L’Europa potrebbe colpire gli Stati Uniti con 93 miliardi di euro di dazi dal 6 febbraio o limitare l'accesso delle aziende americane al mercato europeo in risposta alle minacce del presidente statunitense, Donald Trump, agli alleati Nato contrari alla sua campagna per prendere il controllo della Groenlandia.
Le misure di ritorsione, secondo quanto ha riportato il Financial Times citando funzionari coinvolti nei preparativi per i colloqui in Svizzera, sono in preparazione per dare ai leader europei maggior potere negoziale negli incontri cruciali con Trump al World Economic Forum di Davos di questa settimana.
Il presidente americano ha annunciato dal 1° febbraio dazi al 10% per tutti i Paesi (Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia) che «si sono recati in Groenlandia per motivi sconosciuti», non l’Italia. La tariffa, ha precisato su Truth, «sarà aumentata al 25% dal 1° giugno. Questa tariffa sarà dovuta e pagabile fino a quando non sarà raggiunto un accordo per l'acquisto completo e totale della Groenlandia», ritenuta molto importante per la sicurezza nazionale.
In realtà, secondo Trump, «per la sopravvivenza del nostro pianeta» perché Cina e Russia vogliono la Groenlandia «e non c'è nulla che la Danimarca possa fare al riguardo». Il presidente Usa ha sottolineato che l'isola dispone attualmente di «due slitte trainate da cani come protezione, una delle quali è stata aggiunta di recente. Solo gli Stati Uniti d'America, sotto la guida del presidente Donald J. Trump, possono partecipare a questo gioco, e con grande successo», ha aggiunto il numero uno della Casa Bianca.
Un’altra opzione sul tavolo dei leader Ue, chiesta dal presidente francese Macron, è lo strumento anti-coercizione, mai impiegato dopo la sua introduzione nel 2023: prevede restrizioni su import/export di beni e servizi, limitazioni agli investimenti diretti esteri e ai diritti di proprietà intellettuale, restrizioni all'accesso agli appalti pubblici Ue e all'immissione sul mercato di prodotti regolamentati. Tutte misure che possono essere attuate rapidamente.
I tentativi di trovare una soluzione saranno centrali al World Economic Forum di Davos, al via oggi, 19 gennaio, dove un intervento di Trump è previsto per mercoledì 21 gennaio. (riproduzione riservata)