Tutto pronto per il debutto in Borsa di SpaceX previsto per venerdì 12. Tra gli analisti che si sono sbilanciati su meriti e rischi dell'operazione, il fronte rialzista vede in SpaceX non una semplice società aerospaziale, ma un intero ecosistema in grado di rivoluzionare i mercati e la società, nonché la ricerca spaziale.
I più scettici sollevano invece perplessità legate alla futura struttura di governance accentrata nelle mani del ceo Elon Musk e alle incertezze legate ai rendimenti di attività eccessivamente proiettate al futuro, come la colonizzazione dei corpi celesti.
Comunque la si metta, gli esperti sono concordi nell'affermare che quella di SpaceX si appresta a diventare la più grande quotazione in borsa della storia, che potrebbe portare il valore dell'azienda attorno ai 1.800 miliardi di dollari.
Ecco una carrellata di analisi degli esperti raccolte nell'ultima settimana. Gli analisti di Morningstar hanno espresso un giudizio di forte cautela, definendo l’Ipo notevolmente «sopravvalutata» dai mercati. L’agenzia ha attribuito a SpaceX una valutazione di 780 miliardi di dollari, rispetto all’obiettivo stimato per l’ipo che si aggira tra i 1.500 e i 1.800 miliardi di dollari. Nello scenario più ottimistico, Morningstar ipotizza che il valore dell’azienda raggiunga i 1.970 miliardi di dollari, pari a 154 dollari per azione, ma attribuisce a questo scenario, in cui sia il razzo Starship sia effettivamente riutilizzabile sia i data center orbitali scalabili riscuotano un grande successo, «una probabilità del 7%».
La stessa linea è condivisa da James Chanos, famoso investitore e gestore di fondi statunitense, che ha suggerito che le dimensioni dell’Ipo, «per un’azienda con un fatturato di 19 miliardi di dollari e un flusso di cassa libero negativo», dovrebbero far riflettere gli investitori. Nel corso di un intervento alla conferenza iConnections Global Alts che si è svolta dall’8 al 10 giugno a New York, il manager ha dichiarato che «questa è davvero un’ipo basata su speranze e sogni».
Moneyfarm mette in luce che le indiscrezioni indicano una valutazione di SpaceX pari a circa 100 volte i ricavi attesi, «un multiplo particolarmente elevato per una società che continua a registrare perdite e che riflette aspettative molto ambiziose sulle sue prospettive di crescita futura». E avverte che «il peso effettivo della società all’interno degli indici dipenderà da diversi fattori, tra cui il free float, ovvero la quota di azioni effettivamente disponibile per la negoziazione sul mercato».
Francois Rimeu, senior strategist di Crédit Mutuel Asset Management, rimarca invece che gli investitori non stanno più valutando SpaceX semplicemente come una società di esplorazione spaziale, ma piuttosto come un fornitore di infrastrutture potenzialmente indispensabile per la futura espansione dell'intelligenza artificiale, attraverso le comunicazioni satellitari, la connettività globale e la capacità di trasferimento dati.
Sul fronte rialzista si colloca l’analista Ipek Ozkardeskaya di Swissquote, che ritiene che SpaceX avrà «un debutto di successo», dal momento che «la combinazione di Elon Musk, intelligenza artificiale, Starlink, esplorazione spaziale e inclusione negli indici è semplicemente troppo potente per essere ignorata». Allo stesso tempo, però, l’esperto avverte che «con una valutazione che si avvicina a 1.800 miliardi di dollari e un obiettivo di raccolta fondi di circa 75 miliardi di dollari, l’Ipo di SpaceX creerà probabilmente un significativo vuoto di liquidità» e «per assorbire tale offerta, gli investitori - sia istituzionali che privati - potrebbero dover vendere le proprie partecipazioni per liberare liquidità da destinare a SpaceX».
Un dato è certo, secondo Ben Ritchie, head of Developed Market Equities di Aberdeen Investments: «SpaceX è già l’attore dominante nel settore dei lanci spaziali commerciali e della connettività satellitare», e la sua quotazione «metterà alla prova non solo l'interesse degli investitori per la crescita, ma anche la loro disponibilità ad abbracciare un nuovo modello di partecipazione azionaria».
Sul nodo della governance, Elon Musk avrà un controllo stimato tra l’80% e l'85% dei diritti di voto, il che implica che «gli azionisti avranno ben poca influenza sulla strategia, sulle nomine del consiglio di amministrazione o sulla revoca del management», puntualizza l’esperto di Aberdeen Investments. E poi c’è la figura stessa di Musk che crea controversia: «Per molti, è un visionario: la forza trainante dietro i veicoli elettrici e i razzi riutilizzabili. Per i detrattori, è incline a promettere troppo. Un dettaglio non da poco», ha affermato l'esperto.
Karl Pettersen, head of corporate ratings di Scope Ratings, avverte però che «l'uso di misure quantitative per valutare SpaceX non è del tutto utile perché gran parte del benessere finanziario dell'azienda si basa sulla fiducia degli investitori e sul sentiment del mercato». A questo si aggiungono «il rischio legato alle figure chiave, il rischio di esecuzione e il rischio legato all'ambizione, e la questione diventa: quanto beneficio del dubbio gli investitori vogliono concedere agli attuali piani dell'azienda, il che in parte determina anche la liquidità del mercato», precisa l'esperto. Il vero motore sarà «la capacità dell'azienda di continuare ad attrarre finanziamenti. SpaceX - e le altre società di Elon Musk - si sono dimostrate eccezionalmente brave in questo», precisa l'esperto.
Sul fronte operativo, secondo Valeria Mendiola, Equity Product Specialist di Tcw, la quotazione di SpaceX stabilirà un nuovo benchmark di valutazione per l'ecosistema spaziale, compresi i servizi di lancio e le infrastrutture satellitari, con potenziali effetti di ricaduta sui settori adiacenti. Questa operazione potrebbe anche fungere da importante punto di riferimento per i mercati privati in fase avanzata, accelerando il percorso verso le quotazioni in Borsa, in particolare nell'intelligenza artificiale e in altre tecnologie di frontiera. (riproduzione riservata)