Spari alla cena dei giornalisti con Trump, fermato l'autore
Spari alla cena dei giornalisti con Trump, fermato l'autore
Il fatto a Washington, all'incontro con i corrispondenti negli Usa. È la seconda volta che il presidente americano viene coinvolto in una sparatoria dopo l'attentato durante la campagna elettorale. Il capo della Casa Bianca: un lupo solitario

di Redazione on line 26/04/2026 12:52

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Per la seconda volta il presidente americano Donald Trump finisce coinvolto in una sparatoria, dopo l'attentato che ha subito durante la campagna per le presidenzuali.

Erano da poco passate le 20.30 di sabato 25 a Washington e i camerieri avevano appena iniziato a servire l'antipasto a base di piselli e burrata alla cena dei corrispondenti quando quattro, forse sei, spari hanno echeggiato nella lobby dell'Hotel Hilton dove si stava svolgendo l'appuntamento annuale.

Come hanno riferito i giornalisti presenti, di corsa gli uomini del Secret Service hanno portato via dal palco il presidente Donald Trump, che per la prima volta partecipava da presidente alla cena, e il suo vice J.D. Vance, in direzioni opposte come previsto dal protocollo d'emergenza.


Negli stessi attimi, mentre molti dei 2.600 giornalisti presenti attorno si buttavano sotto i tavoli o si nascondevano dietro le colonne, agenti armati di fucili d'assalto entravano in azione a protezione dell'uscita di scena del presidente. 

L'aggressore è stato subito bloccato dal dispositivo di sicurezza, colpito da un agente. Un altro agente è stato ferito, ma se la caverà grazie alla protezione garantita dal grazie al giubbotto antiproiettile.

Chi è il presunto attentatore


L'autore della sparatoria è stato identificato in Cole Tomas Allen, 31enne di Torrance in California. È un insegnante che sul suo profilo Linkedin si descrive anche come "ingegnere meccanico e informatico per titoli di studio" e "sviluppatore di videogiochi indipendente per esperienza". Una foto sui social lo ritrae premiato come "docente del mese".

Comparirà lunedi 27 davanti alla Corte Distrettuale Federale e sarà incriminato per aver utilizzato un'arma da fuoco durante un crimine violento e per aver aggredito un agente federale, ha dichiarato la procuratrice del Distretto di Columbia, Jeanine Pirro, che però ha aggiunto che ulteriori accuse potranno seguire. 

Trump dopo gli spari: un lupo solitario

Trump è comparso davanti ai giornalisti dalla sala stampa della Casa Bianca poco dopo l'aggressione, ancora vestito con lo smoking. Secondo quanto ha riferito, l'aggressore sarebbe "un lupo solitario" che "voleva uccidere". Ha detto che Allen era armato di diverse armi e che ha assaltato un posto di blocco della sicurezza prima di essere arrestato. Aveva con sé un fucile a canna liscia, una pistola e alcuni coltelli.


Nella notte l'Fbi ha perquisito la sua casa in California alla ricerca di ulteriori prove. Ancora incerta la reale intenzione dell'attentatore. Secondo Cbs, l'uomo ha affermato che puntava a colpire "funzionari del governo". Per il vicedirettore del Secret Service, Matthew Quinn, voleva "generare una tragedia nazionale". (riproduzione riservata)