Prendere posizione su SpaceX? «No grazie». Con queste parole, scritte sulla sua pagina Substack, il noto shortista Michael Burry ha condiviso con i follower la scelta di non entrare sul titolo dell’azienda di Elon Musk con opzioni ribassiste. Burry ha anche espresso diverse perplessità sul valore attuale del titolo.
SpaceX si è quotata al Nasdaq il 12 giugno e in tre sedute ha messo a segno un rally di quasi il 50%, arrivando a capitalizzare 2.700 miliardi di dollari, più di un colosso come Amazon che però fattura quasi 720 miliardi all’anno (contro i meno di 20 miliardi del gruppo di Musk) con circa 80 miliardi di utile. La cavalcata di SpaceX si è interrotta all’avvio dei mercati americani il 17 giugno, quando le azioni hanno virato al ribasso (intorno alle 16:30 italiane viaggiano poco sotto 200 dollari, in calo di circa il 2,4%).
Burry, noto nel mondo finanziario aver previsto la crisi dei mutui subprime prima del 2008, ha messo in dubbio la valutazione dell’azienda di Musk. Per lui SpaceX è ancora «una piccola azienda spaziale, una società di telecomunicazioni di nicchia, una società di social media in difficoltà».
Il gruppo si è presentato in borsa con un fatturato di 18,7 miliardi nel 2025 e 4,9 miliardi di perdite accumulate nello stesso anno. Eppure, il mercato ha dato fiducia al progetto di Musk di costruire, nei prossimi anni, un campione non solo di lanci spaziali e servizi satellitari, settori in cui SpaceX è già molto ben posizionata, ma anche (e soprattutto) di intelligenza artificiale.
Così, nonostante il raggiungimento degli obiettivi passi anche da programmi ambiziosi come la colonizzazione di Marte e la realizzazione di data center nello spazio, SpaceX ha strappato una valutazione iniziale di 1.750 miliardi e ne ha raccolti 75, infrangendo ogni record precedente.
Burry ha sottolineato che il valore di SpaceX è superiore persino a quello della Berkshire Hathaway di Warren Buffett. «Berkshire Hathaway è stata superata di due volte e mezzo in soli tre giorni», ha scritto ancora Burry. «Berkshire Hathaway, costruita con cura nel corso di due secoli». La società di Buffett al momento capitalizza 1.100 miliardi a fronte di un utile operativo di 44,5 miliardi nel 2025.
Burry ha rivelato inoltre di aver preso in considerazione diverse operazioni ribassiste legate a SpaceX, ma di averle scartate. «Sono tentato da quest’opzione. Ma no grazie», ha concluso, riferendosi a un’opzione a breve termine. «Con un po’ di fortuna SpaceX si stabilizzerà intorno a 200 dollari e la volatilità si ridurrà nella catena delle opzioni put».
Burry non è del resto l’unico ad avere dei dubbi sui numeri di SpaceX. Morningstar, ad esempio, ha pubblicato una nota in cui assegna al titolo un prezzo obiettivo di 63 dollari, ben inferiore sia alle quotazioni attuali sia al prezzo di ipo di 135 dollari.
Altri analisti sono più ottimisti e il target price medio su Markescreener (calcolato su sei analisti che hanno iniziato a coprire il titolo) è vicino a 190 dollari, pur con una forchetta molto ampia che va da un minimo di 62 dollari a un massimo di 310. A livello di rating, SpaceX ha ottenuto finora quattro raccomandazioni «buy» (comprare), un «outperform» (sovrappesare) e un «sell» (vendere). (riproduzione riservata)