La luna di miele tra SpaceX e il mercato sembra essere terminata nel modo peggiore possibile. Dopo aver perso più dell’8% nelle ultime due sedute di borsa il titolo del colosso aerospaziale di Elon Musk sembrerebbe avviato verso il terzo tonfo fragoroso consecutivo: alle 15.45 ora italiana il titolo perdeva il 7,1% a 171,93 dollari.
A onor del vero, non si può – almeno per ora – definire l’ipo più grande della storia come un fiasco totale. Tutt’altro: nei primi tre giorni dopo la quotazione sul Nasdaq il titolo aveva guadagnato quasi il 45%, arrivando a trattare nell’intraday del 16 giugno sopra i 225 dollari per azione, novanta in più rispetto al prezzo di ipo a 135 dollari.
Se il ribasso teorico si concretizzasse all’apertura delle negoziazioni il titolo scenderebbe intorno ai 175 dollari: una flessione importante dopo le premesse delle prime ore, tanto che gli analisti sono divisi tra chi sostiene che la fiammata iniziale è stata solo frutto della Fomo (Fear-of-missing-out, che in finanza comportamentale indica la paura irrazionale di rimanere fuori da un trend rialzista) e chi invece evidenzia come quello attuale sia solo un ribasso strutturale verso il fair value.
Per ora il titolo SpaceX è coperto da otto analisti (fonte MarketScreener): per sei di essi va comprato, per uno mantenuto (raccomandazione hold) e per uno soltanto è da vendere.
Il prezzo obiettivo medio è di 187,8 dollari: il che significa che alla chiusura dello scorso giovedì – venerdì le borse americane erano chiuse per festività – il titolo incorporava un rialzo potenziale dell’1,5%.L’ultima raccomandazione in ordine di tempo è quella della investment bank Oppenheimer, che ha suggerito l’acquisto del titolo con prezzo obiettivo di 250 dollari citando come punto di forza per SpaceX le sinergie derivanti dalla maxi-acquisizione di Cursor per 60 miliardi di dollari.
Non mancano però gli scettici: già a poche ore dalla quotazione il provider indipendente Cfra Research aveva avviato la copertura del titolo con un rating sell (vendere) e un prezzo obiettivo a dodici mesi di 115 dollari.
A far storcere il naso agli analisti è l’assenza di fondamentali di bilancio convincenti, tanto che nel 2025 SpaceX ha perso quasi 5 miliardi di dollari e si è quotata a multipli estremi, con una capitalizzazione di mercato pari a circa cento volte il fatturato.
Dall’altra parte, i più ottimisti si concentrano invece sulle spese in conto capitale, un parametro sempre più osservato per valutare la capacità di investimenti delle magacap tecnologiche focalizzate sullo sviluppo di AI e data center. Il capex di SpaceX è quintuplicato in due anni, superando i 20,7 miliardi di dollari nel 2025 contro i 4,4 miliardi del 2023. (riproduzione riservata)