All’ombra dei cucchiai piegati dalla Bending Spoons di Luca Ferrari e soci, la cui corsa al Nasdaq sembra solo all’inizio a giudicare della reazione del titolo (quasi +25% in una settimana) dopo l’ennesima acquisizione miliardaria (Airtable, altri 1,3 miliardi di dollari cash), l’ecosistema tecnologico italiano continua a crescere.
Secondo gli ultimi dati Dealroom resi noti da Wave by Vento, la conferenza tech europea in programma a Torino a ottobre, il valore aziendale complessivo delle società tech italiane è arrivato a 139,9 miliardi di dollari, oltre il doppio rispetto ai 63 miliardi del 2022. Al netto della cifra precisa, che può variare in fretta vista la natura stessa delle startup, è un segnale come anche in Italia ci sia margine per costruire imprese tecnologiche dall’alto potenziale.
Alcune sono ormai aziende entrate nella quotidianità di tutti i giorni, seppur ancora in fase di trasformazione ed espansione, o sono ormai conosciute grazie allo status di unicorno ormai consolidato. È il caso, ad esempio, di Satispay. La società fintech co-fondato e guidato da Alberto Dalmasso a fine giugno ha aperto un altro round fino a 120 milioni di euro, di cui 60 milioni già garantiti dagli investitori principali Greyhound, Addition e Lightrock. Basandosi sulla fidelizzazione di utenti e negozi, ora sta variando da app di pagamenti a sistema integrato con welfare e investimenti. Nel settore dei pagamenti c’è anche Scalapay, la soluzione italiana di pagamenti rateizzati e Buy now pay later guidata da Simone Mancini, che a dicembre scorso ha ricevuto 70 milioni dalla Bei tramite lo strumento del venture debt.
Ma tra le grandi possiamo ormai considerare anche Newcleo, la società fondata da Stefano Buono che sviluppa reattori modulari avanzati e impianti per la produzione di combustibile nucleare. A febbraio ha chiuso il secondo round per valore dell’anno nei primi sei mesi – da 75 milioni – e ha in predicato la quotazione al Nasdaq tramite Spac con una valutazione di 2,4 miliardi di dollari entro la fine dell’anno.
Menzione d’onore, sempre nell’energia nucleare ma nel campo della fusione, per Proxima Fusion: unicorno tedesco da 2,4 miliardi di valutazione, ma di trazione tricolore visto che due dei cinque founder (il ceo Francesco Sciortino e il coo Lucio Milanese) sono italiani e hanno attirato nel capitale anche un colosso come Google.
Tra le startup che più hanno fatto rumore da inizio anno a oggi troviamo Rent2Cash – società lanciata da Gianluca Fioranelli, Yilang Chen e Marco Grassi che consente ai proprietari di immobili di monetizzare immediatamente i canoni di affitto futuri e che con i 100 milioni raccolti, tra capitale e debito, punta all’espansione pan-europea – e WeRoad, il popolare organizzatore di viaggi di gruppo on the road e tour organizzati fondato da Paolo De Nadai, Fabio Bin ed Erika De Santi che ha raccolto circa 50 milioni nell’ultimo round, facendo entrare nel capitale il colosso americano Airbnb. I fondi verranno utilizzati proprio per sbarcare negli Stati Uniti, con prospettive di ulteriore crescita.
Sempre restando nel traveltech si trova Smartness, piattaforma software per il settore hospitality che, tramite l’AI, ottimizza la gestione delle camere per hotel, affitti brevi e b&b. Con i 47 milioni raccolti a maggio, costruire il primo agentic system in cui il software inizi anche a eseguire anche operazioni per conto dei sottoscrittori.
Completamente diverso è il ruolo di D-Orbit (110 milioni raccolti nell’ultimo ound, di cui 45 di capitale primario), nata nel 2011 e ormai realtà affermata a livello internazionale nei servizi di trasporto e rilascio di satelliti in orbita con costi contenuti e con alle spalle 23 missioni di trasporto.
Particolarmente veloce è stata invece l’ascesa di Lexroom, scale-up che agevola agli avvocati la ricerca giuridica, la redazione di atti e documenti e la revisione degli stessi tramite l’AI. I tre founder Martina Domenicali (chief revenue officer), Paolo Fois (ceo) e Andrea Lonza (cto) hanno raccolto altri 43 milioni nel 2026 e si stanno espandendo in Europa, partendo da Spagna e Germania.
L’AI è centrale anche per Mdotm, la fintech italo-britannica che si occupa di supportare gli investitori istituzionali come asset manager e fondi pensione nella costruzione dei portafogli di investimento (24 milioni di round), e Webidoo, che punta a semplificare l'adozione dell'intelligenza artificiale nelle pmi (21 milioni di round). A fine 2025, invece, 100 milioni erano stati raccolti da Exein, azienda romana attiva nella cyber security embedded per dispositivi IoT.
Tra chi sviluppa soluzioni dedicate alle imprese va ricordata anche la Jet Hr di Marco Ogliengo e Francesco Scalambrino, che con l’obiettivo di «abbattere la burocrazia» hanno lanciato una soluzione tecnologica con cui poter automatizzare i processi di gestione del personale e pagamento degli stipendi (ultimo round da 25 milioni a giugno scorso).
Nel settore software si mette in evidenza anche Subbyx (30 milioni tra capitale e debito), piattaforma che consente di sottoscrivere un servizio di abbonamento per avere prodotti tech, mentre Niulinx, spin-off del Politecnico di Milano che con un round seed da 38 milioni (e tra gli investitori anche Cdp Venture, A2A, Fs e Pirelli), punta a mettere le basi per creare un campione europeo nella guida autonoma.
Nel settore biotech non si possono dimenticare Aavantgarde e Nanophoria. La prima è in fase clinica e impegnata nello sviluppo di terapie innovative per le malattie retiniche ereditarie (122 milioni raccolti a novembre scorso), mentre la seconda è in fase preclinica eimpegnata nello sviluppo di terapie cardiovascolari inalabili (83,5 milioni a fine 2025).
Infine, nell’ecosistema italiano c’è anche spazio per due startup di robot umanoidi: Generative Bionics (round seed da 70 milioni nel 2025), lo spinoff dell’Istituto italiano di tecnologia di Genova guidato da Daniele Pucci che ha presentato un paio di settimane fa il primo prototipo sensorizzato con pelle tattile, e Oversonic Robotics, società brianzola di robotica cognitiva fondata da Paolo Denti e Fabio Puglia che ha creato Robee, robot umanoide cognitivo. Robee ha già nel curriculum le prime applicazioni in fabbrica e in ambienti sanitari, tanto da aver attirato nel capitale di Oversonic anche Stmicroelectronics nell'ultimo round. (riproduzione riservata)