Dopo la quotazione da record al Nasdaq, per SpaceX arriva anche la prima maxi acquisizione. La società di Elon Musk ha ufficializzato l’acquisto di Anysphere, l’azienda che controlla Cursor (editor di codice AI), per 60 miliardi di dollari, carta contro carta.
L’obiettivo è dotare xAI - la startup di AI fondata da Musk e da gennaio 2026 integrata in SpaceX - di una piattaforma di programmazione tra le più avanzate sul mercato per colmare il divario con i principali concorrenti. Cursor consente infatti agli sviluppatori di confrontare diversi modelli AI, inclusi quelli di OpenAI, Anthropic e Google.
I soci di Anysphere riceveranno azioni di SpaceX, quotata dal 12 giugno, per l’intero valore dell’accordo. I capitali raccolti con l’ipo, circa 75 miliardi, non saranno quindi utilizzati per l’acquisizione. Il completamento della fusione è previsto entro il terzo trimestre 2026.
SpaceX aveva messo gli occhi su Cursor già da un po’. Ad aprile la società di Musk aveva annunciato di essersi assicurata un’opzione per comprare l’azienda nel corso dell’anno oppure diventarne partner tramite una collaborazione da 10 miliardi. Nata nel 2022, Cursor è cresciuta in modo esponenziale fino a toccare 4 miliardi di ricavi annualizzati. SpaceX, invece, nel 2025 ha registrato un fatturato di 18,7 miliardi, con 4,9 miliardi di perdite.
L’annuncio dell’acquisizione segue di pochi giorni il debutto di SpaceX sui mercati finanziari. In due sedute al Nasdaq il titolo ha superato i 190 dollari, partendo da un prezzo di ipo di 135 dollari, mentre la capitalizzazione del gruppo ha oltrepassato i 2.500 miliardi. Al suo terzo giorno da quotata SpaceX continua a macinare guadagni e intorno alle 16 del 16 giugno sale del 16% circa, sopra i 220 dollari per azione, con una market cap balzata a 2.900 miliardi che porta SpaceX al quinto posto tra le società più capitalizzate del mondo, davanti ad Amazon.
Alcuni analisti hanno iniziato a interrogarsi su una tale valutazione e non manca chi crede che il titolo sia sopravvalutato. Altri osservatori danno credito ai programmi di Musk, che intende rendere profittevoli tutte le attività di SpaceX (che ora guadagna solo dai satelliti Starlink) anche attraverso piani ambiziosi come la colonizzazione di Marte o la costruzione di data center nello spazio. In più, il gruppo intende conquistare una posizione di leadership anche nel campo dell’AI, dove per ora Grok, il chatbot promosso da Musk come alternativa a ChatGpt e Claude, non è riuscito a impensierire i due competitor.
Di recente SpaceX ha però ottenuto contratti multi-muliardari, tra cui due con Google e Anthropic, per l’utilizzo della capacità di calcolo dei suoi data center. (riproduzione riservata)