Oltre 10 miliardi di euro investiti, quattro Space Factory concretizzate e 16 distretti industriali realizzati che attraversano il Paese da Nord (Lombardia e Piemonte) a Sud. Questi i numeri che raccontano la space economy italiana, citati dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel suo intervento agli Stati generali della Space economy nella torre di Pwc a Milano.
Entrando nel dettaglio, in linea con la spinta di rafforzamento delle politiche strategiche ed economiche spaziali italiane, il governo guidato da Giorgia Meloni ha già stanziato 10 miliardi di euro per il comparto dello spazio. Un numero significativo che comprende le risorse messe a disposizione della partecipazione nazionale a programmi dell’Agenzia Spaziale Europea, di cui 3,5 miliardi solo nel 2025. A questi vanno sommati il sostegno alle attività dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e i 2,3 miliardi (1,5 miliardi di risorse Pnrr e 800 milioni di Fondi nazionali complementari) per rafforzare l’infrastruttura spaziale nazionale in termini sia di sistemi che di capacità produttiva.
In questo ambito, ha voluto precisare Urso, «l’Italia ha ha raggiunto tutti gli obiettivi fissati dalla Commissione Europea anche dal punto di vista dell’impiego delle risorse, incluse le 4 Space Factories». Ma le risorse pubbliche «non bastano più: è necessario che gli investimenti e i programmi pubblici siano concepiti dall’inizio come potenzialmente idonei ad attrarre capitale privato ed investimenti nazionali ed esteri», ha sottolineato il titolare del Mimit.
Questa consapevolezza ha guidato il dicastero di Via Veneto nell’attuazione della parte «economica» della Legge Nazionale sullo Spazio (Legge 89/2025) e nello stilare la prima bozza del Piano Nazionale sull’Economia dello Spazio, che già indica alcune priorità concrete per lo sviluppo della dimensione commerciale dello spazio. Finanziariamente si stima di allocare risorse pubbliche comprese tra 5,9 e 9,2 miliardi, con un’attrazione di fondi privati stimata tra 7,6 e 11,8 miliardi ed un ritorno industriale tra 19,1 e 30 miliardi. Urso ha inoltre ricordato che è in corso anche la predisposizione del Decreto Interministeriale per l’utilizzo delle risorse del neocostituito Fondo, che mette a disposizione delle aziende di settore preziose risorse.
Tutti passi necessari «per sviluppare una strategia armonizzata di sistema per garantire al comparto industriale italiana un posizionamento adeguato, in linea con il proprio rango di grande potenza industriale e di Paese dalla storica vocazione spaziale», ha commentato Urso. D’altronde l’Italia «può contare su una filiera completa: dalla ricerca e progettazione alla realizzazione di satelliti e lanciatori, fino ai servizi e alle applicazioni spaziali». A conferma della centralità italiana nelle politiche spaziali europee e del suo ruolo «da protagonista nella nuova avventura spaziale dell'umanità, si terrà a Roma il prossimo 15 dicembre la Ministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea a Roma per riprogrammare alcuni interventi finanziari alla luce delle decisioni americane». (riproduzione riservata)