Dopo i fermi produttivi (minimo sei solo a settembre), la cassa integrazione. Dal 19 al 30 ottobre a Mirafiori (Torino) torneranno gli ammortizzatori sociali, annunciati in un incontro tra Stellantis e i sindacati del 22 settembre. La misura riguarderà la produzione della 500 elettrica e ibrida.
«Siamo di fronte a una situazione complessa nonostante gli investimenti e il raddoppio della produzione rispetto allo scorso anno», dichiara un portavoce dell’azienda. Per i sindacati il ricorso agli ammortizzatori è sintomo della situazione di crisi in cui versa lo stabilimento produttivo torinese. A Mirafiori «un solo modello non basta», attacca la Fiom Cgil.
«Da oltre un anno e mezzo siamo impegnati in un ambizioso piano per rafforzare la nostra presenza industriale in Italia con oltre una ventina di modelli e altri che arriveranno. Ambizioso perché calato in un contesto non favorevole, caratterizzato da un mercato che si è ridotto di un quinto rispetto al pre-Covid e da una concorrenza extra-europea forte di condizioni competitive irreplicabili», sostiene Stellantis.
Il gruppo punta il dito sui costi. «I prezzi di Mirafiori potrebbero essere contenuti grazie a un miglioramento della competitività, a partire da una riduzione del costo dell’energia. Stiamo dialogando con le istituzioni per chiedere un costo dell’energia allineato a quelli di Paesi come Spagna e Francia, ma ancora non abbiamo visto alcun beneficio», aggiunge Stellantis. «Un veicolo nuovo costa di più rispetto al passato e questo ha svantaggiato soprattutto il ceto medio e i giovani».
I sindacati sostengono invece che il problema sia un altro. Ovvero che a Mirafiori si fabbrica solo la 500 e che questo modello starebbe riscontrando richieste inferiori alle attese. «Siamo al diciannovesimo anno consecutivo di cassa integrazione», sottolinea la Fiom Cgil, e «non certo per la mancanza di componenti, come Stellantis ha cercato di far credere, ma per le scarse vendite dell’unico modello prodotto». Anche secondo la Uilm «la cassa a Mirafiori indica necessità di un secondo modello».
Il gruppo, al contrario, ritiene di aver investito in modo adeguato sulla fabbrica. «Alla fine dello scorso anno abbiamo portato la nuova 500 ibrida che ha già consentito di aumentare la produzione», conclude l'azienda. «Nel primo semestre 2026 abbiamo prodotto più auto che in tutto il 2025. La nuova 500 non è l’unica iniziativa che abbiamo portato a Mirafiori. Abbiamo avviato la produzione dei cambi elettrificati e-Dct, portato il nostro primo hub di economia circolare e realizzato un centro di ricerca all’avanguardia sulle batterie. Dal 2030 poi arriverà la nuova generazione di 500». (riproduzione riservata)