SpaceX torna a 135 dollari, il prezzo dell’Ipo. Ricavi oltre le attese e obiettivo 100 miliardi
SpaceX torna a 135 dollari, il prezzo dell’Ipo. Ricavi oltre le attese e obiettivo 100 miliardi
Il titolo della società di Elon Musk recupera dopo le turbolenze delle prime settimane sul Nasdaq. Nel secondo trimestre i ricavi hanno raggiunto 7,81 miliardi di dollari, sopra le stime

di di Giusy Iorlano 10/08/2026 17:27

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SpaceX torna a ridosso dei 135 dollari fissati per l’Ipo e prova a lasciarsi alle spalle le turbolenze delle prime settimane di quotazione. Il titolo della società aerospaziale di Elon Musk ha toccato lunedì 10 agosto il prezzo di debutto nelle prime fasi degli scambi, recuperando dai minimi di 108,27 dollari registrati appena pochi giorni fa.

A sostenere il rimbalzo sono soprattutto i risultati del secondo trimestre, i primi diffusi da SpaceX dopo lo storico debutto sul Nasdaq dello scorso giugno. La società ha riportato ricavi per 7,81 miliardi di dollari, contro i 6,93 miliardi attesi dagli analisti.

Il dato trimestrale ha rafforzato la fiducia del mercato sulle prospettive di crescita del gruppo. Durante la conference call sui risultati, il direttore finanziario Bret Johnsen ha indicato che SpaceX è sulla traiettoria per raggiungere entro la fine dell’anno 100 miliardi di dollari di ricavi ricorrenti annualizzati.

Una previsione particolarmente ambiziosa, ma che secondo gli analisti di Deutsche Bank appare «molto raggiungibile». Il punto di partenza, tuttavia, è ancora lontano: nel secondo trimestre il run-rate annualizzato si attestava infatti a circa 31 miliardi di dollari.

La scommessa sul neocloud e sull’intelligenza artificiale

La forte accelerazione prevista nei prossimi mesi dovrebbe arrivare soprattutto dalle nuove attività tecnologiche di SpaceX. Deutsche Bank indica in particolare il business neocloud e l’acquisizione della società di software per la programmazione basata sull’intelligenza artificiale Cursor come i principali motori della crescita.

La strategia segna un ulteriore allargamento del perimetro di SpaceX, che accanto al core business dei lanci spaziali e alla costellazione Starlink punta sempre più su infrastrutture digitali e servizi legati all’AI.

Il test dello sblocco delle azioni

Il recupero del titolo arriva, inoltre, dopo un passaggio delicato per la società. Giovedì scorso, il 6 agosto, è scaduto il primo periodo di lock-up successivo alla quotazione, rendendo disponibili sul mercato oltre 911 milioni di azioni detenute dagli investitori iniziali.

Si tratta di un quantitativo superiore alle circa 639 milioni di azioni collocate nell’Ipo e che aveva alimentato i timori per una possibile nuova ondata di volatilità. Prima della pubblicazione dei risultati e dello sblocco dei titoli, l’interesse degli investitori short su SpaceX aveva inoltre superato quello registrato su Tesla, l’altra grande società quotata di Musk.

Gli analisti restano positivi, ma con cautela

Dopo i conti, il sentiment di Wall Street è comunque migliorato. Gli analisti di Citi hanno rivisto al rialzo le stime per il 2026 e il 2027, mantenendo il giudizio buy sul titolo. La banca ha confermato un prezzo obiettivo di 200 dollari, con l’intenzione di avvicinarlo progressivamente alla valutazione di lungo periodo superiore ai 900 dollari indicata all’avvio della copertura, man mano che SpaceX raggiungerà i principali traguardi operativi.

Più prudente Wolfe Research. Secondo gli analisti, il trimestre ha evidenziato «forti sorprese positive», ma gli investitori dovrebbero distinguere tra le ambizioni dichiarate dal management e i risultati che la società riuscirà effettivamente a conseguire.

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