Si aggrava il bilancio del tragico deragliamento avvenuto domenica 18 gennaio in Spagna, che ha coinvolto due treni sulla linea dell'alta velocità Madrid-Andalusia all’altezza di Adamuz (Cordova).
Sono almeno 39 i corpi delle vittime recuperate fra le lamiere dei vagoni, segnalano i servizi di emergenza. Decine di persone sono rimaste ferite.
Sono stati coinvolti un treno Iryo diretto da Malaga a Madrid, con a bordo 317 passeggeri, e uno di lunga percorrenza Alvia (Renfe), che con oltre 200 persone a bordo transitava in direzione opposta, da Madrid a Huelva.
Solo sul treno Iryo, diretto da Malaga a Madrid, secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa che cita fonti della compagnia ci sarebbero stati almeno 21 morti e 22 feriti.
Iryo è il marchio commerciale di Intermodalidad de Levante (Ilsa), il principale operatore ferroviario privato ad alta velocità in Spagna, partecipato dal gruppo italiano Fs tramite Fs International con una quota del 51%. La compagnia tricolore, informa El País, ha comunicato che il treno in questione aveva superato l’ultima revisione quattro giorni prima.
La compagnia stessa ha messo a disposizione un numero per i familiari dei passeggeri. Anche Renfe, la compagnia ferroviaria iberica a controllo statale, ha attivato un numero verde per notizie sui passeggeri del treno Alvia.
Secondo le informazioni attualmente disponibili, il disastro potrebbe essere dovuto a un giunto che prima dell'incidente è saltato, creando uno spazio tra due sezioni di binario che via via si è allargato al passaggio dei treni.
«Oggi è una notte di profondo dolore per il nostro paese per il tragico incidente ferroviario in Adamuz». Con questo messaggio postato su X, il premier spagnolo, Pedro Sanchez, ha espresso «il più sincero cordoglio ai familiari e alle persone care delle vittime».
«Nessuna parola può alleviare una sofferenza tanto grande, ma voglio che sappiano che tutto il Paese li accompagna in questi momenti così difficili», ha scritto il premier, aggiungendo che «tutti i servizi di emergenza stanno lavorando in maniera coordinata senza sosta» per l'assistenza alle vittime.»