneri straordinari che avevano pesato sul risultato del 2025.
Anche il risultato operativo rettificato migliora, passando da 90 a 256 milioni, con un margine salito dallo 0,2% allo 0,7%. La redditività rimane quindi molto contenuta, anche se è superiore alle previsioni degli analisti che temevano un risultato operativo negativo o appena sopra il pareggio.
Tra le rettifiche del trimestre ci sono 223 milioni per le campagne di richiamo degli airbag Takata, soprattutto in Europa, e una svalutazione di 118 milioni relativa alla partecipazione in Leasys. Nei nove mesi il gruppo registra ricavi per 119,2 miliardi, in crescita del 7%, un utile netto di 217 milioni e un risultato operativo rettificato di 1,99 miliardi, pari all’1,7% del fatturato.
Il dato industriale più debole arriva dall’Europa allargata, unica regione del gruppo con un risultato operativo rettificato negativo. Le consegne aumentano del 10%, a 588 mila veicoli, e i ricavi salgono del 3%, a 14,06 miliardi. Il risultato operativo passa però da un utile di 157 milioni a una perdita di 311 milioni, con un margine del -2,2%.
A pesare sono soprattutto la pressione sui prezzi e un mix di vendita meno favorevole, che assorbono i benefici dei maggiori volumi e dei risparmi industriali. È il rischio segnalato alla vigilia da Oddo Bhf: una crescita sostenuta dalle elettriche e da Leapmotor, ma con una capacità limitata di trasformare le consegne aggiuntive in utili.
Secondo i dati del gruppo, nel trimestre le vendite nell’area EU30 crescono dell’1% escludendo Leapmotor e del 6% includendola. La quota di mercato scende al 14,8%, in calo di 0,6 punti percentuali, oppure al 15,6% includendo il marchio cinese, con una flessione di 0,1 punti. Le vendite di auto Bev aumentano del 65%, crescita che raggiunge il 93% con Leapmotor.
In Nord America le consegne scendono del 12%, a 357 mila veicoli, soprattutto per le fermate produttive programmate su alcuni modelli Jeep. I ricavi diminuiscono però soltanto del 3%, a 15,59 miliardi, grazie a un mix più favorevole, al contributo dei prezzi e ai cambi e la regione torna a un risultato operativo rettificato positivo per 64 milioni, rispetto alla perdita di 475 milioni del terzo trimestre 2025, con un margine dello 0,4%. Il miglioramento riflette prezzi e risparmi industriali, che compensano il calo dei volumi.
A sostenere la redditività restano soprattutto Sud America e Medio Oriente-Africa. La prima area genera 431 milioni di risultato operativo rettificato, con un margine del 10,5%; la seconda registra 244 milioni e un margine del 14,6%, nonostante ricavi in calo del 19%. L’Asia Pacifico chiude con un risultato operativo rettificato di 18 milioni e un margine del 4%.
Stellantis conferma per il 2026 una crescita dei ricavi a una cifra media, un margine operativo rettificato positivo a una cifra bassa e un free cash flow industriale in miglioramento rispetto al 2025. Resta inoltre l’obiettivo di tornare a generare cassa industriale nel 2027.
«Il nostro Value Creation Program ha accelerato rapidamente, con contributi positivi già riconosciuti nel trimestre», afferma Filosa. Il gruppo conferma di essere sulla strada per attuare entro fine anno almeno il 40% dei 6 miliardi di efficienze a regime previsti dal programma.
Nel quarto trimestre i risparmi dovrebbero essere nell’ordine di alcune centinaia di milioni di euro, circa il doppio di quelli realizzati nel terzo. Stellantis prevede inoltre consegne consolidate superiori a quelle del trimestre appena concluso e prezzi sostanzialmente stabili.
Sul recupero peseranno, però, maggiori costi per chip di memoria e richiami. Il costo netto dei dazi per l’intero anno è stimato in un miliardo di euro, di cui 600 milioni già sostenuti nei primi nove mesi. Le uscite di cassa legate agli oneri contabilizzati nel secondo semestre 2025 sono previste a circa 1,6 miliardi nell’anno, con 1,1 miliardi già pagati a settembre. Ora il prossimo appuntamento strategico sarà il 10 dicembre a Modena, con il Maserati Day. (riproduzione riservata)