Semaforo verde all’acquisizione di Sparkle da parte di Mef e Retelit. La società dei cavi sottomarini in uscita dal perimetro del gruppo Tim ha ottenuto il via libera senza alcun rimedio imposto da parte della DgComp, l’antitrust della Commissione Europea.
L’iter, come ha rivelato questo giornale, è stato più lungo del previsto e ha richiesto tre diverse notifiche dell’operazione a Bruxelles per ottenere il risultato senza passare dalle forche caudine (in termini di lunghezza dell’esame) della fase 2 del procedimento.
La richiesta di autorizzazione era stata presentata due volte alla Commissione Ue, salvo poi essere ritirata in entrambi i casi: il 10 novembre con ritiro l’11 dicembre e il 12 dicembre con ritiro il 22 gennaio. Ad allungare i tempi dell’analisi ci sarebbe stata la richiesta di informazioni e chiarimenti aggiuntivi sul dossier da parte di Bruxelles vista la strategicità del settore. Sparkle, infatti, possiede e gestisce una rete globale di oltre 600 mila chilometri di fibra, che include dorsali terrestri e sottomarine in Europa, nel Mediterraneo e nelle Americhe, oltre a cavi sottomarini che collegano l’Europa al Sud-est asiatico.
Per poter arrivare al closing dell’operazione da 700 milioni di euro, con il Mef che rileverà il 70% e Retelit il 30%, ora, mancherebbe all’appello solo l’antitrust americano. (riproduzione riservata)