Secondo quanto riportato da Bloomberg, Elon Musk ha depositato una documentazione riservata alla Sec per la quotazione in borsa della sua SpaceX.
Il periodo della quotazione effettiva è previsto a giugno, verosimilmente il 28, giorno del compleanno del miliardario, che, non insolito a stranezze, potrebbe scegliere proprio questa simbolica data.
Data l’acquisizione tra società di Musk del febbraio scorso, quella che ha visto SpaceX inglobare xAI, l’ipo che sembra ormai imminente sarebbe la più grande della storia per volumi, con una valutazione complessiva di circa 1.750 miliardi di dollari per l’azienda.
Musk punta a raccogliere circa 75 miliardi di dollari attraverso il collocamento, come riferito dall’imprenditore in un incontro a porte chiuse con alcuni investitori della società.
Oltre all’evento della quotazione, che è di per sé un fatto dalla portata enorme per il mercato, bisogna aspettarsi grandi movimenti a Wall Street, una volta avvenuta l’ipo, a causa di quello che Morningstar chiama «effetto Musk».
La società di ricerca ha studiato 99 eventi che hanno portato a un aumento o una diminuzione di almeno il 7% del titolo Tesla in borsa dal 2017 a oggi.
Tra questi eventi, nota Morningstar, quelli direttamente connessi a Musk (sei su dieci) hanno prodotto variazioni medie del 12%, per lo più in negativo. Si tratta di dichiarazioni, atti politici e importanti scelte aziendali.
Un ottovolante difficilmente previdibile nella sua traiettoria: si pensi al balzo del 90% delle azioni di Tesla nel mese dopo l’elezione di Trump, che aveva ricevuto l’endorsement di Musk in cambio del Doge, il dipartimento per l’efficienza governativa creato ad hoc per il numero uno di SpaceX.
Un gabinetto che ha cessato di esistere dopo pochi mesi, con il litigio tra i due miliardari che ha portato, in sella all’ottovolante, a un crollo del titolo di Tesla del 49%. (riproduzione riservata)