Stellantis avvia produzione della Grande Panda a benzina in Serbia. Alzerà le vendite Fiat, ma complica il nodo delle emissioni Ue
Stellantis avvia produzione della Grande Panda a benzina in Serbia. Alzerà le vendite Fiat, ma complica il nodo delle emissioni Ue
Fonti a MF-Milano Finanza: è iniziata la produzione della versione a benzina con 25 unità al giorno, affianca la ibrida e la elettrica. Intanto restano solo una trentina gli operai italiani in trasferta a Kragujevac

di Andrea Boeris  13/01/2026 15:00

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Stellantis aggiunge un nuovo tassello alla strategia di rilancio di Fiat. Nello stabilimento di Kragujevac, in Serbia, sono partite le prime unità pre-serie della Fiat Grande Panda esclusivamente a benzina, che vanno ad affiancare le versioni elettrica e ibrida che sono già in produzione dallo scorso anno. Lo riferisce a Milano Finanza una fonte vicina alla produzione, secondo la quale «al momento vengono assemblate circa 25 vetture al giorno» nella nuova configurazione a benzina, mentre il sito «continua a lavorare su tre turni con volumi complessivi intorno alle 450 auto al giorno, seppur con alcuni episodi di fermo produttivo legati alla disponibilità dei materiali».

Perché Stellantis propone il modello anche a benzina

La mossa è rilevante per Stellantis e soprattutto per il marchio Fiat, che punta a consolidare il recupero delle vendite in Italia e in Europa. La Grande Panda, secondo quanto comunicato dalla stessa Fiat in una nota di inizio gennaio, ha chiuso il 2025 in Italia con 11.175 immatricolazioni, confermandosi in crescita costante. Nello stesso comunicato il brand spiegava che i volumi della Grande Panda sono destinati ad aumentare nel 2026, proprio grazie all’arrivo della versione con motore turbo 1.2 litri a benzina e cambio manuale a 6 marce, che completerà la gamma finora composta da varianti elettriche e ibride.

Il dato commerciale racconta però anche un’altra dinamica. In Italia, che è il principale mercato per il modello, la Grande Panda è venduta soprattutto nella versione ibrida, mentre l’elettrica ha perso la spinta iniziale. La tendenza si conferma anche sui principali mercati europei, dove l’ibrido risulta nettamente più richiesto rispetto al full electric. Proprio questa domanda più debole per le versioni a zero o più basse emissioni spiega l’accelerazione sulla variante a benzina, vista come leva per allargare ulteriormente la base clienti.

Il rovescio della medaglia: i target Ue sulle emissioni

Se dal punto di vista commerciale la Grande Panda a benzina può dare ulteriore slancio a Fiat, sul piano regolatorio la scelta riapre il dossier emissioni. Un modello privo di qualsiasi componente elettrica o ibrida pesa infatti sulla media di Co2 del marchio e del gruppo. Più Grande Panda a benzina verranno immatricolate, più si allontaneranno i target fissati dall’Unione Europea per il triennio 2025-2027.

Il rischio non è soltanto qualcosa di astratto. In base al mix di vendite 2025 in Italia, Fiat avrebbe già accumulato multe molto elevate se Bruxelles non avesse rinviato il calcolo delle sanzioni dal 2025 al 2027: secondo i dati elaborati da Dataforce e pubblicati per primo da MF-Milano Finanza si parla di cifre nell’ordine dei 250 milioni per la sola Fiat e di oltre 800 per Stellantis contando anche gli altri brand sulle vendite del 2025 sul solo mercato italiano.

L’allarme di Cappellano: il problema non è il 2035, è ora

La flessibilità concessa dall’Europa ha evitato esborsi immediati, ma ha solo rinviato il problema e le sanzioni sono congelate ma non cancellate: i volumi del 2025 e del 2026 faranno media con quelli del 2027 e renderanno più complesso il rientro nei limiti entro quella data. E non a caso Emanuele Cappellano, il neo direttore operativo europeo di Stellantis, alla sua prima uscita pubblica nel ruolo si è rivolto all’Ue parlando a margine del Salone dell’Auto di Bruxelles nei giorni scorsi.

«Senza un intervento immediato, ci stiamo dirigendo verso una crisi profonda», ha detto il manager italiano, aggiungendo che il problema non è il 2035 e il divieto dei motori a combustione interna e che «la catastrofe potrebbe verificarsi già nel 2028 o nel 2029».

Il secondo pilastro: la 500 ibrida prodotta a Mirafiori

Il quadro legato a Fiat, che nel 2025 in Italia ha venduto oltre 100 mila unità della Pandina mild-hybrid prodotta a Pomigliano, si completa con l’altro modello chiave atteso nel 2026: la nuova 500 ibrida, prodotta a Mirafiori dalla fine del 2025. Il gruppo guidato da Antonio Filosa stima una produzione di circa 100 mila unità nel 2026, per compensare le vendite inferiori alle attese della 500 elettrica e il conseguente declino produttivo che si è registrato negli ultimi anni nello stabilimento torinese. Anche in questo caso, però, il ritorno dall’elettrico all’ibrido mild non rappresenta certo un aiuto sul fronte delle emissioni medie.

Il bivio strategico: più vendite o più attenzione alle emissioni?

Per Fiat e Stellantis il dilemma è questo: spingere sui volumi per recuperare quote di mercato, obiettivo prioritario per Filosa in vista del nuovo piano industriale atteso entro giugno 2026, ma sfruttando modelli che non aiutano a limitare le emissioni, oppure accelerare sull’elettrificazione per rientrare nei target Ue e scongiurare sanzioni che oggi sono solo rinviate. La Grande Panda a benzina può essere una leva decisiva nel breve periodo. Ma, insieme alla 500 ibrida, rischia di accentuare la tensione tra rilancio industriale e sostenibilità a livello regolatorio.

Produzione e manodopera: cala la presenza italiana in Serbia

Tornando al fronte industriale, a Kragujevac intanto si ridimensiona intanto la presenza degli addetti italiani. Secondo quanto risulta a Milano Finanza, al rientro dalle festività di fine anno sono rimasti circa 30 operai italiani di Stellantis in trasferta in Serbia per la produzione della Grande Panda. Un numero nettamente inferiore rispetto al picco toccato tra settembre e ottobre, quando si era arrivati a sfiorare quota 200. È inoltre improbabile che questa presenza possa prolungarsi ancora a lungo, difficilmente oltre il primo trimestre dell’anno. (riproduzione riservata)