Lo stabilimento Stellantis di Cassino continua a vivere una fase di profonda crisi con la produzione che procede a intermittenza. Dopo il rientro in fabbrica nell’ultima settimana di gennaio, con appena quattro giorni di attività complessiva nel primo mese del 2026, arriva una nuova comunicazione di fermo produttivo.
Secondo quanto riferito da fonti sindacali, gli operai hanno ripreso il lavoro in tutti i reparti martedì 27 e resteranno in attività fino a venerdì 30, prima di un nuovo stop di una settimana previsto all’inizio di febbraio. Già venerdì si fermerà di nuovo il reparto di lastratura, mentre da lunedì 2 a venerdì 6 febbraio compresi il nuovo stop coinvolgerà lastratura, verniciatura e montaggio. Un’ulteriore settimana di fermo che si somma a quelle già accumulate, e a cui potrebbero seguirne altre sempre a febbraio, e che riaccende la protesta sindacale contro una gestione definita «a singhiozzo», con effetti diretti anche sull’indotto locale.
La nuova fermata certifica il carattere strutturale della crisi di Cassino. I numeri del 2025, secondo i dati sindacali, sono stati molto deludenti: la produzione si è fermata sotto quota 18 mila vetture. Ancora più fosche appaiono le prospettive per il 2026, soprattutto sul fronte Alfa Romeo, con stime che difficilmente supererebbero le 13 mila unità.
Alla base delle difficoltà ci sono i ritardi nello sviluppo dei nuovi modelli Alfa Romeo e nell’implementazione della piattaforma Stla Large. Le nuove generazioni di Giulia e Stelvio, inizialmente attese tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, sono state rinviate almeno alla fine del 2027, se non direttamente al 2028. Il posticipo è legato alla necessità di rendere la piattaforma, nata per l’elettrico, compatibile anche con motorizzazioni ibride, oggi ritenute strategiche da Stellantis per intercettare la domanda del mercato.
In assenza di nuovi modelli e con impianti largamente sottoutilizzati, cresce il timore che lo stabilimento di Cassino possa progressivamente svuotarsi, mettendo a rischio l’equilibrio economico e sociale di un intero territorio che è storicamente legato all’automotive.
In controtendenza rispetto alle difficoltà di Cassino, segnali di parziale ripresa arrivano dallo stabilimento Stellantis di Atessa, che produce veicoli commerciali. Nel corso di un incontro con Fim, Uilm e Fismic l’azienda ha annunciato la riattivazione parziale del terzo turno a partire da lunedì 2 febbraio. Il turno C, sospeso nel luglio 2025 a causa del calo della domanda, tornerà operativo nell’ambito di un nuovo assetto produttivo che coinvolge lastratura, verniciatura, montaggio, qualità e finizione, con una rimodulazione di cadenze e organici finalizzata a raggiungere una produzione complessiva di 840 furgoni al giorno.
La ripartenza avverrà in modo differenziato: su alcune linee con un incremento immediato dei volumi, su altre in forma graduale e provvisoria, attraverso soluzioni organizzative temporanee in attesa di un assetto definitivo. I sindacati hanno annunciato che monitoreranno l’evoluzione della riapertura del terzo turno, valutandone l’impatto su carichi di lavoro, occupazione e condizioni operative. (riproduzione riservata)